A parte la cavalcata vittoriosa di Troy Bayliss, entusiasmante e melanconica allo stesso tempo pensando al ritiro annunciato a fine stagione dal campione australiano, la prima gara della Superbike ad Assen è stata tutto sommato un po' noiosa.
Pochi sorpassi, un Biaggi opaco e relegato nelle retrovie a lottare con piloti di cui probabilmente fino ad ora non sospettava neppure l'esistenza, gli unici colpi di scena sono venuti dai soliti Haga e Xaus, che si sono eliminati a vicenda al tornantino, e dal sorpasso di Kagayama a Bayliss nelle fasi iniziali della gara.
Partiamo da Haga e Xaus: durante il primo quarto di gara, il Haga ha infilato Ruben al tornantino, e per qualche metro i due sono rimasti affiancati con il pilota del team Sterilgarda che ha cercato in ogni modo di mantenere la posizione. Purtroppo però, non è chiaro se per una scivolata di Noriyiuki Haga o per un contatto fra i due, le moto si sono agganciate ed i piloti sono finiti entrambi a terra. Gara finita per Haga, anche se il pilota si è immediatamente rialzato illeso dopo la caduta, mentre Xaus è riuscito a ripartire ed ha cercato di recuperare posizioni, anche se alla fine ha concluso a qualche millesimo di secondo dalla zona punti.
In testa alla gara sono le Suzuki ad entusiasmare, con Yukio Kagayama davvero aggressivo e veloce, autore del sorpasso più bello della gara ai danni di Troy Bayliss. Anche il tedesco Neukirchner si accoda alla coppia di testa, e dopo qualche giro sembra poter essere della partita anche la terza Suzuki del team Alstare, guidata dallo spagnolo Fonsi Nieto. Nieto, al "traino" di Carlos Checa, si accoda al gruppo di testa, ma dopo un errore perde il contatto ed alla fine si ritira dalla gara, mentre Checa segue come un ombra Max Neukirchner.
Un errore alla variante prima del traguardo di Yukio Kagayama permette a Bayliss di tornare in testa, ed il campione australiano approfitta del momento di incertezza per prendersi un piccolo vantaggio sugli inseguitori e controllare la gara fino all'arrivo, senza grosse difficoltà. A questo punto la definizione del podio appare chiara, e qualche emozione arriva solo dal sorpasso di Carlos Checa su Neukirchner, peraltro molto pulito.
Gara indefinibile per Max Biaggi, davvero in difficoltà con la sua Ducati 1098, arrivato alla fine decimo al traguardo con oltre 20 secondi di distacco dai primi.
Anche in questa occasione l'unica Honda CBR 1000RR che ha brillato in gara è stata quella di Carlos Checa, mentre le altre hanno fatto poco più che da comparse: settimo a quindici secondi Kiyonari, pupillo HRC su cui i giapponesi contano molto per un futuro in MotoGP, nona la "vecchia volpe" Gregorio Lavilla.