Test Kawasaki Z300: giovane tonica e con due cilindri maturi

di Omar Fumagalli

Test Kawasaki Z300: giovane tonica e con due cilindri maturi

Dopo una certa attesa, Kawasaki porta finalmente al debutto sul nostro mercato nazionale la sua nuova nuda bicilindrica 300cc, la moto che può infiammare i giovani europei del 2015, provando a stimolare quel target da anni deviato su elettronica e social network, piuttosto che verso le due ruote, ma non solo loro: la sorellina giovane ma grintosa della famiglia Z, si pone direttamente ai vertici del proprio segmento, quello ora tanto di moda in quel mondo in via di sviluppo, specialmente asiatico, con un taglio tutto personale e prestazioni al top.
 
GLOBALE  Quando parliamo di questa cubatura occorre fare una premessa importante, come Kawasaki stessa ci sottolinea per voce del proprio direttore commerciale Italia, Sergio Vicarelli, una premessa non di contenuto tecnico, ma socio economico.

In Europa stiamo infatti riscoprendo da qualche anno queste moto leggere e semplici, che riescono ad accattivare sia i giovani freschi di patente (si guida con la A2) sia qualcuno che non ha più gradito impegnarsi con cubature (e costi) maggiori, ma l’origine viene da lontano. Quasi tutti i grandi costruttori pian piano si sono posizionati con nuovi modelli su questo fronte (e altri, blasonati, state certi ne arriveranno) dove non si esagera con nulla, certo, ma si ha tra le mani una moto vera dal feeling ispirato e analogo alle purtroppo meno diffuse di un tempo “sorellone”. Moto semplici per spostarsi nel breve raggio e per divertirsi, senza troppi fronzoli. Kawasaki in particolare offre qui un’ampia e solida scelta, a partire dalla piccola Z250SL, la monocilindrica low-cost alla base della famiglia Z, arrivando alla sportivissima Ninja. Non fanno però mistero, in Kawasaki, dei propri metodi di lavoro e delle proprie risorse: le moto di piccola cilindrata come la nuova Z300 arrivano dalla lunga esperienza che la Casa giapponese vanta nei mercati in via di sviluppo, quelli fortissimi numericamente per queste cubature, quelli dove si vive uno spirito motociclistico molto giovane e attivo. La Tailandia ad esempio, dove Kawasaki ha insediato la produzione, dedicata a quei mercati e non solo, molto prima di altri e dove collabora oggi con fornitori sia locali, sia europei o giapponesi, giunti in loco a seguire. Se si guardano i volumi, per Kawasaki le moto 300 sono le più prodotte a livello globale, è quindi ovvio capire come queste siano molto importanti, soprattutto per l’Asia certo, ma non solo perché rivolte a popolazioni oggettivamente giovani a livello anagrafico, o perché mercati ancora parzialmente meno evoluti del nostro, in ambito tecnico. Per dare dei numeri, una nazione come la Tailandia ha un mercato da circa cinque milioni di pezzi annui, che sono in un solo Paese cinque volte quelli dell’intera Europa oggi; parlando nello specifico di cubatura trecento invece, l’Indonesia assorbe ogni mese circa seimila moto: quanto un Paese europeo in un anno. Se per quei contesti 300cc vuole dire sostanzialmente prodotto premium, con certe crescite era ovvio che pur molto gradualmente anche il livello tecnico del prodotto si evolvesse ed eccoci oggi, in Europa, a una inversione un tempo impensabile: modelli nati per quei mercati in via di sviluppo, arrivano poi da noi, ovviamente raffinati con l’esperienza e posizionandosi in quella che è la nostra fascia entry-level, ma con pieno onore e totale indipendenza tecnica.




IN SINTESI
Siglata internamente ER300B, la Z300 sfrutta motore e telaio della apprezzata sportiva Ninja 300, in chiave più trasversale, per puntare non solo ai giovanissimi dall’animo corsaiolo ma anche a un’utenza più matura. Il DNA della famiglia Z è molto evidente esteticamente, “dal muso alla coda”, con gruppo ottico sdoppiato degno di moto a cubatura superiore davanti e codino snello rivolto verso l’alto dietro. Se lo stile è quello personale Kawasaki, con uno “sguardo” vagamente simile a quello di Peter Parker quando indossa la propria maschera da supereroe, la tecnica invece non è troppo fuori dal comune. Con una massa complessiva di circa 170 Kg. e un’altezza sella di 78,5 cm, le misure nell’insieme non la fanno comunque apparire certo una “piccola” al primo sguardo.

