BMW R nineT: novanta anni da sogno

di Omar Fumagalli

BMW R nineT: novanta anni da sogno


Pochi caratteri, cinque, a indicare quando letti e interpretati un numero che per la cabala “fa paura”: il novanta. Qui però parliamo di altro, ben più gradevole, di una moto tedesca davvero unica e speciale, che fa forse anche un po’ paura sì, ma nel senso positivo del termine, a enfatizzare quanto sia accattivante e ricca di fascino. È passato quasi un anno da quando la si è potuta osservare pubblicamente dal vivo la prima volta in Italia, la BMW R nineT, in occasione di EICMA 2013, ma era solo una conoscenza statica, a soddisfare la chiacchierata attesa per un mezzo carico di significati.

Finalmente abbiamo potuto ora anche testare a fondo questa bella moto, definita dalla Casa quintessenza di novanta anni di fascino BMW Motorrad. Già, perché si tratta del modello proposto in onore del suddetto anniversario (1923 – 2013) con piena soddisfazione per le attese di amanti del marchio e non, grazie a un’immagine unica che, oltre essere totalmente BMW nel DNA, è oggettivamente purista e potente, per questa bicilindrica senza carena e senza tempo. L’originalità del motore Boxer e i temi tecnico stilistici delle varie epoche, si uniscono con innovazioni e un concetto modulare, che offre ampia personalizzazione. Ricca di spunti interessanti ovunque, ma ridotta all’essenziale nella sostanza generale, la nineT esibisce un lato tecnico che testimonia lavorazioni di alta manifattura e non poteva essere altrimenti. Una Roadster dal tono singolarmente classico, ove anche togliendo per assurdo il famigerato logo dell’elica, si può comunque esprimere in sella quel desiderio di autentico piacere nella guida, senza stress e senza età. Come ben sappiamo quel logo è però indelebile, non solo scritto a caratteri in pochi centimetri, ma percepito ovunque a vista, al tatto e persino udibile, con le tipiche soluzioni presenti. Per sviluppare il design di questa moto celebrativa, frutto di non poco lavoro partito dallo spunto artigianale di una customizzazione, sono stati prioritari gli attributi di semplicità purista, emozioni e materiali autentici. Gli usuali stilemi dell’ingegneria tedesca si sono uniti ai moderni elementi di propulsione e ciclistica, portandoci una moto che entusiasma rapidamente anche i meno smaliziati e invita sia alle gite rilassate, sia alla guida dinamica. 


COME E’ FATTA
Premessa è che gli uomini BMW si sono concentrati molto sulla parte emotiva, per una moto che funziona molto bene tecnicamente, ma colpisce al contempo i sensi, in positivo. Il mix di elementi classici e tecnica moderna affascina indubbiamente, con una ricercata arte artigianale in bella vista. Pensar di spiegare in breve come e perché sia realizzato in un determinato modo, tutto quanto si vede osservando un frutto sintesi di novant’anni spesi ad alto livello nell’industria motociclistica, è impresa ardua. Più semplice forse compiacersi, conoscendone i dettagli e sapendo che la grande Casa ha minuziosamente ponderato ogni singolo componente, per mantenere alto il proprio blasone senza apportare sconvolgimenti ai concetti base tanto cari. Relativamente poca l’elettronica, ma dove conta, tanta qualità invece percepibile ovunque. Toccarla quando la si possiede e si guida, mentre molti la osservano incuriositi magari senza conoscerne le origini e domandano, banalmente “Quanto costa?” ci fa venire spontanea una considerazione, interiore “Quanto vale, vorrete dire..”. Già perché oggettivamente si fa non solo piacere questa moto, ma anche ammirare: pur essenziale nei sistemi veicolistici usati per comporla, la nineT fa capire di valere molto più della sommatoria degli stessi, se presi singolarmente (e questo badate non è da tutti, soprattutto con il passare gli anni).
 
