La Primavera del Motociclista: ragazzi, attenzione per i primi 1.000 km!

Sicurezza

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pubblicato il 19 maggio 2008


Basta un po' di sole nel fine settimana e si dimenticano le temperature dell’inverno così (soprattutto chi vuole “conoscere” la moto nuova) si iniziano a programmare uscite primaverili su curve e tornanti delle strade d’Italia.

Un controllo preliminare (livelli liquidi, stato dischi e freni, pneumatici, controllo e lubrificazione della catena prima di partire) poi una leggera pressione sullo starter… e la sentiamo “cantare”. Un minuto di riscaldamento da fermo (il tempo necessario per controllare se il casco è ben allacciato, le luci accese, stop e frecce funzionanti) poi si può partire con l’accortezza di mantenere il motore a regimi (non règimi come spesso si sente dire) bassi e medi, nei primi 10 minuti (le diverse parti meccaniche devono raggiungere la temperatura ottimale di esercizio gradualmente).

Prima di ruotare (con gradualità) la manopola del gas bisogna pensare: Le strade sono a rischio per: cause di incidenti (umidità, ghiaccio, sale, terra, fondo sconnesso) e cause di lesioni (guard-rail, lampioni, muretti a spigolo, veicoli).

La moto si comporta in modo “anomalo” (il freddo, aumentando la densità dei fluidi, rende le sospensioni più rigide mentre in certe condizioni andrebbero ammorbidite come sul bagnato). Gli pneumatici (soprattutto alcuni “racing”) non entrano in temperatura ottimale e possono perdere aderenza anche senza “avvertire”(la improvvisa perdita di aderenza è un fenomeno insidioso!) soprattutto se manopola del gas e freno anteriore vengono usati come l’interruttore della luce (on-off) anziché con gradualità!

In strada è sempre consigliabile una guida “soft” (vedi A.M.I. Riding School) anche viaggiando “allegramente”; un buon pilota ricerca sempre la gradualità in tutte le manovre (accelerazioni, frenate, pieghe e “traiettorie di sicurezza”), utilizza prima il freno posteriore (che avverte precocemente in caso di scarsa aderenza… motocross grande scuola!!!) ed il freno anteriore con molto “tatto” (un buon pilota ha il controllo di trazione nel polso destro, mentre ha l’A.B.S. nel piede destro ma soprattutto nelle dita della mano destra). La “manciata di gas” e la “pinzata” con la perdita di aderenza, rispettivamente dello pneumatico posteriore ed anteriore è una delle cause più frequenti di cadute in low-side ed in high-side. E’ diffusa, purtroppo, l’abitudine di utilizzare solo il freno anteriore: un automatismo (o riflesso condizionato) che causa molte scivolate.

Traiettorie di sicurezza: in rettilineo al centro della propria corsia, mai troppo a destra. In curva si entra larghi (per vedere meglio) e si esce al centro della propria corsia. Fin dalle vacanze di Pasqua alcune zone turistiche richiamano visitatori che non conoscendo le strade guidano in modo poco sicuro facendo anche assurde inversioni ad “U”; e pur di scattare una foto (come se rubassero la Val D’Orcia) posteggiano disinvoltamente auto, camper e quant’altro proprio dietro al tornante che inviterebbe alla piega.

Autocontrollo: anche se noi non lo percepiamo, in inverno perdiamo il feeling con la moto perché la utilizziamo più raramente o soltanto per brevi tratti, perciò perdiamo la precisione dei movimenti più fini, la sensibilità propriocettiva (che ci dà importanti informazioni sul comportamento della moto anche in caso di perdita di aderenza) e quindi la coordinazione per accelerazioni, frenate e pieghe, insomma perdiamo l’occhio, l’orecchio, il tatto e la coordinazione (anche se non lo pensiamo) proprio come accade ad un pianista o ad un atleta fuori allenamento.

Il cervello, gli organi dell’equilibrio e gli apparati neuro-muscolari che insieme regolano la coordinazione necessaria alla guida (soprattutto la guida di una moto) sono complessi e delicati e possono “stararsi” per una influenza, una otite o una insidiosa labirintite e talvolta occorrono mesi per un completo recupero.

Massima attenzione nei primi 1000 km soprattutto se la moto è nuova.

Quando si acquista una moto nuova o si riprende la moto, dopo una “astinenza”di alcuni mesi, la voglia di dare gas è talmente “prorompente” che spinge a mollare i freni... compresi quelli del “buon senso” (un noto detto motociclistico è sempre molto attuale: prima di accendere il motore accendere il cervello!). L’“euforia primaverile” non deve far dimenticare i fattori di rischio sopra elencati ai quali si aggiunge la scarsa conoscenza di una moto nuova che influirà in caso di manovre di emergenza (come una brusca frenata). L’idea confortante di avere di fronte la primavera, l’estate e l’autunno, per conoscere la moto, viaggiando sulle strade più belle d’Italia o all’estero, aiuterà a ruotare il polso da piloti (con entusiasmo cosciente) e la voglia prorompente di dare gas” (che tutti abbiamo) potrà essere sfogata al momento opportuno e nel posto opportuno: un autodromo dove vi è una “riserva di sicurezza”, al contrario delle strade italiane che sono senza riserva di sicurezza (“Non forgiving roads”). Se invece l’esuberanza prevale sul buon senso, si rischia di passare la “bella stagione” con il meccanico o con il carrozziere... quando va bene!

L’abbigliamento deve proteggere dal freddo e da eventuali cadute: è consigliabile un abbigliamento invernale con protezioni (paraschiena, para gomiti, ecc.) oppure la tuta di pelle con paraschiena, una tuta impermeabile e, ovviamente, guanti e calzature adeguate. Un utile accorgimento è quello di assicurarsi prima una buona idratazione generale, con assunzione di bevande calde (non alcoliche) anche nelle soste. L’organismo per mantenere costante la temperatura interna (nucleo omeotermico) utilizza vari meccanismi, fra cui la vasodilatazione cutanea e la sudorazione quando è caldo e la vasocostrizione cutanea quando è freddo.

L’alcoolemia massima tollerata dal codice della strada è di 50 mg /100ml di sangue. In una persona di 70 kg. questo livello viene raggiunto con due bicchierini di superalcolici, 2 bicchieri di vino, una birra grande (soprattutto se a digiuno). L’alcool, oltre ad influire negativamente sulle capacità di guida e dare una eccessiva sicurezza, dà una sensazione soggettiva di caldo, mentre in realtà inducendo una vasodilatazione cutanea aumenta la dispersione di calore dell’organismo, provocando un “raffreddamento interno” fino (in casi estremi) alla ipotermia.

Quindi se l’organismo è esposto al freddo è necessario mantenere una vasocostrizione cutanea per limitare la dispersione di calore ed apportare calore all’interno con bevande calde (non alcoliche).

Molti avranno notato (con qualche preoccupazione) che dopo alcune ore in moto con temperature rigide, andando al bagno, vi sono serie difficoltà a “trovarlo”! Niente paura è sempre un effetto della vasocostrizione! Passato il freddo, tutto tornerà in condizioni normali! La primavera è uno dei periodi più belli per il motociclista, ma più che mai è necessario usare la testa anche per coloro che non la usano!

Dal libro “Una guida per chi guida” di Marco Guidarini
www.motociclisti-incolumi.com

 

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