Da anni, nel campo della sicurezza stradale, si cerca di fare breccia nei ragazzi, organizzando svariate iniziative riservate agli studenti. Sensibilizzare gli studenti di scuole medie e superiori alla sicurezza stradale, fare capire loro l’importanza del rispetto delle regole quando si viaggia su due e quattro ruote, dare un segno concreto dell’interesse e dell’attenzione delle Autorità su questi e altri argomenti che riguardano i ragazzi di oggi e, inevitabilmente, anche gli uomini di domani. In Sardegna, dal 19 al 20 maggio, la sicurezza stradale è entrata direttamente a scuola. “Io viaggio sicuro ed istruito” è stato un evento di tre giorni, organizzato dalla Extreme Sports a Monserrato, nell’hinterland cagliaritano, presso l’Istituto Alberghiero “Antonio Gramsci”. La manifestazione è stata allestita in stretta collaborazione con il Comando di Polizia Locale.
Hanno contribuito la Polizia Stradale, Carabinieri e Vigili del Fuoco di Cagliari, l’ Esercito Italiano, la Guardia di Finanza, i Vigili Urbani del Comune di Cagliari, la Croce Bianca di Monserrato. A questi si sono aggiunti vari sponsor e collaboratori dell’industria e del commercio. Ernesto Salis, della Extreme Sports, è rimasto estremamente soddisfatto per la buona riuscita dell’evento, che ha potuto godere del contributo della Provincia di Cagliari e della sponsorizzazione tecnica di Viaggia Sicuro e Supermercati Sisa.
La “tre giorni” ha visto la partecipazione - in turni suddivisi - degli allievi delle varie classi del “Gramsci” e delle locali scuole medie “Paluna” e “Lamarmora”. Il programma prevedeva una lezione di educazione stradale, a cura degli Enti coinvolti, una visita agli stand e una simulazione d’incidente stradale e primo intervento (in foto). Tutti gli appuntamenti in programma hanno suscitato l’interesse dei ragazzi. Il comandante Zurru, della Polizia Locale di Monserrato, ha parlato dell’importanza di usare caschi omologati, e non le solite “scodelle”, spesso indossate per conformarsi al gruppo. Perciò lancia lo slogan: “Voler essere e non voler apparire”. Tutti gli interventi sono stati diretti e incisivi ma, ancor di più lo sono stati i filmati, scelti tra vari spot europei per la prevenzione. Come sostiene Giorgio Pibiri, preside della scuola “la comunicazione edulcorata, in questi casi, non serve”. In effetti si è trattato di messaggi diretti e forti.