BOXER, CARDANO E SCARICO DEDICATO. Proprio come la prima motocicletta BMW del 1923, la leggendaria R 32, la nuova R nineT punta su un classico motore Boxer, spudoratamente esibito in tutta la sua essenza. Un propulsore che da quasi un secolo applica il medesimo e solido principio costruttivo, sinonimo di estetica, con design inconfondibile e di andamento di coppia rotondo, unito a sonorità unica. Per l’occasione è stata montata la versione a raffreddamento aria/olio dall’alesaggio di 101 millimetri, la corsa di 73 millimetri e cilindrata di 1170 cm³, già nota. La potenza di picco è 81 kW (110 CV) a 7750 g/min, la coppia massima di 119 Nm viene raggiunta a 6000 g/min, mentre il regime massimo è 8500 g/min. Il comando delle valvole montate radialmente, avviene attraverso due alberi a camme in testa per cilindro (DOHC) azionati a catena; l’alzata passa attraverso dei leggerissimi bilancieri a rulli, resistenti ai regimi elevati; il recupero del gioco è realizzato con delle semisfere calibrate. Voluminoso all’impatto formale, ma brioso e ben gestibile da chiunque alla prova pratica: è un propulsore perfetto in quanto a prestazioni, relativamente all’utilizzo di questa moto. Ciò avviene anche grazie alla trasmissione, gestita dal cambio a sei rapporti e dal cardano alla ruota posteriore: tiene conto della dinamica di guida voluta per la nineT, con la migliore accelerazione possibile e cambi-marcia ottimali, ricercati optando per una trasmissione secondaria più corta.
 

 
Il concetto ribadito nelle comunicazioni della Casa, di Roadster classica ma anche sportiva, si riflette e soprattutto si ascolta però nell’impianto di scarico: spostato a sinistra con due terminali in acciaio inossidabile sabbiato sovrapposti. Una tecnica applicata similarmente anche dalle moto sportive o da corsa negli anni Sessanta e Settanta. Per regalare una a dir poco robusta e singolare sonorità a questo Boxer, ma sempre conforme alle norme, la nineT è dotata di un motorino elettrico passo-passo e di una valvola acustica controllata da cavi di apertura e chiusura. Nella gamma accessori vi sono poi varie alternative: una configurazione particolarmente tecnica si ottiene montando l’impianto Akrapovic in titanio; l’altra consiste nello spostare il sistema verso il basso oppure verso l’alto, attraverso un tubo di connessione del presilenziatore corto oppure lungo, così da creare similitudine a stili differenti, per esempio verso una Café Racer oppure una Scrambler.
 
CICLISTICA TRADIZIONALMENTE EVOLUTA. Nella nineT la sospensione anteriore Telelever, utilizzata di norma nei modelli BMW equipaggiati con motore Boxer, è sostituita da una forcella telescopica a steli rovesciati ripresa dalla supersportiva S 1000 RR. I motivi sono sia una linea più filante della moto, sia la possibilità di realizzare semplicemente ampie modifiche; l’escursione è di 120 millimetri. Per il posteriore è stato scelto l’affidabile monobraccio Paralever, utilizzato anche negli altri modelli con motori raffreddati ad aria. Molleggio e ammortizzazione sono assolti da un ammortizzatore centrale con molla verniciata in bianco. Il precarico è facilmente regolabile attraverso un volantino in alluminio, la regolazione della fase di estensione è variabile in continuo; anche qui l’escursione è di 120 millimetri. Come tradizione vuole, la nineT è dotata di pregiate ruote a raggi, con cerchi in lega a spalle piatte anodizzati in nero, mozzi delle ruote in alluminio fucinato e raggi in acciaio inossidabile. La misura dello pneumatico tubeless anteriore è 120/70 ZR 17, quello posteriore 180/55 ZR 17. Da un lato queste misure rappresentano lo stato attuale della tecnica per le sportive, dall’altro i raggi, i mozzi neri e gli anelli dei cerchi, riprendono tipici elementi del passato. Aspetto moderno e rilevante per la guida è invece l’impianto frenante, con un anteriore doppio disco ad alte prestazioni. Grazie alle pinze freno monoblocco a quattro pistoncini montate radialmente, ai tubi flessibili in acciaio inossidabile e ai dischi a pinza flottante da 320 mm., anche nella guida più sportiva è garantita una decelerazione ottimale. Sul posteriore troviamo un monodisco da 265 mm. con pinza flottante e due pistoncini. Come tutte le moto della Casa, la nineT è equipaggiata di serie con il BMW Motorrad ABS, unica concessione in termini di moderno sistema elettronico attivo, al contempo la più utile e necessaria per la sicurezza. Per avere un carattere di guida reattivo, la geometria della ciclistica è configurata soprattutto puntando a maneggevolezza e a divertimento nelle strade extraurbane, ricche di curve. Il passo è di 1476 millimetri, l’incidenza di 102,5 millimetri e l’angolo del cannotto sterzo è di 64,5 gradi.
 

