Caschi non sicuri, Altroconsumo continua l'indagine

In Abbigliamento moto

di Marco Dabizzi, 02 febbraio 2010
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Caschi non sicuri, Altroconsumo continua l''indagine


Delle due l'una: o Altroconsumo sta cercando di affossare per motivi ignoti alcune aziende produttrici di caschi, o qualcosa davvero non funziona nelle procedure di omologazione dei caschi previste dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Lo scorso aprile avevamo pubblicato i risultati di un'altra indagine effettuata dalla rivista Altroconsumo, che aveva preso in esame diciotto caschi integrali. I caschi erano stati acquistati anonimamente in vari negozi, e poi fatti testare da laboratori indipendenti. In quell'occasione quattro caschi non erano risultati conformi alle normative di sicurezza, anche se in seguito gli stessi caschi, fatti analizzare dai tecnici del ministero, erano poi rientrati nei limiti stabiliti dall'omologazione, perlomeno secondo quanto affermato da Ancma, affermazione contestata da Altroconsumo che non avrebbe ricevuto alcun risultato di questi test.

Stavolta oggetto dei test sono stati quindici caschi jet, ed i risultati sono stati se possibile ancora peggiori di quelli relativi ai caschi integrali, con otto caschi che non avrebbero passato i criteri stabiliti per l'omologazione.

"Su 15 modelli di caschi moto jet messi a prova di test in laboratorio abilitato per la certificazione ben 8 non hanno superato le prove di sicurezza, le stesse previste per l'omologazione" viene riportato da Altroconsumo.

Ecco l'elenco dei caschi che non hanno passato i test di Altroconsumo:
- AGV Blade
- Airoh Jet 55 S
- Caberg Downtown
- Dainese Ergon Jet EV1
- Duraleu Pool Special
- MDS Venus
- Premier Helmets Touring 3
- Shark RSJ

e quelli invece che lo hanno superato:
- Arai SZ-F
- Grex J2
- NCA J400
- Nolan N43 Air
- Shoei J-Wing
- Suomy Nomad
- X-Lite X-402

Immediata la reazione di Ancma, l'associazione dei produttori di moto ed accessori, e dell'Associazione Costruttori Europei Caschi. Le due associazioni avrebbero richiesto ad Altroconsumo il nome del laboratorio che ha effettuato i test, e chiesto di poterli ripetere alla presenza di un rappresenzante delle aziende.

"Come prevedono le regole di condotta adottate da tutte le associazioni di consumatori indipendenti" spiega una nota di Altroconsumo "che effettuano test comparativi in Europa, il nome dei laboratori utilizzati è sempre tenuto riservato per garantire l'indipendenza, l'autonomia e l'affidabilità del loro operato. Tutti i caschi sono stati acquistati anonimamente in punti vendita aperti al pubblico, in una situazione identica in cui un comune consumatore effettuerebbe l'acquisto".

Ma insomma, questi caschi sono sicuri o meno?

Nel dubbio, Duraleu ha già effettuato un richiamo volontario del proprio casco oggetto del test, anche se la stessa azienda parla di procedure di esecuzione dei test totalmente errate, che avrebbero falsato i risultati. Difficile capire però, se il casco in questione fosse conforme alla normativa vigente, perchè l'azienda lo avrebbe ritirato dal mercato.

Shark ha invece deciso di far effettuare nuovi test su campioni casuali prelevati dai magazzini dell'importatore italiano del casco RSJ, test a cui è stata invitata anche la stampa ed Altroconsumo.

Più costruttivo l'atteggiamento di Premier, che si è detta disponibile a ripetere i test sui caschi in possesso di Altroconsumo, e non su caschi forniti dall'azienda sulla cui corrispondenza ai modelli in vendita già in passato Striscia la notizia aveva sollevato perplessità per alcune aziende.

"E' desolante" continua la nota di Altroconsumo "il silenzio con cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha accolto la denuncia di Altroconsumo ed è ancora più desolante sentire l'industria far appello al momento delicato di crisi di vendite che stiamo attraversando. Qualsiasi congiuntura economica non può giustificare la minima deroga al diritto dei consumatori di trovare in vendita solo prodotti sicuri; e al dovere delle aziende produttrici di porre rimedio a eventuali maglie larghe nei controlli di sicurezza. Assorbire gli urti, gli impatti, rimanere ben saldo in caso di caduta sono elementi fondamentali perché un casco moto sia definito tale. Sette caschi su quindici fanno il loro dovere. Altri otto no. Qualcuno si assuma la responsabilità di ciò che i ragazzi oggi calzano sulle proprie teste. Ulteriori approfondimenti tecnici potranno essere fatti in sede istituzionale, presso il ministero. Per capire finalmente le ragioni per cui a scaffale arrivano prodotti pericolosi".

"Confermiamo la validità dei risultati del nostro test, eseguito in un laboratorio certificato e autorizzato a eseguire prove di omologazione dei caschi" ribadisce Altroconsumo. "Già nel 2009 avevamo effettuato un test sui caschi integrali e segnalato quattro prodotti insicuri; Confindustria afferma ora che sarebbero state fatte prove che smentiscono il nostro test; nessuno ci ha dato alcuna informativa in merito a ulteriori test sui caschi integrali che il Ministero avrebbe effettuato lo scorso anno dopo la nostra segnalazione; essendo parte in causa di questo procedimento, provvederemo immediatamente a chiedere al Ministero l'evidenza di queste prove e delle azioni che esso intenderà intraprendere a seguito della nostra denuncia sulla sicurezza dei caschi jet. Ricordiamo che Altroconsumo non ha denunciato genericamente la scarsa sicurezza dei caschi disponibili sul mercato, ma ha identificato e offerto ai consumatori le indicazioni per acquistare modelli affidabili, in un range di prezzo ampio e differenziato, premiando in questo modo i produttori che offrono un casco in grado di garantire la sicurezza di chi lo acquista".




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