Tacita ed Electro Riding eXperience: vivere un’esperienza elettrica in offroad

di Giorgio Papetti

Tacita ed Electro Riding eXperience: vivere un’esperienza elettrica in offroad


Con la consegna della prima moto Tacita T-Race da enduro, in anteprima mondiale,  ELECTRO Riding eXperience è la prima realtà che, in collaborazione con gli istruttori e le guide di Ca del Braap Enduro Tour 'n School, permette a chiunque di provare una delle migliori moto da fuoristrada elettriche al mondo, 100% Made in Italy,  su oltre 400 km di splendidi percorsi nel Canavese. 

ELECTRO Riding eXperience nasce lo scorso Gennaio con la volontà di coniugare passione ed emozione motociclistica con la sostenibilità e l’innovazione di moto 100% elettriche ideate, progettate e prodotte in Italia.

Il progetto si concretizza in un’esperienza di guida differente e unica al mondo: pilotare una moto da enduro 100% elettrica all’interno di percorsi immersi nella natura, a “zero emissioni” e “zero preoccupazioni”. 

Un’ occasione unica per scoprire il fuoristrada con una enduro elettrica altamente performante e avvicinarsi a questa filosofia green che sta coinvolgendo e affasciando sempre più persone. Purtroppo i costi di acquisto sono ancora molto elevati e proprio per questo la possibilità di provare una Tacita in uno splendido contesto a prezzi contenuti è forse il modo migliore per sperimentare la guida di una vera moto da fuoristrada elettrica. Parafrasando lo slogan potremmo dire “Non serve nulla, solo la voglia di esserci”. E di voglia a noi ne è venuta veramente tanta, così per conoscere meglio questo mondo abbiamo deciso di trascorre una giornata tipo, divisa tra corso di fuoristrada personalizzato e tour di mezza giornata. Partiamo quindi da Milano alla volta di San Martino Canavese (TO). In poco più di un’ora arriviamo in un posto che sembra distante anni luce dal frastuono della città; una cascina ai bordi del bosco che funge da base logistica e che vanta tra le altre cose una zona per il ricovero delle moto (anche quelle dei clienti che non vogliono fare avanti e indietro con il carrello), un’officina attrezzata e un comodo locale in cui cambiarsi. L’atmosfera è molto familiare (del resto i padroni di casa sono i fondatori di Ca del Braap Enduro Tour 'n School) e le formalità sono veramente poche. 



Faccio amicizia con l’allievo che seguirà il corso durante la mattina e mi dirigo subito verso la Tacita T-Race che mi aspetta all’interno di un box, collegata alla presa di corrente. Sembra un’opera d’arte, talmente bella che siamo lontani anni luce dalle moto elettriche un po’ goffe e sgraziate che abbiamo visto in passato. Le forme decisamente più abbondanti sull’anteriore rispetto a una enduro racing la fanno sembrare più una moto da rally, ma sarà per la componentistica al top o per lo stile carbon look a noi piace tantissimo. Si percepisce che è un progetto nato da zero in Italia (per la precisione a Torino) con fior di ingegneri e designer che hanno lavorato a lungo per armonizzare motore, ciclistica e sovrastrutture. Tutti elementi progettati ad hoc, abbinati a componenti standard tipici di una moto da enduro, come i mozzi Faba, cerchi rinforzati da 18 e 21 pollici, sospensioni pluriregolabili, cambio a 5 marce e frizione idraulica. 

La moto: Tacita T-Race Enduro

La Tacita provata è una moto interamente progettata e costruita in Italia, nata da un foglio bianco grazie alla determinazione di Pierpaolo Rigo, appassionato di off-road e lungimirante imprenditore piemontese che ha investito tempo e denaro per creare nel 2009 Tacita, in onore della Dea del silenzio della mitologia romana. Obiettivo: creare una moto da offroad 100% elettrica che potesse garantire prestazioni e feeling di guida molto simili a quelle di una moto endotermica. Dopo averla provata possiamo dire che il risultato è sorprendente anche se alcuni aspetti, come peso e autonomia, non sono ancora paragonabili a una enduro tradizionale. Occorre però iniziare a ragionare in modo diverso, approcciandosi all’enduro in maniera completamente differente rispetto a come siamo soliti fare. Solo così si può realmente apprezzare una moto elettrica, che a fronte di alcune limitazioni intrinseche (almeno per ora) offre una sensazione di immersione nella natura veramente unica.

