Muore in scooter a 18 anni per una buca

Muore in scooter a 18 anni per una buca


La notizia è di qualche giorno fa, ed è stata pubblicata sui principali quotidiani locali genovesi. Il giovane Mattia Traverso, 18 anni, ha perso la vita cadendo dal suo scooter mentre consegnava le pizze (nella Foto, il luogo dell'incidente).

L'incidente, avvenuto nella zona di Voltri (ponente genovese, quartiere noto per il forte vento invernale che lo contraddistingue, ed anche per la famosa focaccia del forno la Marinetta, la cui bontà è stata cantata in versi anche dal poeta dialettale genovese Vito Elio Petrucci) nei pressi di Via Don Verità, vicino al VTE (Voltri Terminal Europa, zona portuale) non lontano da dove la notte di Natale un uomo di 35 anni aveva rischiato di perdere a sua volta la vita a causa delle condizioni disastrate del manto stradale.

Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il giovane Mattia, per evitare gli schizzi abbondanti di acqua prodotti da una vettura al suo passaggio su di una pozzanghera, si sia spostato sulla destra finendo con le ruote del suo scooter in una buca profonda 14 centimetri. A nulla è valso il rapido intervento dei militi della pubblica assistenza Ca' Nova e dei medici giunti sul posto, i quali hanno tentato inutilmente di rianimare il giovane sull'autoambulanza, dove il ragazzo è spirato.

La stampa locale genovese e segnatamente il principale quotidiano ligure, Il Secolo XIX, hanno dato molto risalto alla triste vicenda.
Il fatto è avvenuto la sera del 30 dicembre, ma non ho voluto scrivere di getto un commento su questa tragedia.

Ho preferito lasciar passare qualche giorno, per evitare di affrontare con troppa frenesia un argomento delicato come quello della sicurezza stradale e delle condizioni delle strade di Genova.

Attualmente è in corso un'indagine giudiziaria, condotta dal Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo, per chiarire se vi siano responsabilità nella mancata manutenzione della strada luogo dell'incidente che, come gestione, dovrebbe essere di competenza dell'Autorità Portuale.

L'assessore comunale alle manutenzioni Elisabetta Corda si è subito prodigata in una dichiarazione molto chiara: "sulle nostre direttrici non sarebbe potuto accadere". Ma chi vive a Genova e viaggia su due ruote sa bene in quali condizioni versano le strade gestite dal Comune.

Buche, rattoppi fatti male, scavi aperti, chiusi e poi riaperti, manutenzione spesso approssimativa e di certo poco efficace: basta navigare un po' su qualche blog dedicato al problema o vedere quante segnalazioni vengono fatte dai cittadini genovesi in merito alle penose condizioni delle strade; segnalazioni rivolte ai media genovesi ed anche direttamente al Comune.

Ormai la situazione ha raggiunto davvero livelli di intollerabilità. Nei mesi passati i cantieri aperti in città si sono moltiplicati a ritmo vertiginoso, e le conseguenze per la sicurezza stradale, non solo quella di chi si sposta su due ruote, sono state drammatiche.

Ogni impresa che apre un cantiere su strade comunali, è obbligato dal Comune stesso a ripristinare le condizioni del manto entro sei mesi dalla fine dei lavori. Ma di fatto ciò che accade è che si procede (quando va bene) ad una riparazione eseguita in fretta e furia, e chi si è visto si è visto. Risultato: andare in moto (ma anche in auto) a Genova è come guidare nel deserto: su dossi, gobbe, buche e strade che assomigliano a pietraie degne della Parigi Dakar.

L'assessore ai lavori pubblici del Comune di Genova Mario Margini ha sottolineato la necessità  di eseguire controlli più severi ed avere regole certe per "evitare che i tappulli (rattoppi n.d.r.) nell'asfalto diventino eterni". Insomma problemi noti alla giunta del Sindaco Marta Vincenzi, tant'è vero che è stato costituito un comitato interassessoriale di monitoraggio ed un ufficio qualità del suolo.

Nella fattispecie dell'incidente occorso a Mattia, c'è un'indagine in corso, come già detto, e pertanto non è opportuno attribuire responsabilità prima che queste vengano accertate dalla magistratura.

E' certo però che l'amministrazione comunale, alla quale noi cittadini genovesi onesti paghiamo giustamente le tasse che dobbiamo pagare, non è in grado di gestire nemmeno l' ordinaria manutenzione dei beni pubblici, o almeno non lo è stata sino a questo momento. Il Comune ci avrà anche provato, ma i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.

Si dirà poi che tutti gli interventi (scavi) fatti erano necessari ed urgenti, si dirà che il territorio genovese è morfologicamente di difficile monitoraggio e di difficile gestione, si dirà non so cos'altro. Il fatto è che Genova, che vuol essere multietnica, che insegue Milano e il nord industriale, che insegue l'Europa  vantandosi di rappresentare lo sbocco europeo sul Mediterraneo, resta invece legata alle sue ataviche convinzioni, ai suoi miti, a quei tre o quattro capisaldi (ovvero fuori dal mio orticello) e non è capace di crescere, di aprirsi, di ampliare i suoi orizzonti ed investire nel modo giusto e proficuo per tutta la cittadinanza. Nemmeno in materia di sicurezza stradale e di gestione della rete viaria.

E l'attuale governo locale, con il suo finto perbenismo progressista, non è in grado neanche di rattoppare come si deve le strade, strade di città dove la gente muore cadendo da uno scooter a causa di una buca. Di tutto questo i genovesi sono davvero stanchi. Veramente non ce la facciamo più.

ALLA FAMIGLIA DI MATTIA TRAVERSO VANNO LE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE DELLA REDAZIONE DI MOTOCORSE.COM

comments powered by Disqus

Articoli precedenti su www.motocorse.com

Polini: pronta la nuova pit bike XP 4T 150

Polini: pronta la nuova pit bike XP 4T 150
in Moto e mercato

Il 6 gennaio Befana Benefica Motociclistica a Milano

Il 6 gennaio Befana Benefica Motociclistica a Milano
in Turismo - Motoraduni