 
DESIGN PURISTA & DETTAGLI PREGIATI. Indipendentemente se lo scarico sia montato alto o basso, con sellino o sella per due, la nineT mantiene stile elegante e raffinato. Le proporzioni classiche sono definite a colpo d’occhio: con i volumi del motore Boxer, il serbatoio compatto e la coda snella. Un obiettivo perseguito nello sviluppo era diminuire il numero di elementi a favore di un’immagine purista, ma non certo misera e scarna, anzi: la nineT si esprime attraverso pochi elementi fondamentali, disegnati però con massima cura. In tutte le prospettive è il mix tra classico e moderno, combinato con superfici dalla lavorazione di alta qualità, a marcarne il look. Il proiettore circolare è l’elemento centrale della vista frontale: dall’espressione elegantemente retrò, in forte contrasto con gli steli della forcella upside-down, ha la calotta in lamiera d’acciaio con emblema BMW applicato centralmente sul coperchio lampada. La strumentazione combinata con i due classici elementi circolari, per tachimetro e contagiri, si integra a pieno nella sezione frontale old-style. La linea semplice degli strumenti non rinuncia a un computer di bordo che visualizza sul display le informazioni principali (come: ora, marcia inserita, autonomia, odometro totale e parziale, Service-Intervall, velocità e consumo medio). Il serbatoio in alluminio da diciotto litri e il coperchio in alluminio sopra il condotto dell’aria di aspirazione, con la scritta nineT incisa, sono due chicche. Soprattutto i fianchetti serbatoio, spazzolati a mano e successivamente trattati con un rivestimento che riflette la struttura del materiale. La zona delle gambe può inoltre venire personalizzata con dei pad in gomma, seguendo gli esempi del passato. Anche la copertura del condotto aspirazione è anodizzata al naturale con superficie spazzolata, creando un’integrazione stilistica. Per il posteriore, è invece il sellino monoposto che, realizzato in alluminio, viene trattato al medesimo modo. Proseguendo nel conteggiare i raffinati dettagli di questa moto, notiamo i trapezi superiori con duomi avvitati, che convergono conicamente e l’appoggio a forma conica dell’ammortizzatore sterzo: sono realizzati in alluminio fucinato, la superficie è sabbiata a getto di perle di vetro e in seguito anodizzata al naturale. Anche il fissaggio del manubrio tubolare, a forma conica, è realizzato in alluminio e personalizzato con scritta BMW Motorrad punzonata. Sul cannotto sterzo spicca invece la targhetta applicata a rivetti con il nome del modello, ripresa dalle motociclette storiche BMW. Interessante anche il fissaggio verticale del proiettore, attraverso un sofisticato supporto in alluminio fissato al trapezio inferiore, completato da indicatori direzione bianchi e luce posteriore a LED. Il parafango anteriore è avvitato ai piedi della forcella attraverso due punti di attacco fucinati e accentua il tono classicheggiante. Anche qui la superficie è sabbiata con perle di vetro e poi anodizzata al naturale. Altri elementi, come il supporto della sella, o il volantino per la regolazione del precarico molla, sono stati sottoposti ai medesimi trattamenti.
  

 
Di alto livello è anche la sella stessa, sagomata, realizzata con lavorazione e materiali pregiati, è dotata di rivestimento dal look pelle, con doppia cucitura a mano dei bordi in tinta bianca; sul posteriore sinistro, è applicata una piccola etichetta con il logo nineT in blu. Se infiniti appaiono i dettagli da scoprire, una sola è invece la variante cromatica disponibile: come da logica ispirazione, la scelta è caduta sul classico nero (Black Storm metallizzato) con tocchi di contrasto color argento e metallo. Se ai tempi questa combinazione era un must, oggi è più orientata all’eleganza. Anche alcuni componenti, come telaio e carter motore, sono rivestiti in nero. Gli steli forcella e le numerose superfici in alluminio creano un bel contrasto dall’aria tecnica. Nella zona della catena cinematica, il braccio Paralever e i coperchi valvole in magnesio sono esaltati dall’utilizzo del colore Granitgrau metallizzato. 
  
