Leggiamo che il Codacons (una delle tante associazioni di difesa dei consumatori) sarebbe sconcertato dalla mancanza di attenzione da parte della stampa per il problema dei guardrail.
Il pretesto è venuto dal giro d'onore di Dani Pedrosa a Barcellona, quando il pilota spagnolo ha sventolato una bandiera con la scritta "Guardarrailes asesinos" (guardrail assassini).
"È incredibile" avrebbe dichiarato l'associazione dei consumatori, "che l'iniziativa del pilota iberico sia passata praticamente sotto silenzio sui mass media".
Il Codacons avrebbe poi invitato Valentino Rossi e gli altri piloti a fare altrettanto nelle prossime gare.
Giusto, giustissimo, ma non dimentichiamo l'obiettivo principale: la sicurezza stradale.
I problemi della sicurezza stradale in Italia non si limitano purtroppo al problema dei guardrail, che pure esiste. Un'inchiesta del settimanale d'informazione "Exit" su La7 ha portato dati evidenti che mostrano come una delle principali cause di incidenti stradali in Italia sia lo stato di pessima manutenzione delle nostre strade: buche, segnaletica orizzontale invisibile, manutenzione inesistente, inadeguatezza del sistema viario che da decenni non vede la realizzazione di nuove strade.
Non di soli guardrail muoiono i motociclisti, purtroppo, ma anche - e soprattutto - di buche, di dossi pericolosi, di strisce scivolose, di tombini sporgenti.
Legittima e giusta la campagna contro i guardrail, ma non facciamo sì che diventi un modo per ottenere visibilità mediatica da parte di alcune associazioni.
Nel 2004 il 41,2% dei morti ed il 71,9% dei feriti sono stati dovuti ad incidenti in strade urbane (fonte ISTAT), ed hanno visto coinvolti soprattutto pedoni, ciclisti e motociclisti. Molto spesso per colpa grave (in Italia passare col rosso è considerato da "furbi"), per precedenze non rispettate, per strade dissestate e dalla manutenzione insufficiente.
Non limitiamoci dunque ad uno dei tanti aspetti del problema, ma affrontiamolo nella sua interezza, per la sicurezza di tutti i motociclisti.