MOTORE. Il bicilindrico parallelo 296cc che troviamo qui è innanzitutto affidabile e solido nella costruzione, con un occhio all'estetica, dati i bei collettori esibiti e il grande scarico 2 in 1. Sono 39 i CV di potenza per questo quattro tempi con otto valvole, in rispetto alle norme Euro3, erogati ad alto regime. Le prestazioni da vertice della classe sono frutto di piccoli accorgimenti a cura della meccanica, come: la presenza di una valvola secondaria (40.2mm a monte + 32mm a valle) per l’impianto iniezione Keihin, o i nuovi rivestimenti in alumite dei pistoni. La frizione Assist&Slipper usa un sistema a tre molle, evoluto per il segmento, con due tipi di camme per avvicinare o allontanare il mozzo e il disco. In pratica si riduce il carico esercitato, con alleggerimento della forza necessaria per l'azionamento; in caso di eccessivo freno motore in scalata, si allenta la pressione sui dischi per ridurre la coppia di reazione ed evitare così saltellamento e slittamento della ruota posteriore.

CICLISTICA. Anche la ciclistica è derivata dalla Ninja 300, con un telaio in tubi ben robusto ad alta stabilità, ma il supporto manubrio è ripreso dalla Z800, per incattivire quanto basti la nuova naked se osservata anche da ex-motociclisti che vogliono risalire in sella. Il pneumatico posteriore ha una sezione da 140, misura importante per il segmento. Realizzata sulla base dei feedback del settore corse, la ciclistica usa sospensione anteriore Showa, con forcelle da 37mm e posteriore Kayaba, Uni-Trak regolabile nel precarico. I dischi freno sono a margherita: 290mm anteriore e 220mm posteriore. I bei cerchi a dieci sezioni sono da 17 pollici.

DOTAZIONE. La scelta della Casa per l’Italia è quella di avere ABS di serie, assolutamente condivisa da noi. L’unità è una Nissin di ridotte dimensioni (solo 775 grammi tra idraulica ed elettronica) posta sotto il serbatoio. Per tutelare il conducente, la direzione in cui viene soffiata l’aria calda dall’impianto raffreddamento è deviata verso il basso. Il serbatoio ha capienza analoga alle sorelle maggiori, con ben diciassette litri per autonomie al di sopra dell’uso urbano o di medio raggio, visti i consumi contenuti. La strumentazione infine è combinata: con un ampio e vistoso contagiri analogico dal fondo chiaro a sovrastare un display con retroilluminazione ambrata.

SUL MERCATO. Già disponibile dai concessionari italiani rigorosamente con ABS, per il nostro mercato, la Z300 ha prezzo di listino € 5.190, in due possibili colorazioni combinate: Candy Flat Blazed Green / Metallic Spark Black, Metallic Raw Graystone / Metallic Flat Spark Black. Kawasaki prevede inoltre per questa naked una serie di accessori originali, che sono al momento: Borsa, da serbatoio o posteriore (6/8 litri), Scarico Akrapovic, Coprisella posteriore, Strisce adesive per cerchi, Protezioni laterali e Set supporti fissaggio.



IN SELLA
La Z300 è molto tonica nell’immagine, ma si rivela poi una moto che pone subito a proprio agio chiunque, anche novizio. Prima di salirvi si osservano tutti i dettagli ispirati alle altre, più grandi, della famiglia Z, non solo nei colori base ma anche nel taglio della carena e quindi nella grinta esibita a 360° da questa bicilindrica. I livelli di finitura come i materiali paiono buoni per questo segmento, pur nella dovuta semplicità dei sistemi, evidente in alcuni dettagli (mancano ad esempio le regolazioni sulle leve). L’impatto rispetto alla più piccola Z250SL è certamente più motociclistico con la Z300, non solo per le dimensioni e la massa (maggiore di circa 20 Kg.) anche i gruppi ottici, la strumentazione e il feeling generale percepito prima ancora di muoversi sono molto più coinvolgenti. Postura ed ergonomia sono sportive il giusto, nel senso che non obbligano a forzature per sedervisi o guidarla, anzi, come altre competitor del segmento si ritrova sella abbastanza alta (78,5 cm) e spazio comodo per gli arti, appoggiati a pedane in alluminio. Gli specchietti minimalisti sono posizionati per un’agevole visione posteriore e il poter partire subito con buona confidenza è cosa sempre utile tanto per novizi quanto per smaliziati. Proprio la sella non è certo delle più morbide, lo si “sente” eventualmente dopo lunghe percorrenze, grazie a vibrazioni meccaniche fortunatamente molto ridotte, ma riserva discreto spazio per posizionarsi più o meno prossimi all’utile appoggio lombare. Non l’abbiamo provata con passeggero a bordo, ma pur celando elegantemente sotto il proprio codino lo spazio per l’appoggio mani di quest’ultimo, il turismo in coppia non sembra appartenere agli obiettivi della Z300.
Una volta avviato il bicilindrico, la rumorosità motoristica è abbastanza ridotta, persino fin troppo educata per chi abbia gusti forti, non manca però la possibilità di usare lo scarico Akrapovic previsto come accessorio da Kawasaki e che noi abbiamo testato con piacere per le orecchie, potendo. In movimento scopriamo un mezzo ben equilibrato, dalla frizione estremamente morbida e modulabile (specialmente rispetto alla Z250SL) e dalle reazioni sincere. Si lascia anche strapazzare la Z300, il motore non è di quelli cattivi, semmai ben ottimizzato per erogare linearmente senza discontinuità percepibili da ogni regime si voglia aprire il gas a fondo. Le sospensioni sono rigide quanto basti se si voglia provare e a spingere, ma non causano problemi anche transitando nei tortuosi e dissestati punti dei centri cittadini, eventualmente regolando la molla posteriore. I percorsi sulle strade con dolci scollinamenti nel Monferrato, sede della presentazione italiana della Z300, riservano solo piacere in sella a questa nuda che incita alla guida sportiveggiante nei limiti della propria struttura, quando trova spazio, rivelandosi solida proprio come appare e trovando qualche limite solo arrivando a cercare cambi direzione repentini o frenate esagerate: sostanzialmente equilibrata. Sull’ampio cruscotto ci accompagna, quando guidiamo con pacatezza, la spia dell’Economical Riding Indicator, ovvero un suggeritore di guida “eco” che appare quando si stia centrando una guida più vicina al minor consumo (e conseguentemente minore emissione). Sempre parlando di strumentazione, dalle minime prove potute fare l’indicazione del tachimetro è abbastanza precisa, con scarti ridotti (5%) rispetto ad altre concorrenti da noi testate. Anche spingendo a fondo, spesso prossimi al limitatore che interviene a circa tredicimila giri, causa una rapportatura abbastanza corta, le maggiori velocità non mettono in crisi la Z300, che non denota alcun problema o insicurezza che debba impensierire: il logo Kawasaki garantisce per questa trecento, regalandoci feeling da reazioni genericamente neutre e stabilità anche a gas spalancato.
 