Il progetto che ha portato alla commercializzazione della T-Race Enduro ha richiesto 6 anni di sviluppo, in cui Tacita ha progettato motore, software e telaio combinandoli con il meglio della componentistica per quanto riguarda freni, sospensioni, manubrio, mozzi, cerchi, ecc. Il risultato è una vera moto da fuoristrada (ma esiste anche in versione motard e flat track) che può essere configurata per un utilizzo cross, enduro e rally (in questo caso con batterie supplementari). Lavorando soprattutto sulle logiche di gestione si può rendere la moto più cattiva (nel caso del cross, per esempio) oppure più fluida e “risparmiosa”. La versione enduro vanta al momento 2 mappature (Standard e Power) attivabili dal manubrio, a cui si aggiunge quella specifica per quanto le batterie entrano in riserva. Dal test è emersa la necessità di avere un’ulteriore mappatura specifica per i terreni più accidentati, che consenta di impennare l’anteriore con un colpetto di gas per superare un gradino o un tronco. Speriamo che le nostre indicazioni siano prese in considerazione e che venga introdotta anche questa terza possibilità. 


Il cuore della Tecita T-Race è un motore elettrico asincrono trifase in corrente alternata, con rotore interno a gabbia e raffreddamento a liquido (questo per mantenere costanti le prestazioni durante tutto l’arco di funzionamento e indipendentemente dalla temperatura atmosferica), capace di sviluppare quasi 30 Cv e 75 Nm di coppia massima. È alimentato da un pacchetto batteria Li-Po (4.000 cicli di ricarica garantiti) offerto in diverse configurazioni e per regalare al pilota il gusto della guida di una vera moto, pur nel silenzio, è accoppiato a un cambio a 5 rapporti, a una “normale” frizione idraulica e a una trasmissione finale a catena senza o-ring. 

Per ottimizzare il posizionamento delle batterie, l’handling e la ripartizione dei pesi i progettisti hanno sviluppato un telaio ad hoc, monotrave sdoppiato in tubi in acciaio cromo molibdeno 25NiCrMo4 , abbinato ad un reparto sospensioni completamente regolabile (Marzocchi da 45 mm all’anteriore e mono Öhlins montato su link progressivo, 300 mm di escursione ant. e post.), ovviamente ottimizzato in funzione del peso superiore (a sensazione siamo sui 150 Kg, quindi circa 25 in più rispetto a una enduro racing con il pieno di carburante). Grazie all’ottima distribuzione dei pesi il peso realmente percepito durante la guida è inferiore. Solo nei rapidi cambi di direzione si avverte una certa inerzia e nei sentieri stretti occorre farci l’occhio perché i convogliatori, essendo parecchio larghi, hanno maggiori probabilità di incastrarsi tra i rami. In sella ci si sposta facilmente e infastidisce solo la parte immediatamente prima del serbatoio, che allarga un po’ le gambe per via della gabbia in cui è alloggiata la batteria. Paradossalmente si percepisce meno avanzando verso il serbatoio. Anche in piedi la Tacita T-Race si guida molto bene e con un manubrio leggermente più alto siamo convinti che il feeling potrebbe ulteriormente migliorare. La ciclistica ci è sembrata decisamente a punto e anche cambio e frizione funzionano a dovere, a patto di usarli con decisione perché il cambio non ama la dolcezza e se per caso non aggancia la marcia regala dei colpi secchi che fanno temere per la sua incolumità. 

Il quadro strumenti è quello di una classica enduro, solo che in più abbiamo al manubrio una smartphone che attraverso un’apposita app ci permette di tenere sotto controllo tutta la parte elettrica della moto: livello di carica, attivazione o meno del freno motore, potenza erogata, ecc. In funzione delle condizioni del terreno e dello stile di guida il freno motore può essere attivato o meno, caratteristica che permette di simulare anche il funzionamento di una moto a 2 o 4 tempi. Nella pratica abbiamo visto che il freno motore è molto utile in discesa e quando si affrontano tratti veloci con le marce lunghe. In tutti gli altri casi ci siamo trovati meglio disabilitandolo e affidandoci unicamente all’ottimo impianto frenante. Ovviamente anche l’impianto luci è ottimizzato per una moto elettrica ed è del tipo full led. 

