Paraschiena e abbigliamento protettivo: su due ruote la prima cosa è la sicurezza.

In Sicurezza

di Federico Bencivenni, 14 novembre 2007
Paraschiena e abbigliamento protettivo: su due ruote la prima cosa è la sicurezza.

Quando si affronta il tema della sicurezza su due ruote si corre il rischio di produrre un mero elenco statistico di incidenti e lesioni che occorrono sempre più frequentemente ai motociclisti di ogni età e capacità di guida.

In strada l’ imprevisto è sempre in agguato, sia a causa dell’aumento del traffico, sia a causa della scarsa o addirittura mancante manutenzione delle strade che percorriamo quotidianamente.

Tutto ciò contribuisce ad aumentare in modo esponenziale il rischio di incidenti in cui è possibile incorrere. Il problema maggiore è quello di infondere una sensibilizzazione negli utenti delle due ruote relativamente al concetto di sicurezza.



E questa sensibilizzazione passa, o dovrebbe passare, attraverso la diffusione della “cultura della sicurezza in moto”.

Troppo spesso capita di vedere motociclisti vestiti semplicemente con maglietta e jeans alla guida di potenti e costose motociclette, i quali non sembrano tener conto del fatto che anche una banale scivolata a bassa velocità può causare seri danni fisici se si è privi di abbigliamento tecnico adeguato.

Negli ultimi tempi le aziende leader di mercato nel settore dell’abbigliamento tecnico da moto, hanno diffuso ancora con più determinazione il concetto di sicurezza passiva, promuovendo campagne di informazione tra gli utenti delle due ruote, soprattutto tra i più giovani; ed anche le case motociclistiche –per citare un esempio su tutti Kawasaki regalerà un paraschiena prodotto da Zandonà a tutti coloro che acquisteranno una moto nuova sino al 30 Novembre– hanno dato il loro contributo a quest’opera di educazione alla sicurezza.

Ecco quindi che il paraschiena diventa il simbolo per eccellenza di una campagna di informazione e consapevolezza all'utilizzo di tutto l’abbigliamento protettivo: casco, guanti, stivali e così via. Bisogna esser consapevoli che è il nostro atteggiamento mentale, quando siamo alla guida, che ci può salvare da traumi e lesioni.

Oltre tutto l’evoluzione tecnologica continua e gli investimenti compiuti dalle aziende produttrici di abbigliamento protettivo, hanno trasformato quei capi che alcuni anni or sono potevano sembrare armature medievali, in capi tecnici, sicuri, belli a vedersi e anche dotati di grande vestibilità.

Molte sono infatti le aziende che addirittura differenziano la loro produzione realizzando capi idonei ad un uso sportivo, e capi destinati ad un uso turistico o esclusivamente cittadino, sempre però dotati dei massimi sistemi di sicurezza passiva possibili. Ecco quindi trovare anche trench o giacche tre quarti dotate di paragomiti e paraschiena integrati e removibili, da indossare per andare al lavoro in moto, ma anche da indossare tranquillamente quando la moto si lascia in garage.

La cultura della sicurezza in moto dovrebbe far sì che il fatto di indossare il casco, gli stivali e una buona giacca con protezioni sia visto come un atteggiamento normale e necessario per chi guida una moto o uno scooter, così come risulta naturale indossare il costume da bagno quando si va al mare o in piscina.


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