SCHEDA TECNICA – Z300 my 2015
MOTORE
Tipologia motore Bicilindrico parallelo, 4 tempi, raffreddato a liquido
Cilindrata 296 cm3
Alesaggio e corsa 62.0 x 49.0 mm
Rapporto di compressione 10.6:1
Distribuzione/aspirazione DOHC, 8 valvole
Sistema di iniezione Iniezione: ø32 mm x 2, con doppia valvola a farfalla
Iniezione Digitale
Avviamento Elettrico
Lubrificazione Lubrificazione forzata, carter umido
TELAIO
Tipo di telaio Diamante, acciaio
Angolo di inclinazione del cannotto di sterzo/avancorsa 26o / 82 mm
Corsa ruota anteriore 120 mm
Corsa ruota posteriore 132 mm
Pneumatico anteriore 110/70-17M/C 54S
Pneumatico posteriore 140/70-17M/C 66S
Angolazione dello sterzo sinistra/destra 35o / 35°
PERFORMANCE
Massima potenza 29.0 kW {39 PS} / 11,000 min
Coppia massima 27.0 N.m {2.8 kgf.m} / 10,000 min
TRASMISSIONE
Trasmissione 6 marce
Trasmissione finale Catena
Rapporto di trasmissione 3.087 (71/23)
Rapporti: 1° 2.714 (38/14)
Rapporti: 2° 1.789 (34/19)
Rapporti: 3° 1.409 (31/22)
Rapporti: 4° 1.160 (29/25)
Rapporti: 5° 1.000 (27/27)
Rapporti: 6° 0.857 (24/28)
Rapporto di trasmissione finale 3.000 (42/14)
Frizione Multidisco a bagno d'olio, manuale
FRENI
Freno anteriore Disco singolo 290 mm. Pinza: ad azione bilanciata, doppio pistoncino
Freno posteriore Disco singolo 220 mm a margherita. Pinza: doppio pistoncino
SOSPENSIONI
Sospensione anteriore Forcella telescopica da 37 mm
Sospensione posteriore Bottom-Link, Uni-Trak, ammortizzatore caricato a gas, regolazione precarico.
DIMENSIONI
Dimensioni (L x L x A) 2,015 x 750 x 1,025 mm
Interasse 1,405 mm
Altezza da terra 145 mm 
Altezza della sella 785 mm
Capacità serbatoio 17 litri
Peso 168 kg /170 kg (ABS)
 
 

 
Abbigliamento: Casco Shark Speed-R 2 (Foggy Mat 20th Birth), Giacca Alpinestars Bogota, Calzature TCX X-Square Plus, Guanti OJ 2-Tech.
 

comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, Ŕ gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

Da Alpinestars pelle e tessuto

Da Alpinestars pelle e tessuto
in Abbigliamento moto

KTM 1050 Adventue Travel Kit in offerta

KTM 1050 Adventue Travel Kit in offerta
in Accessori moto

Accade a Milano: Ducati al Build Off e al The Reunion

Accade a Milano: Ducati al Build Off e al The Reunion
in Salone di Milano