In funzione del tipo di contatore disponibile la moto con la batteria standard da 5,3 Kwh può essere ricaricata completamente in un tempo che varia tra un’ora (con presa da 6 Kw) a 5 ore e 30 min (caso peggiore, ovvero completamente scarica e assorbimento di appena 1 Kw). Se la moto è appena entrata in riserva, con un normale contatore da 3 Kw usato in assorbimento a 2 (così non vi salta la luce di casa) si riesce a ricaricarla all’80% in circa un’ora. 

Pronti via….Shiiish

Se “Braap” è il verso onomatopeico che si fa per identificare un motore a 4 tempi (da qui deriva anche il nome “Ca del Braap”), possiamo dire che in questo caso siamo più vicini a uno “Swiiish”, visto che la moto una volta accesa è assolutamente muta (occhio a quando si parte perché possiamo fermarci in marcia senza tirare la frizione e se giriamo la manopola senza pensarci lei riparte a razzo) e solo quando ci avviamo percepiamo il sibilo tipico dei motori elettrici. Rumore che però passa subito in secondo piano rispetto a quelli meccanici di catena e cambio. La potenza è simile una enduro racing. anche se distribuita in modo differente. Qui il motore è sempre in presa e la coppia è onnipresente, tanto che si può tranquillamente partire in 5 dimenticandosi bellamente del cambio. Ma è proprio il cambio la vera libidine di questa moto, perché permette di guidarla come siamo abituati, anche se ben presto si scopre che la frizione va usata in modo completamente differente (di fatto solo per cambiare, inutile sfrizionare). Vogliamo salire una salita bella ripida? Mettiamo prima o seconda e ci facciamo portare su a mo’ di skilift, aiutati dalla grandissima trazione. Vogliamo viaggiare a 100 all’ora sulle sterrate ottimizzando i consumi? Sfruttiamo la quinta facendo “veleggiare” la moto (come si dice in gergo) con l’obiettivo di sfruttare il più possibile l’inerzia per fare strada senza consumare corrente. All’inizio è difficile, perché venendo da una moto a motore si tende a usare molto la frizione, poi pian piano ci si fa l’abitudine e si cambia gradualmente il proprio stile di guida. Tra l’altro l’elettrico porta con sé un enorme vantaggio. La moto non si spegne mai e questo, unito alla grandissima trazione, facilita enormemente le ripartenze nel brutto e la guida in generale per chi non è ancora esperto. Quando si affrontano percorsi tosti anche il solo fatto di non dover pensare alla frizione o a riaccendere la moto fa risparmiare parecchia energia, non alla moto ma al pilota. 

Dopo un’intera giornata passata in sella alla Tacita possiamo dire di esserci divertiti parecchio, soprattutto nella ricerca di uno stile di guida adatto alle sue caratteristiche. Sbucare da un bosco e trovare persone che fanno un picnic che ci guardano sbalordite come se avessero appena visto uscire un cerbiatto fa capire quanto poco rumore facciamo a bordo di una moto elettrica. Persino l’approccio delle persone sui sentieri è differente, anche se occorre fare ancora più attenzione nei boschi perché è più facile arrivare molto vicino a chi cammina tranquillamente sui sentieri in quanto non sentendoci arrivare ovviamente non si sposta. Confidiamo però sul fatto che chi decide di guidare una moto elettrica sia una persona ancora più rispettosa del verde e di tutti i suoi fruitori. 



I contro dell’elettrico devono diventare nuovi stimoli

Inutile nascondersi dietro a un dito, almeno per ora l’elettrico non è ancora un’alternativa completa ai motori a scoppio. Vuoi per i costi ancora troppo elevati (specie su modelli esclusivi come questa Tacita T-Race) vuoi per l’autonomia che è ancora troppo limitata per poter affrontare una classica giornata di enduro assieme ai nostri amici che usano moto a benzina (o miscela). Durante la nostra prova abbiamo verificato un’autonomia pari a un range trai 35 e i 50  Km usandola in modo ignorante come se stessimo guidando una moto a benzina. Autonomia che potrebbe arrivare a 60 Km usandola in modo più consono alle sue caratteristiche. Siamo comunque ancora troppo lontani da un classico giro di enduro. In quest’ottica la vediamo meglio in una pista da cross, oppure in versione rally con le batterie supplementari (ma qui il costo aumenta sensibilmente). Usare una enduro elettrica significa cambiare il modo di vivere l’enduro, cercando percorsi specifici (difficile portare la Tacita su percorsi molto impegnativi, a meno di non essere un vero manico palestrato) e studiando le tappe in modo da potersi fermare a ricaricare le batterie, magari in un bell’agriturismo attrezzato (così potete utilizzare la ricarica veloce da 3 Kw). 

