Ieri, 29 giugno 2008, presso il teatro Ristori a Cividale del Friuli (Udine) si è tenuto il convegno nazionale "LA LAMA CHE UCCIDE. E' POSSIBILE RENDERE SICURE LE NOSTRE STRADE?", organizzato dall' Associazione Nazionale Polizia di Stato -sezione di Udine- in occasione del 2° motoraduno nazionale doppiavela.
E' una giornata terribilmente calda, il termometro sul computer dell'auto segna 27° C anche se sono solo le 7.00 del mattino; ci aspettano 200 km e la barriera di Mestre da passare entro un orario decente.
Tutto fila liscio, c'è il tempo per un caffè ed un cornetto. La piazza di Cividale è ancora vuota, un signore anziano si ferma con la bici al bar ed accenna un saluto. Poco dopo esce con un "bianchetto" e io penso al caffè che ho appena bevuto.
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Fuori dal teatro si riconoscono alcune delle solite temerarie facce che s'incontrano oramai in giro per tutta l'Italia quando ci sono questo tipo di convegni; si leggono sulle loro facce la passione, la voglia di trasmettere agli altri le loro esperienze, la necessità di far capire che qualcosa si può e si deve fare per fermare questa strage.
Si inizia con la premiazione di alcuni alunni delle scuole medie che hanno eseguito dei disegni sul tema sicurezza stradale: i primi tre posti vanno a delle ragazze.
La relazione viene aperta con i ringraziamenti da parte del Questore di Udine. Non si tratta del solito messaggio istituzionale asettico e di rito, si capisce che quello che sta dicendo lo coinvolge emotivamente. Punta il dito sull'educazione dei giovani e sulla visibilità che i media devono dare a questo allarme sociale che devasta ogni settimana la serenità di decine di famiglie.