PERSONALIZZAZIONE. La nineT riunisce sapientemente e vistosamente il DNA di novanta anni BMW Motorrad ma al contempo, nasce anche per soddisfare richieste di customizzazione, questo elemento è abbastanza rilevante nella produzione e gradito nell’aftermaket. La possibilità spazia dagli accessori originali ai componenti personalizzati, prodotti in piccole serie, oppure addirittura come pezzi unici. BMW ha tenuto conto seriamente del desiderio di modificare la nineT, che per questo non è dotata solo di un concetto che favorisce questa possibilità, ma è equipaggiata con soluzioni tecniche che permettono di montare elementi accessori come anche di eseguire altre modifiche personali. Si inaugura una dimensione, dove il cliente è coinvolto nella configurazione in modo più profondo rispetto al semplice completamento con degli optional. Sulla base degli elementi principali, cioè motore e ciclistica, la nineT offre ampi spazi. Apportare modifiche di stile è possibile attraverso il particolare concetto di telaio: al posto di quello tradizionale è stato utilizzato un telaio in acciaio a doppia trave, sviluppato ex novo, dall’architettura modulare. È composto da quattro elementi: un telaio principale anteriore, un telaio principale posteriore, un componente finale del telaio e un telaietto per il passeggero. Il collegamento tra le parti avviene attraverso delle viti. Grazie alla sezione finale separabile e al telaio per il passeggero, anch’esso smontabile, la nineT offre libertà per modificare il look secondo preferenza e così anche il carattere espresso. Scegliendo di guidare soli per esempio, con il coprisella offerto come accessorio, la nineT emana il fascino di una monoposto. Una configurazione speciale della rete di bordo, offre poi anche possibilità tecniche che facilitano customizzazione e pezzi alternativi a livello elettrico, per esempio proiettori, o indicatori direzione differenti. I parametri e le interfacce della rete consentono il montaggio di parti differenti grazie alla separazione del cablaggio del motore e del veicolo; anche gli interventi più complessi sono realizzabili senza affrontare grandi difficoltà. Alla consegna la nineT è configurata con la possibilità di viaggiare in due. Nonostante la sella bassa del pilota (circa 785 mm), la combinazione con un cavallo stretto ha consentito di offrire un buon comfort di seduta. La sella per il passeggero offerta come optional, mette poi a disposizione una superficie più ampia e un’imbottitura. Se invece il programma prevede delle uscite da soli, il telaio passeggero fissato con otto viti può venire facilmente smontato, per montare il codino in alluminio. Qualora si desideri incrementare il carattere purista, possono essere smontati anche la sezione finale del telaio, il portatarga e la luce posteriore (non omologabile per guida stradale), così da avere un look particolarmente sportivo e leggero. La sella del pilota Custom, bassa e stretta, accentua insieme alla scritta nineT il carattere senza compromessi con solo l’essenziale. Ulteriore soluzione d’interesse è nella scatola differenziale: analogamente agli altri modelli Boxer, ha tre punti di attacco che consentono per esempio di montare un supporto per il fissaggio laterale della targa e del dispositivo d’illuminazione. Inoltre, la nineT offre tanto spazio tra i terminali di scarico e il monobraccio, che volendo al posto della ruota di serie da 17’’ larga 5,5’’, può esserne montata una da 6’’; queste modifiche richiedono però un’omologazione dedicata.
  
SUL MERCATO
Vi abbiamo detto che vale quindi molto, in termini di significato storico, di stile e qualità globale per le sue componenti. Ora domandare quanto sia il prezzo d’acquisto è più che lecito: attualmente la R nineT vede un listino di euro 15.530,00 inclusa IVA, messa in strada e primo tagliando. Sono poi molti gli accessori originali disponibili, una gamma che include anche equipaggiamenti per il pilota, messa a punto appositamente per l’occasione a rappresentarne l’eventuale integrazione del concetto; sul veicolo in prova ne abbiamo potuti apprezzare alcuni, con piacere. Tra i principali si trovano: Borsa serbatoio, Borsa posteriore, Pad per fianchetti serbatoio, Copertura sellino in alluminio con imbottitura schiena, Sella Custom con scritta, Sella passeggero Comfort, Carter involucro motore HP Carbon, Parafango ruota HP Carbon, Terminale scarico Akrapovic in titanio, Tubo di collegamento lungo con attacco e coperchio terminale in posizione alta, Tubo di collegamento corto per terminale in posizione bassa, Attacco per terminale scarico di serie Akrapovic oppure per il terminale offerto come accessorio (posizione bassa) quando è smontata la sella passeggero, Impianto antifurto (al costo di 230,00 euro), Manopole riscaldate, Indicatori direzione LED, Supporto per BMW Navigator con collegamento alla rete di bordo.
  


