 La sicurezza è importante, su questo siamo tutti d'accordo. Il casco obbligatorio per i motociclisti ha permesso di salvare molte vite, così come le cinture di sicurezza nelle auto. Altrettanto importanti, giusto per fare un esempio rimanendo nel settore quattro ruote, sono airbag e sistema ESP, ma i parlamentari italiani sembrano ignorare completamente il problema, anche se in diverse nazioni questi oramai indispensabili accessori sono o stanno per diventare obbligatori sulle nuove autovetture.
Forse per venire incontro alle aziende italiane del settore abbigliamento tecnico, molte delle quali in forte crisi nonostante oramai la produzione sia stata spostata per molte in paesi dove la frase "diritti umani" significa spesso settimane lavorative di 80 ore per stipendi da fame, la Commissione Lavori Pubblici del Senato sta lavorando ad un disegno di legge che - se approvato - obbligherà tutti i motociclisti a vestirsi come Valentino Rossi anche per andare con lo scooterone a fare la spesa o a fare qualche vasca la sera sul lungomare.
Anche l' FMI, fino ad ora stranamente taciturna, sembra che stia timidamente cercando di alzare la voce a difesa dei propri associati, come il suo statuto prevede, facendo cortesemente notare che il mercato italiano è invaso da caschi non omologati, la cui messa in vendita comporta per le aziende coinvolte una multa di poco superiore a quella ottenibile viaggiando a 70 km/h sui viali in città, mentre l'uso del casco stesso sembra rimanere un'opzione in gran parte della penisola.
Qualche dato (fornito gentilmente dall'Istituto Superiore di Sanità)? Il casco viene indossato soprattutto al Nord del paese, l'uso della cintura di sicurezza nei posti anteriori comincia a diminuire già arrivando in Toscana, mentre la cintura di sicurezza posteriore (quella che di solito protegge i bambini) in tre quarti delle regioni viene indossata mediamente da meno del 20% degli occupanti, con punte massime del 46% (significa che in ogni rilevazione almeno un passeggero posteriore su due non aveva la cintura allacciata).
Una relazione conclude: "al Sud l’uso sistematico delle misure di protezione è un obiettivo su cui impegnare pubblica sicurezza e amministrazioni locali". Traducete questa frase come vi pare...
Il prossimo passo, per rendere ancora più sicuro l'uso della moto, potrebbe essere obbligare i motociclisti a guidare solo dall'alba al tramonto, visto che con il diminuire della visibilità si moltiplicano i rischi d'incidente, ma la soluzione definitiva potrebbe essere semplicemente di proibire quei pericolosi veicoli.
Ah, tanto per chiarire: in Australia, dove vive chi scrive, il casco è obbligatorio anche in bicicletta, mentre enormi cartelloni pubblicitari invitano i motociclisti a usare sempre guanti ed abbigliamento protettivo, così come invitano gli automobilisti a non comprare auto senza ESP. Senza per questo obbligarli, mentre per ottenere la patente occorre un notevole numero di ore alla guida con un parente o un supervisore (120 nello stato del Victoria) in ogni condizione: notte, pioggia, autostrada.
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