V-Strom 650 XT ABS: l'avventuriera

di Giorgio Papetti

V-Strom 650 XT ABS: l''avventuriera


Sono passati 11 anni dalla prima V-Strom (era il 2004) e per Suzuki questo modello rappresenta ancora oggi un best seller in termini di vendite

Dopo il rinnovamento totale della versione da 1.000 cc, tutti si aspettavano un face lift anche per la "piccola". Suzuki è andata però oltre, presentando un'intera gamma di V-Strom 650 che a nostro avviso ha nella 650XT Abs un punto di eccellenza. Sì, perché questa versione particolarmente votata all’avventura, grazie a una linea che sottolinea ancora di più il family feeling con la sorella più grande e ai pregiati cerchi in alluminio DID a raggi, interpreta alla perfezione il concetto di enduro stradale di media cilindrata, che all'occorrenza sa destreggiarsi molto bene anche nel fuoristrada,  fatto non solo di strade bianche ma anche di qualche percorso un po’ più impegnativo. 

Peccato che il bellissimo paramotore in alluminio non sia di serie (al pari dei paramani), ma è comunque presente nella lunghissima lista di accessori dedicati, che permettono a chiunque di cucirsi addosso la propria V-Strom in funzione dell'utilizzo che intende farne. Del resto rispetto alle 800 e alle maxi enduro da 1.200 cc e oltre si risparmiano molti soldi e una parte può essere eventualmente investita proprio per acquistare importanti accessori, come borse, protezioni, manopole riscaldate e molto altro.

La lista annovera per esempio anche faretti di profondità, cavalletto centrale, selle di differente altezza, parabrezza più protettivo, protezioni telaio e motore, telaietti per le borse, presa da 12 Volt  e porta navigatore.

Evoluzioni delle linee

Diciamocelo apertamente. La prima V-Strom aveva dimostrato subito eccellenti qualità sia di motore sia di ciclistica, ma non aveva convinto del tutto per la sua linea fin troppo abbondante e paciosa. Col passare del tempo è stata affinata, resa più armoniosa, e con quest'ultima versione possiamo dire che Suzuki ha colmato il gap con le avversarie. La versione XT è decisamente piacevole, merito non solo delle azzeccate colorazioni e dei cerchi a raggi neri da 19” all’anteriore e 17” al posteriore, su cui sono montati pneumatici tubeless, ma anche del nuovo frontale che integra il "becco", inventato proprio da Suzuki nel 1988 e poi utilizzato un po' da tutti. Resta lo scarico molto massiccio, ma per il resto tutto è ben equilibrato e la sella, una vera poltrona per due, ripaga con la sua grande comodità qualche altro particolare necessariamente semplice per contenere il prezzo. 

Semplicità che però non vuole dire assolutamente scarsa qualità costruttiva, tutt'altro; la V-Strom è assemblata molto bene e non mancano alcuni accorgimenti spesso non presenti neppure su moto ben più costose, come la regolazione rapida del mono tramite pomello, il parabrezza regolabile su tre posizioni o le pedane del passeggero removibili per chi vuole affrontare in solitaria i percorsi più accidentati (dove potrebbero diventare pericolose). Anche la sella è moto ben rifinita e un plauso va alla strumentazione, completa e caratterizzata sia dalla presenza degli indicatori di marcia inserita e livello del carburante sia dal ricco computer di bordo  gestibile direttamente da un pulsante posto sul blocchetto sinistro. Bello e pratico anche il grande e robusto portapacchi, che integra le maniglie per il passeggero e i nottolini per agganciare rapidamente gli elastici. 

Su questo modello più votato all'avventura avremmo gradito un manubrio più largo e adatto anche alla guida in piedi. Nulla a cui non si possa sopperire con poca spesa, ma è un vero peccato su questa versione non averlo messo di serie.

Motore e telaio unici

La V-Strom 650 sfrutta il famoso bicilindrico con inclinazione a V di 90 gradi, doppio albero a camme e cilindrata di 645 cc. Uno dei migliori bicilindrici di media cilindrata al mondo, caratterizzato da una grande elasticità, assenza di vibrazioni e una proverbiale affidabilità. I 69 Cv sono sfruttabili da chiunque e all’occorrenza assicurano anche una discreta dose di divertimento, merito dell’eccellente telaio e dell’ottima spinta fino alla soglia dei 10.000 giri. 

Del resto il bicilindrico vanta tanta tecnologia, come il sistema d'iniezione Suzuki Dual Throttle Valve (SDTV) con controllo elettronico del minimo, l’uso di due candele all'iridio per ciascun cilindro e il trattamento dei cilindri Suzuki Composite Electrochemical Material (SCEM). Tutti accorgimenti che permettono di incrementare la coppia ai bassi e medi regimi senza perdere verve e grinta ai regimi più elevati. Impeccabile il cambio, morbido e precisissimo negli innesti, supportato adeguatamente dalla frizione a cavo che non richiede troppo sforzo e resiste bene anche quando viene strapazzata. Rispetto alla precedente versione il motore sembra ancora più regolare nel funzionamento, merito probabilmente dei nuovi deflettori che permettono un migliore indirizzamento dell’aria verso il radiatore, aumentando la capacita di raffreddamento a tutto vantaggio della costanza di rendimento. 