LA PROVA
Un po’ di emozione, di rispetto e persino ammirazione: questi elementi fin troppo nobili secondo qualcuno, per essere riferiti pur minimamente a un mezzo meccanico, si fondono per un mix di sensazioni tutte positive che la nineT riesce a dare e badate bene, anche a chi non sia un profondo appassionato e cultore delle moto BMW, ma semplicemente della moto in genere. Il responso pratico, porta brevemente a dire che gli uomini della Casa hanno fatto centro, proprio come si erano prefissi, nel realizzare questo modello celebrativo che da fuori non ha età, assommando aspetti di epoche diverse. Averne in mano la chiave, nel nostro caso con abbinato telecomando per l’utile impianto allarme, è già gratificante di suo, visto che si tratta oggi giorno di un oggetto parzialmente di nicchia, non proprio per tutti. Salire in sella è però facile per chiunque, con l’altezza contenuta e una postura abbastanza eretta, che non implica alcuno sforzo particolare durante le manovre da fermo come nemmeno alla guida. Per prima cosa possiamo regolare a piacimento specchietti e distanza delle leve, oltre impostare il parametro preferito sull’informativa display, come per esempio il consumo istantaneo. Avviare il motore è il primo “pezzo forte” che la nineT ci regala, facendo emergere un primo commento a caldo che ne sposerebbe il significato del nome a livello cabala: suona da paura. Già a regime di minimo, tarato intorno ai 1000 giri, la corposità del bicilindrico è notevole per chi ne ascolti il rumore e coinvolgente per chi abbia il polso destro collegato all’acceleratore (con farfalla a cavo manuale). Il doppio terminale Akrapovic del modello in prova, riempie le orecchie con un borbottio che è un vero piacere, pervadendo anche lo spazio percepibile intorno a se stessi e alla nineT. Il secondo aspetto positivo arriva poi in breve, di opposta manifestazione: se ruotare rapidamente la manopola del gas da fermo è un crescendo di immissioni sonore e meccaniche (con la classica tendenza a inclinare verso destra il veicolo, causa il bilanciamento del boxer) tirare la frizione e inserire la marcia solo accennando il movimento del piede, rende quasi necessario confermare l’azione visivamente, con il numero 1 che sostituisce la N sul display, tanto è lieve e preciso il meccanismo.
  
IN CITTA’. L’utilizzo urbano della nineT è molto gradevole e sicuro, nonostante sulla carta si tratti di una moto con cubatura elevata, le dimensioni compatte con il passo corto la rendono facile da condurre, in percorsi anche tortuosi e dissestati, per chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la guida motociclistica. Raggio di sterzo ed ergonomia azzeccate non lasciano spazio ad alcun sacrificio, con immediatezza di svolta e appoggio a terra qualora serva. La taratura della grande forcella anteriore, criticata da alcuni colleghi per il fatto di essere appariscente ma non regolabile, è a nostro giudizio validissima per una guida tranquilla come deve essere nei limiti del codice in questi contesti. Non vi sono asperità che infastidiscano, o instabilità di alcun genere evidenziabili. Per qualunque utilizzo si faccia, gli occhi addosso la nineT li ha costantemente e proprio in mezzo al caos cittadino, dove svetta per sonorità e stile retrò di gran classe, grazie a un buon equilibrio della ciclistica e una perfetta rotondità di erogazione, questa tedesca essenziale si muove tranquillamente, sicura grazie a un ABS ottimamente calibrato e che, se si esageri volutamente o anche si sbagli un po’ interviene, davanti come dietro: sovente, ma molto finemente, senza variare l’impostazione di guida data. Gli indicatori direzione hanno il disinserimento automatico e sempre a proposito di elettronica integrata su immagine celebrativa del passato, parcheggiando la nineT dotata di allarme originale, possiamo anche sapere che lo stesso si inserisce e disinserisce automaticamente, grazie al sensore di prossimità integrato. Proprio dopo averla conosciuta meglio a livello dinamico, la possiamo riguardare e confermare la fonte di tante buone sensazioni di guida. Prima di guidarla ci si sofferma sulle lavorazioni pregiate visibili e sensibili al tatto, nei richiami al passato, ora che se ne son misurate le positive risposte dinamiche, balza all’occhio anche il perché: dimensioni di impianto frenante e sospensioni sono quasi da moto sportiva del nostro secolo, molte parti meccaniche usano materiali leggeri garantendo un baricentro basso, mentre iniettori, potenziometri e le doppie valvole aria in evidenza sui corpi farfalla plastici, come anche le sonde lambda sui relativi collettori scarico, ci ricordano di come l’impianto gestione elettronica motore Bosch (BMSK+, il cui hardware ECU nulla invidia a quelle automobilistiche attuali) sia evoluto e perfettamente mappato per aiutarci nella guida, con quella piena linearità di erogazione che parte sin dai giri più bassi, bassissimi che meglio non si potrebbe. Peccato solo manchi il controllo di trazione, elemento che in certe condizioni può venire in aiuto per la sicurezza, senza variare l’estetica.
 
