Si inizia in Qatar, fra il vento e la sabbia

In Superbike

di Marco Dabizzi, 20 febbraio 2008
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Si inizia in Qatar, fra il vento e la sabbia


Rimango profondamente convinto che piste come quella di Doha, in Qatar, facciano forse bene alle casse degli organizzatori, ma siano deleterie per la qualità del campionato, inutili dal punto di vista del pubblico e forse anche pericolose nonostante i progetti modernissimi e le strutture faraoniche.

A parte i costi necessari per una trasferta intercontinentale, per andare poi a correre in mezzo ad un deserto con sulle tribune pochi, anzi pochissimi spettatori. Non credo sarebbe difficile trovare in Europa o negli USA un circuito o due disposto ad ospitare una gara e far arrivare sulle tribune almeno 30-40.000 spettatori.

Ma sono le considerazioni sulla sicurezza a preoccuparmi di più: a Doha in questo momento tira un vento cane, un vento che riempie la pista di sabbia. Non è un fatto imprevisto, sarebbe come lamentarsi della sabbia a Riccione, ma a Riccione si va per giocare a beach volley e non a rischiare la vista a 300 all'ora.

Sicuramente la pista verrà ripulita, e siamo altrettanto sicuri che i piloti non si lamenteranno troppo: sono professionisti ben pagati, in fondo. Ma rimane il fatto che tutti questi artifici mi sembrano un eccesso assolutamente non necessario, condiderando anche che - a differenza della MotoGP - non ci sono neppure gli interessi dei tabaccai, che nei paesi arabi ovviamente non hanno nessuna limitazione alla pubblicità.





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