Anche per questi motivi la possibilità di provare una moto elettrica come la Tacita durante una giornata organizzata da ELECTRO Riding eXperience è forse il modo migliore per scoprire un mezzo affascinante e una nuova filosofia di guida in fuoristrada. Poi magari non la comprerete mai, per i costi o semplicemente perché scoprite che non è la moto che fa per voi, ma sicuramente vale la pena provarla almeno una volta. Io se avessi i soldi me la comprerei come seconda moto, non fosse altro che per la bellezza di poter attraversare un bosco senza far rumore o per il solo gusto di possedere un oggetto così prezioso e unico. Del resto se avessi i soldi mi comprerei una Tesla per gli stessi identici motivi. 

Ca Del Braap – Enduro Tour ‘n School. 

Provando la Tacita abbiamo avuto il piacere di conoscere i gestori di Ca Del Braap – Enduro Tour ‘n School. L’organizzazione è nata per unire la passione per l'enduro alla possibilità di utilizzare un parco giochi naturale come è la zona del Canavese, immersa in boschi che sconfinano verso le montagne valdostane. Stefano Rotta ha sempre praticato Enduro con tutte le difficoltà legate al vivere in una grande città (Torino) dominata dall'asfalto. Nel 2004 acquista una casa nel Canavese, al limitare del bosco, dove per trovare del fango bisogna solo uscire dal cancello. Negli anni si allargano le amicizie fangose sul territorio ed aumentano anche gli amici torinesi che si affezionano alla casa e alle zone che la circondano. Tra questi c'è Marco, amico fraterno e grande sportivo, che viene risucchiato nel vortice della guida fuoristrada diventandone entusiasta praticante. In un calmo pomeriggio autunnale comincia a prendere forma la Ca del Braap, che oggi 

organizza tour enduro di varie difficoltà da uno o più giorni (con moto propria o a noleggio) in Piemonte e Sardegna, nonché raid di più giorni in Italia e all’estero. La grande novità è data dalla collaborazione con ELECTRO Riding eXperience, che permette di provare la Tacita T-Race, ma sia la scuola che i tour possono essere fatti con la propria moto o con quelle prese a noleggio. Il parco moto base prevede enduro racing della gamma Beta RR, sia a 2 che a 4 tempi. Si può anche noleggiare l’abbigliamento tecnico da fuoristrada. Per chi viene con moto propria, è obbligatorio avere i documenti in regola, scarico omologato e non aperto, targa, coperture tassellate in buono stato di usura, il pieno di carburante e, in generale, la moto in consono stato di manutenzione. Non è ammesso, in nessun caso, l'utilizzo di apparecchiature Gps.

I tour da un giorno rappresentano la porta principale per entrare nel mondo Ca del Braap. Una proposta adatta a tutti sia a livello tecnico sia per quanto riguarda l'impegno economico. Che siate esperti piloti, motociclisti alle prime armi o completamente digiuni di guida in moto e/o in fuoristrada, questa giornata può essere "cucita" come un abito di sartoria in base alle vostre esigenze. Con l'imperativo di divertirsi, sia in moto sia in tutti gli altri momenti della giornata. La lunghezza dei percorsi si attesta intorno agli 80/100 km giornalieri. a scelta del percorso da parte dello staff è legata al livello tecnico dei partecipanti.

All’attività legata ai tour si abbina quella di scuola di enduro. I corsi possono essere individuali o di gruppo e sono articolati su tre livelli per permettere a chiunque di migliorare le proprie capacità nella guida fuoristrada. Durante il test della Tacita abbiamo potuto seguire l’evoluzione di un vero e proprio novizio, constatando come anche un corso di 1 giornata sia già sufficiente per capire le tecniche di base necessarie per affrontare i primi percorsi in sicurezza. 

Per maggiori informazioni

info@electroridingexperience.com
+39 334 9801502 - Gabriele

info@endurotour.it 
+39 338 3792569 - Stefano 



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