TURISMO. In città la nuda ispirata allo storico passato BMW raccoglie attenzioni per i suoi molti dettagli esposti, con abbondante pregio di materiali e di stile, ma francamente la guida che ci può gratificare più intensamente è quella fuori dai percorsi urbani vincolati, dove siamo soli noi e la.. NineTta, come scherzosamente la chiamano alcuni. Aria addosso e tanta stabilità vanno sempre di pari passo, non conta la velocità, peraltro immediata da raggiungere, considerando che in sesta marcia con meno di 4500 giri ci si ritrova ai limiti del codice autostradale italiano. La nineT invita sempre a fidarti di lei, con il boxer che in questo caso dotato di rapporti abbastanza ravvicinati e corti, permette vari tipi di guida, mentre la dinamica fa proprio dimenticare i 222 kg. di peso dichiarati. La ripresa è ineccepibile, anche con le marce più lunghe stupisce l’assenza del benché minimo scompenso motoristico o di trasmissione, unita a una “schiena” davvero impressionante rapportata al genere di moto, che non vuol certo fare la corsaiola ma ti porta vigorosamente a fondo scala, verso la zona rossa del contagiri; la spinta che si trasmette alla ruota attraverso il silenzioso cardano è costante e pulita, pur se si parta dai duemila giri con l’apertura. Soprattutto il provare a guidare con secche rotazioni della manopola (grazie all’ottima taratura di trasmissione e motore si può), fa storcere il naso alle teorie di guida ma fa godere le orecchie, con borbottii e scoppiettamenti ai limiti quasi dello spregiudicato, per una moto di classe e signorilità di un tempo quale è la nineT. Quello che conta per la sicurezza in andatura turistica è poi che pneumatici e sospensioni lavorano egregiamente, mantenendo un equilibrio assoluto sia sul dritto sia in curva, dove è peraltro agevole sia l'ingresso sia il mantenimento della corda. Se ci si provi a cimentare nella guida più sportiva, si confermano le buone impressioni avute inizialmente, certo stiamo guidando un classico boxer con trasmissione a cardano, i volumi e le tipicità ci sono, la scalata è caratteristica, ma le reazioni sono brillanti e sincere a ogni velocità, soprattutto le vibrazioni quasi nulle rispetto alle masse in movimento. Semplicità ma con grande sicurezza quindi, sempre e prima di tutto: questo nei risultati ottenuti dagli uomini della Casa che scopriamo guidando con più impegno questa moto. Solo chi voglia fare “il fenomeno” con questa signora di classe, strapazzandola scoprirà i limiti torsionali e di forcella, arrivando al taglio dei giri nei cambi marcia e frenando molto bruscamente; mentre una guida dinamica ma ponderata, rispettosa dei limiti, per quanto veloce o estesa nel chilometraggio, non riserva affaticamenti particolari, con assenza di stress e un motore che spinge comunque forte anche sopra, allungando rapido una volta portato oltre i seimila giri, pieno sino al taglio dei quasi novemila ma mai indomabile, o troppo impegnativo nella risposta. L’entrata in riserva carburante, con tre dei diciotto litri disponibili rimasti, viene segnalata dalla spia arancione e automaticamente sono conteggiati i Km netti percorsi per aiutarci a comprendere l’autonomia residua. Con una guida irrispettosa dei canoni in quanto a economia, siamo comunque andati ben oltre i 250 km di percorrenza in uso prioritariamente urbano, con il pieno, il che significa avere ottimo raggio per l’eventuale turismo, considerando che in condizioni di viaggio a gas parzializzato, l’indicatore consumo sul display oscilla intorno ai 4,5 lt/100Km, mantenendo la velocità di crociera in assenza di particolari carichi.
 