I fori presenti sui deflettori assicurano inoltre una migliore dissipazione del calore in corrispondenza dei piedi del pilota, aumentando così il comfort. In ogni caso il motore non scalda moltissimo, specie se paragonato ai bicilindrici di cubatura maggiore.
Se il bicilindrico per quanto sofisticato sia si trova a dover lottare sul mercato con altri motori simili, la V-Strom è l’unica enduro di media cilindrata a poter vantare un sofisticato telaio doppio trave in alluminio che regala grande facilità di guida in tutte le condizioni, precisione alle alte velocità e soprattutto una propensione a scendere in piega degna di una sportiva. 

Le sospensioni regolabili nel precarico su 5 posizioni, sia all’anteriore che al posteriore, sono un buon compromesso tra esigenze di guida su strada e in fuoristrada e rispondono bene fino a quando non si decide proprio di esagerare. Anche in questi casi però la moto resta estremamente comunicativa e “avvisa” per tempo con reazioni facilmente controllabili. L’impianto frenante con Abs digitale di serie, progettato specificatamente per questo modello, compie alla perfezione il suo dovere. Il doppio disco anteriore è potente e facile da gestire, mentre il posteriore aiuta molto nel bilanciare i trasferimenti di carico e in fuoristrada. Peccato solo che l’Abs non possa essere escluso nella guida in fuoristrada.

Alla guida: a suo agio ovunque

In sella alla V-Strom 650 XT Abs si sta veramente comodi. Il busto è ben eretto e la protezione dall’aria offerta dal parabrezza regolabile (serve una chiave a brugola) è elevata. I 215 kg (con il pieno di carburante) si gestiscono facilmente anche da fermi, grazie alla conformazione snella in zona serbatoio che permette anche a chi non è un gigante di toccare bene a terra. In marcia poi scompaiono letteralmente grazie alla grande maneggevolezza. 

Telaio e motore si adeguano ai voleri del pilota e al percorso scelto: in città si può guidare con un filo di gas riducendo al minimo l’uso del cambio, in autostrada si può sfruttare la 6 marcia di overdrive per viaggiare veloci e rilassati, mentre nel misto ci si diverte parecchio grazie all’agilità nei cambi di direzione e alla facilità con cui si può scendere in piega persino in due a pieno carico. E in fuoristrada? Se parliamo di strade sterrate, anche rovinate, nessun problema persino con le gomme di serie (Bridgestone Trail Wing), più votate a un utilizzo stradale. 

Quando si cominciano ad affrontare percorsi più impegnativi occorre un po’ di esperienza e attenzione, ma guidando in piedi si riescono a superare anche buche profonde e sassi smossi. Per metterla alla prova l’abbiamo portata persino su un percorso da enduro con buche, sabbia e pietre e dobbiamo dire che affrontando il tutto a bassa velocità (anche per compensare la limitata escursione delle ruote che è di 150 mm all’anteriore e 159 mm al posteriore) se l’è cavata bene.
Al termine del nostro test abbiamo potuto constatare anche un consumo di carburante contenuto. Senza badare troppo a come si guida si fanno tranquillamente i 18 Km con un litro, mentre adottando una guida più attenta si superano anche i 20.

Conclusioni

Non sono molte le moto che con 8.590 Euro Iva inclusa possono offrire così tanto in termini di facilità di guida, versatilità, comodità anche in due e affidabilità. Una sola può vantare il telaio in alluminio ed è proprio la V-Strom 650XT Abs, una vera enduro stradale che dimostra con i fatti come per gustarsi un viaggio non servono necessariamente mandrie di cavalli. Accessoriata bene è in grado di farvi fare il giro del mondo, anche dove l'asfalto finisce e si possono apprezzare le sue doti di facilità e precisione sullo sterrato. Tre i colori disponibili: grigio mat, oggetto di questa prova, rosso e bianco.

Scheda tecnica

Motore:


2 cilindri, 4 tempi, raffreddamento a liquido 90° V-Twin

Alesaggio per corsa:

81,0 x 62,6 mm

Cilindrata:

645 cc.

Rapporto di compressione:

11,2 +/- 0,3 : 1

Potenza max e regime:

50,5 kW (69 CV) a 8.800 giri/min

Coppia max e regime:

60 Nm 6.400 giri/min

Lubrificazione:

Con olio nel carter

Accensione:

Elettronica

Frizione:

Multi disco bagno d’olio

Cambio:

6 rapporti

Lunghezza max:

2.290 mm

Larghezza max:

835 mm

Altezza max:

1.405 mm

Interasse:

1.560 mm

Altezza sella da terra:

835 mm

Peso in ordine di marcia:

215 kg

Serbatoio carburante:

20 litri

Capacità lubrificante:

2,750 litri

Sospensione anteriore:

Forcella telescopica regolabile nel precarico molla

Sospensione posteriore:

Monoammortizzatore con precarico molla regolabile

Ruota anteriore:

110/80R19M/C (59H)

Ruota posteriore:

150/70R17M/C (69H)

Angolo di sterzo:

40°

Angolo cannotto:

26°

Avancorsa:

110 mm

Freno anteriore:

Doppio disco da 310 mm

Freno posteriore:

Disco singolo da 260 mm












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