Prova nuovo Yamaha T-MAX 2015: il re si rinnova ancora

di Stefano Pelati

Prova nuovo Yamaha T-MAX 2015: il re si rinnova ancora

Come vi avevamo anticipato in questo articolo, siamo andati a Palermo per la presentazione del nuovo T-Max 2015, vediamo come va.
Quattordici anni di evoluzione, oltre 220.000 clienti nel mondo, più di 130.000 pezzi venduti in Italia, una percentuale di clienti che ri-comprano un T-max vicina al 45% ed un tasso di compravendite dell'usato che resta costante da anni (indice di un'ottima tenuta di valore dell'usato) non sono numeri che si creano casualmente, ecco quindi che la casa di Iwata, al motto di "The Max Is Not Enough" si presenta sul mercato con la quinta generazione del maxiscooter più famoso.
Anticipiamo subito che non ci sono stati nessuno stravolgimento e nessuna rivoluzione, ma l'ennesimo affinamento e miglioramento di un mezzo che ha già raggiunto un equilibrio invidiabile ed un carattere sportivo di tutto rispetto. 


Si parte dall'hotel ed i primi metri permettono di rendersi conto che il mezzo ha una erogazione, a bassi regimi, che permette di muoversi a passo d'uomo con un filo di gas, la trasmissione automatica "prende" senza il minimo strappo o incertezza, ciò permette di apprezzare una maneggevolezza sorprendente, l'angolo di sterzo, unito al baricentro basso, consente di girare strettissimo senza bisogno di appoggiare il piede, sostenendo il mezzo solo col comando del gas.

Infilandosi nel caotico traffico di Palermo, sull'asfalto non proprio perfetto, si apprezza l'ottimo lavoro della forcella, morbida nella prima parte di corsa, copia bene buche e dossi senza trasmettere fastidiose reazioni al manubrio. Meno efficace, la sospensione posteriore, dura e dalle reazioni piuttosto secche, sicuramente valida quando si guida più forte, non brilla per comfort; fortunatamente la sella dall'imbottitura morbida ma non cedevole permette di smorzare gli scossoni più forti.



Usciamo dalla città e, salendo verso Montepellegrino, il ritmo si fa allegro, ed è qui che il T-max tira fuori le unghie, la risposta al comando del gas è esuberante ed è soprattutto ai medi regimi che il maxiscooter di Iwata da il meglio di sè, ancora di più nella versione dotata di scarico Akrapovič. La ciclistica permette di spingere davvero forte e l'accoppiata tra la nuova forcella upside-down ed il doppio disco con pinze radiali permette di "tirare" staccate di livello motociclistico contando sulla sicurezza di un ABS che all'anteriore si comporta in maniera superba. La stabilità è da riferimento, sulle curve della salita verso il belvedere non è mancata qualche grattata di cavalletto e, uscendo dai tornanti lastricati si riesce perfino a provocare qualche sovrasterzo, comunque sempre controllabile. La conferma dell'efficacia dell'ABS ce l'ho quando, al momento di incrociare un'auto, questa decide di allargare nella mia corsia per superare un pedone, le alternative possibili erano: il frontale, infilarmi in una pianta di fichi d'india, o appendermi ai freni alla disperata, la scelta non è stata difficile ma non posso negare che un attimo di panico ci sia stato.





E' durante la sosta la belvedere che si ha modo di osservare il T-Max da fermo, la qualità costruttiva è elevata, perfetti gli accoppiamenti tra le plastiche, le chiusure dei vani; di qualità i blocchetti elettrici, pratici e funzionali e la leva del freno di stazionamento, per la quale avremmo preferito una spia, visto che un paio di volte è capitato di cercare di partire senza disinserirlo (nessun pericolo, il veicolo non si muove). Il vano sottosella contiene agevolmente un casco integrale o due jet, e nel retroscudo è ricavato un profondo vano portaoggetti dotato di serratura.

Scendiamo ed imbocchiamo l'autostrada, il tempo si fa brutto, inizia a piovere e soffiano raffiche di vento veramente forti, anche in questo caso la ciclistica da un'eccelsa prova di validità: la sospensione posteriore, che in città ci aveva fatto un po' penare, qui si trova sul suo terreno d'elezione il T-Max ha un certo ingombro laterale, ed il vento si fa sentire, nonostante ciò le traiettorie restano sempre rigorose, anche a velocità non proprio "consone". Ci aspettavamo invece una migliore protezione del busto dalla pioggia, ma il parabrezza era regolato nella posizione più bassa, alzandolo sicuramente la situazione può migliorare.
Le vibrazioni sono assenti a qualsiasi regime e, una volta infilati in autostrada, viene spontaneo pensare di essere in poltrona e mantenere ritmi elevatissimi a tempo indeterminato. Il maxi di Iwata è potenzialmente un mezzo da granturismo eccezionale.

Rientrando in città, sull'asfalto bagnato, salta fuori quello che è forse il solo difetto ad una ciclistica altrimenti assolutamente eccezionale, il freno dietro ha una certa tendenza al bloccaggio e l'ABS si fa sentire troppo spesso. Parlando con un tecnico ci verrà spiegato che dipende dalla distribuzione dei pesi, più caricata sull'anteriore in modo da garantire una migliore precisione di guida.

Difetti? onestamente si fatica a trovarne, il già citato ammortizzatore posteriore brusco alle velocità più basse, il freno posteriore che tende a far intervenire l'ABS un po' troppo facilmente, ma nel complesso il T-Max 2015 ha raggiunto un livello qualitativo assolutamente eccezionale, ed una dinamica di guida che permette di divertirsi perfino ai motociclisti più accaniti.
 
 
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