DI NOTTE. Se alcuni tratti, la colorazione e persino intere parti meccaniche all’apparenza richiamano totalmente al passato, quello che di notte anche un occhio non attento può scorgere, è che siamo in sella a un prodotto motociclistico più che moderno. Merito dell’illuminazione e non solo. La tinta arancio del display è perfettamente calibrata per apparire chiara senza esagerare nel distogliere l’attenzione del guidatore: tutto ben presente in quanto a rapporto inserito, giri motore, velocità e consumi. I led del faro posteriore e degli indicatori direzione (opzionali), attivati in simultanea con l’utilissimo tasto hazard qualora serva, brillano ben più di quanto faccia presagire la loro ridotta dimensione. È però soprattutto il gruppo ottico anteriore che ci colpisce, non solo perché dentro a un involucro vintage abbia una moderna lampada, doppia e potente, ma perché collegato al sensore di rotazione: vi accorgete di guidare un oggetto moderno nella sostanza anche quando soli, magari in difficoltà causa il buio e l’impossibilità ad avviare il motore per limiti vari, avrete l’ausilio automatico dell’anabbagliante semplicemente muovendo la moto, con il dovuto aiuto nelle manovre di parcheggio notturne. Qualora i climi freddi siano in agguato, le manopole riscaldate elettricamente su due livelli di potenza fanno poi ulteriore differenza in positivo, mentre la pregiata trasmissione a cardano, pur raffinata nei meccanismi e nell’equilibrio, è da considerare per quel minimo di temperatura esercizio da raggiungere, prima di liberare tutti gli istinti alla guida.

IN DUE. Se la scelta è quella di mantenere la nineT in configurazione biposto, con terminali scarico bassi, come oggettivamente è piaciuta a noi, il passeggero gode di una postura confortevole più che nella media delle nude moderne, spesso molto ispirate alla sportività e quindi ristrette, salvo la mancanza di maniglie appoggio. Lo spazio abbonda per trovare la posizione più adatta in funzione delle varie esigenze e stature, poiché la superficie della sella è superiore alle necessità e ci si può mantenere in posture più o meno avanzate rispetto alle pedane. A livello dinamico, potenza motoristica e telaio non subiscono effetti negativi dalla maggior massa, è semmai la fine misurazione dei consumi che valorizza lievemente l’incremento, con pieno carico.

GESTIONE. Se per qualunque evenienza capiti di dover fruire del piccolo vano porta documenti nel sotto sella, la nineT ci obbliga a dover usare un “ferro del mestiere” per svitare il sellino posteriore, da togliere per quindi sbloccare la sella vera e propria, sotto cui troviamo: sia il laccio con portadocumenti, sia l’accesso al vano fusibili con batteria (e relativi punti di collegamento per emergenza), oltre che la presa diagnosi. A seconda del tipo di versione (ad es. monoposto) e dell’uso che se ne faccia, è possibile rendere svitabile a mano questa parte, sostituendo o modificando in proprio la testa della vite con qualcosa di più agevole. Nel modello in prova disponevamo poi come già detto dell’utile sistema antifurto DWA, con sensore di movimento: gestito dal piccolo telecomando a due tasti, può anche essere impostato per inserimento automatico dopo trenta secondi dallo spegnimento della moto. Unica cosa da ricordare è che per questioni di tutela della batteria, lo stesso si disattiva dopo dieci giorni. Da moto per appassionati veri qual è, che merita di esser conosciuta in ogni dettaglio pur se l’affidabilità sia ottima e difficilmente dovremo metterci mano, ci è venuto molto utile il libretto istruzioni della nineT: completo di raffigurazioni molto dettagliate per ogni intervento, incluso il montaggio e lo smontaggio di ruote o dei fari (davanti sono usate lampade H4 e W5), oltre che di spiegazioni per la regolazione del mono ammortizzatore. Sempre lo stesso libretto, aiuta in caso di personalizzazione fai da te del telaio passeggero, o dello scarico.
 

