Non lasciamo l'Italia in mano all'ignoranza

In Sicurezza

di Marco Guidarini, Ass.ne Motociclisti Incolumi, 22 aprile 2010
Share  
Non lasciamo l''Italia in mano all''ignoranza


Il dottor Marco Guidarini - medico traumatologo, presidente dell'Associazione Motociclisti Incolumi e istruttore di guida sicura Fmi  (nella foto durante la prova-presentazione di un guard rail sicuro per l'utenza a due ruote) - interviene sulla questione "obbligatorietà legislativa dell'abbigliamento tecnico" che tiene banco in questi giorni

Una cultura della prevenzione antiquata non risolverà mai un dramma moderno come gli incidenti sulle strade! I politici italiani (tranne rare eccezioni…) hanno come principale obiettivo quello di scaricare le responsabilità delle proprie inadempienze sui sudditi...guardandosi bene da responsabilizzare chi costruisce - oggi - strade con standard di sicurezza del 1950.
Lo scaricabarile è uno sport più difffuso del calcio...(in Italia)...quindi le dimostrazioni si sprecano: "Disegni di legge" senza conoscere minimamente la materia. Se almeno ci fosse l'umiltà di acquisire un minimo di cultura della prevenzione e del risk-management ci sarebbero molte meno vittime, molti meno incoscienti patentati, meno criminali liberi che continuano a guidare ringraziando dei giudici indulgenti e meno professionisti (Medici, Ingegneri, Poliziotti, Carabinieri)...mortificati nella propria professione.
Le strade universali
(e scientificamente collaudate) per risultati concreti sono in definitiva sintetizzabili nell' acronimo R.I.S.P.A.C. = Ricerca, Innovazione, Sviluppo (per una viabilità sicura e sostenibile) Preparazione, Allenamento, Controlli. Queste strade sono quelle seguite dalla Scienza (dalla Medicina all'Aeronautica, al Motociclismo professionistico). Stranamente queste voci, da 50 anni ad oggi sono state incoscientemente trascurate da una "politica vecchia" che non ha mai investito nè sulla ricerca scientifica, nè sulla educazione civica nè sulla educazione stradale (indispensabile per diminuire gli incidenti).
Così in Italia si pretende di fare prevenzione con il metodo che usava Don Abbondio nei "Promessi Sposi": raccomandazioni, prediche ed omelie. Poi non comprendendo il motivo dei fallimenti (6.000 vittime all'anno e 18.000 invalidi gravi) con "rumorosi sforzi" (di pensiero) si creano i presupposti per disamorare i cittadini verso il proprio Paese, obbligandoli a gettare via i soldi per spenderne altri (tutti coloro che hanno dei caschi jet omologati li dovranno gettare nella discarica..idem per le aziende)...(nel frattempo non si controllano i cinesi che vendono caschi pericolosi, cibi pericolosi, indumenti pericolosi in tutta italia ai danni del made in Italy!) .
Ma il cittadino italiano deve pagare ed acquistare...anche Chi ha buonsenso ed esperienza da vendere perchè in Italia non vale il know-how scientifico (la prevenzione la insegna Topo Gigio, come da recente pubblicità antinfluenzale...). Così molti dovranno andare in ufficio vestiti come se andassero in circuito al Mugello... perchè se avranno un buon jet (omologato e pagato) un buon paraschiena (al cui utilizzo non è mai stata fatta nessuna campagna di educazioni) ed un sano buon senso (come molti motociclisti hanno)...con i ieans saranno sanzionabili! In questo eccesso di prudenza speriamo almeno che lo Stato tuteli anche i propri Operatori (caschi, paraschiena, pantaloni tecnici e giubbetti antiproiettile per polizia e carabinieri) così come per gli scooteristi delle poste Italiane.
L’ Unione Europea sanzionerà l'Italia per una incosciente politica sulle strade (6.000 vittime all'anno e 18.000 invalidi gravi) ma la colpa viene data sempre al cittadino-suddito. Nel Novembre 2009... io (Marco Guidarini, presidente A.M.I.) insieme al sig. Silvano Levantini (campione italiano di motociclismo...che di risk-management se ne intende) chiedemmo una audizione e quindi, ricevuti in Senato, facemmo la proposta di ridurre l'importo dell'IVA dal 20% al 10% sull'acquisto delle essenziali protezioni "salvavita" (Casco e paraschiena)...sottolineando che lo Stato in primis doveva investire in educazione e dare anche un buon esempio ai giovanissimi di "percezione del rischio" educandoli e divulgando "una cultura della prevenzione" che insegna a scegliere i comportamenti e le protezioni più adeguate in ogni ambiente, anche sul lavoro.
La stessa identica cosa si può dire per gli scarsi investimenti nella educazione alla prevenzione dell'AIDS... iniziando ad abbassare il prezzo dei profilattici, sul quale nè Stato nè Chiesa si degnano di intervenire (prediche ed omelie non fanno prevenzione!) Ippocrate lo sapeva già nel 450 A.C..Quindi, prima ancora che imporre caschi integrali per tutti e pantaloni tecnici per tutti (magari di una precisa marca e con l'IVA al 20%!!! )...lo Stato investa in RISPAC se vuole fare seriamente prevenzione! Noi motociclisti dobbiamo sperare che nessun politico acquisti azioni di aziende di profilattici...altrimenti ci verrà imposto a tutti l'utilizzo di "pofilattici tecnici" (ad esempio profilattici con le bretelle catarifrangenti e con l'airbag posteriore..per evitare i rischi conseguenti ai "tamponamenti", visti i tempi, tutto con l'IVA al 20%)...questi profilattici saranno obbligatori anche per delle semplici pomiciate!



Pagina 1 di 2 Pagina successiva


Stampa  Versione stampabile   Invia ad un amico  Manda ad un amico     Scrivi un commento  Scrivi un commento »

Commenta usando Facebook

Commenti dei lettori

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti in Sicurezza

» E facciamogli mettere pure il giubbotto antiproiettile a 'sti motociclisti...
» Jorge Lorenzo e Angel Nieto al TT con Dainese
» Caschi non sicuri, Altroconsumo ricorre al Tar