Ducati 899 Panigale - Prova in pista

di Gianluca Zanelotto

Ducati 899 Panigale -  Prova in pista


E’ passato qualche tempo dal mio ultimo giro in pista, ma proprio per questo ero fortemente interessato a provare la Ducati 899 Panigale al Mugello. Volevo toccare con mani i progressi dell’elettronica di bordo,  vedere “dal vivo”, e non solo leggendo cartelle stampa, quanto i vari controlli possano aiutare un buon motociclista, ma non pistaiolo esperto, a staccare dei tempi più che dignitosi anche in quel “Tempio delle due ruote” che è il Mugello. 

Non mi soffermerò sulle caratteristiche tecniche della Ducati 899 Panigale, già ampiamente trattate nella dissertazione del collega Omar Fumagalli  http://www.motocorse.com/news/mercato/35789_Ducati_899_Panigale_DNA_Superbike_in_chiave_piu_umana.php

Mi dedicherò piuttosto a raccontarvela dal punto di vista della guida in pista, ovvero come l’ho vissuta nella mia giornata al Mugello.

Già come me la trovo davanti, tutta bianca e sinuosa, nel parcheggio Ducati a Borgo Panigale capisco che mi aspetta un sabato movimentato, quando poi, il giorno dopo, chiudo la visiera del casco e mi infilo nella corsia dei box per un attimo, ma solo per un attimo, un pensiero mi sovviene “ma chi me l’ha fatto fare..” pensiero fugace, bastano due manate di gas per commutare sulla modalità “oggi mi diverto”.

E come non divertirsi con questa splendida Ducati, che attira sguardi nel paddock.

Ma andiamo per ordine, prima di tutto la posizione in sella, adatta sia ai più lunghi che a chi, come me, non è certo un fuscello. La possibilità di arretrare consente praticamente a tutti di trovare la posizione ideale. Una volta partiti si nota subito la taratura di serie abbastanza rigida delle sospensioni, rigida per le nostre disastrate strade ma più che ragionevole per il levigato asfalto del circuito toscano.


Infatti ho preferito lasciare sia la taratura delle sospensioni che la pressione delle gomme sullo standard stradale, proprio per verificare le sensazioni che da la Panigale così come esce dal concessionario. Dopo un paio di giro di riscaldamento ho iniziato progressivamente ad aumentare il ritmo, spostando sempre più avanti il punto di frenata e aumentando la velocità di percorrenza delle curve. La regolazione delle sospensioni si è rivelato più che azzeccata per una guida divertente ma non impiccata, con lievi trasferimenti di carico in staccata, utili a comprendere come lavora la gomma anteriore in ingresso di curva. Utilizzando il solo freno anteriore la moto si accuccia docile, senza scomporsi. Pur presente l’ABS non ha mai dato segno di se, buon segno. Il programma di guida selezionato era lo Sport, un programma che consente un medio inserimento dei vari controlli di trazione, impennata, bloccaggio, una reazione più dolce all’apertura del gas ma poi tutti i 148 cv sono disponibili fino all’ultimo. Con questo programma si è relativamente al sicuro quando si apre con troppa veemenza il gas in uscita di curva, un lampeggiare giallo in mezzo alla strumentazione indica che il nostro angelo custode elettronica sta addolcendo leggermente la coppia per evitarci sbandate indesiderate.  E il tutto avviene in modo praticamente invisibile, ovvero la moto continua a salire di giri ma in modo leggermente più lento, fino a quando, e sono questioni di millesimi di secondo, la ruota posteriore non ha riguadagnato il 100% della trazione.

Rispetto alle Ducati del passato l’inserimento in curva e le S non sono più pratiche erculee, basta un leggero movimento in sella per indirizzare la 899 verso la corda e poi vederla aggredire la controcurva successiva. Il motore, cresciuto fino agli 899 centimetri cubici ci da poi quella spinta fra una curva e l’altra che seppur non una catapulta come la sorella maggiore 1290, è comunque un bel calcetto nel didietro.

Inoltre è un motore che ha un bell’allungo, interrotto solo dal limitatore, non dal calar dell’ardore, che come un fuoco sacro spinge questa spada bianca ben oltre i 265 km/h indicati sul rettilineo del Mugello.

Veloce ma anche stabile, come ho potuto toccare con mano in due punti particolarmente veloci come la curva a sinistra Savelli, in discesa e contropendenza, e Arrabbiata 1 e 2, dove la “Panigalina” manteneva la linea impostata come un rasoio, donandomi anche una certa serenità d’animo.


Insomma, dopo 5 anni lontano da un circuito e vedendo per la prima volta il Mugello alla fine ho staccato un onorevole 2.26, tempo da amatore certo ma importante da vedere proprio in quest’ottica: la 899 Panigale è l’anello di congiunzione fra i 600 ballerini da tenere a 14.000rpm e le 1000-1200 da 200 cavalli. Ovvero il mezzo perfetto per chi vuole divertirsi con un mezzo che ha freni, sospensioni e cavalleria più che adeguati a far vedere i sorci verdi anche a mezzi ben più performanti se si ha voglia e capacità per sfruttarli. Ma nel contempo un mezzo che, per leggerezza e agilità, anche l’amatore di mezza età o il giovane possono sfruttare in sicurezza e sommo godimento.

Ma oltre a divertirsi bisogna pensare anche alla sicurezza e per questa prova in pista ci siamo affidati a Dainese con un outfit completo, dal casco AGV Corsa ai guanti Full Metal D1, alla tuta Laguna Seca Evo per concludere con gli stivali Axial Pro IN. Materiale di altissimo livello, in grado di assicurare elevati standard di protezione nella guida in pista.



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