 
CONCLUSIONI
Davvero bella, questa in estrema sintesi la conclusione circa la prova della nineT, cui possiamo aggiungere anche coinvolgente, sicura e facile da condurre, oltre che fortunatamente personalizzabile come volendo merita un simile veicolo (già molti gli esempi nei vari gruppi sorti in tutto il mondo). Se il connubio di presente e passato BMW è tendenzialmente perfetto, per stile e dotazioni, non è comunque certo una moto adatta a usi estremi, in nessun senso, come nemmeno accessibile per tutti purtroppo, poiché pur essenziale nella connotazione veicolistica generale, non è oggettivamente facile da abbordare e gestire economicamente, soprattutto di questi tempi in Italia. Ma il VAN (Valore Attuale Netto) dell’investimento negli anni, contrariamente ad altre moto dove si tende inesorabilmente a quasi zero, qui potrebbe esser ben positivo, per immediati e anche futuri possessori, nel corso dei decenni. A testimoniarlo anche il fatto che sul mercato nazionale ha riscosso subito notevole successo, diventando al debutto il terzo modello della gamma BMW per numero di esemplari venduti (dopo i best seller R 1200 GS / Adventure). Oltre a quello che rappresenta, è un genere di moto che “non invecchia” e se per i primi novanta anni di storia della Casa vi erano passate in fianco molte di queste moto tedesche dal vistoso propulsore boxer, senza che vi siate mai posti il serio dubbio di provarle, come invece fanno moltissimi che le amano, beh, questa volta oltre a voltarvi prima, causa il corposo sonoro dello scarico, fatevi anche un giretto potendo e sarete concordi con noi per buona parte. 

PIACE:
- Stile e finiture in perfetto equilibrio tra passato e presente
- Stabilità e Prestazioni dinamiche
PIACE MENO:
- Assenza controllo trazione

DATI TECNICI  -  BMW R nineT 
MOTORE
Cilindrata   cm3 1170 
Alesaggio/corsa   mm 101/73 
Potenza   kW/CV 81/110  a regime g/min 7750 
Coppia Nm 119 a regime g/min 6000 
Tipo   Boxer bicilindrico a raffreddamento aria/olio 
Numero cilindri  2 
Compressione/carburante   12,0:1, super senza piombo (95-98 ottani) 
Valvole/carburazione   DOHC 
Valvole per cilindro   4 
Ø Aspirazione / scarico   mm 39/33 
Ø Farfalla    mm 50 
Alimentazione / Gestione motore   BMS-K+ 
Depurazione gas di scarico    catalizzatore regolato a tre vie 
IMPIANTO ELETTRICO
Alternatore    W 600 
Batteria   V/Ah 12/14 long-life 
Proiettore   W H7 
Avviamento   kW 1,2 
TRASMISSIONE DI POTENZA
Frizione  a secco ad azionamento idraulico 
Cambio a sei rapporti ad innesti frontali 
Trasmissione primaria   1,737 
Rapporti  I 2,375    II 1,696    III 1,296    IV 1,065   V 0,939    VI 0,848 
Trasmissione secondaria   albero cardanico 
Rapporto 2,91 
CICLISTICA
Telaio  a doppia trave, motore a funzione portante 
Sospensione anteriore forcella telescopica a steli rovesciati, Ø 46mm 
Sospensione posteriore BMW Paralever con monobraccio centrale 
Escursione anteriore/posteriore   mm 120/120 
Avancorsa mm  102,5 
Passo mm 1476 
Inclinazione cannotto sterzo ° 64,5 
FRENI
anteriore a doppio disco ed azionamento idraulico Ø 320 mm 
posteriore monodisco Ø 265 mm 
ABS BMW Motorrad ABS 
RUOTE
cerchi a raggi anteriore 3,5 x 17" 
posteriore 5,5 x 17" 
PNEUMATICI
anteriore 120/70 ZR17 
posteriore 180/55 ZR17 
 DIMENSIONI E PESI
Lunghezza totale   mm 2220 
Larghezza con specchi   mm 890 
Altezza della sella mm 785 
Peso DIN in ordine di marcia  kg 222 
Peso totale ammesso   kg 430 
Capacità utile del serbatoio   l 18 
PRESTAZIONI DI GUIDA
Consumo di carburante   90 km/h  l/100 km 4,5  -  120 km/h  l/100 km 5,8 
Accelerazione 0.100 km/h    s 3,6 
Velocità massima   km/h >200 
 
Album fotografico completo sulla pagina FB di MotoCorse.com (foto by redazione IT MotoCorse, Andrea Corbetta e BMW press)
Abbigliamento: casco HJC RPHA Max, guanti e giacca OJ Skill
 
 

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