Week Test: Kymco K-XCT 300i ABS

di Omar Fumagalli

Week Test: Kymco K-XCT 300i ABS


Lo sportivo più interessante fra gli scooter 300cc attualmente in vendita? Di sicuro K-XCT era tra i papabili di diritto sin da quando, solo teorico concept di un futuro modello, se ne parlava attendendolo sui mercati internazionali. Ora che, dopo oltre un anno dalla sua comparsa in Italia, si è arricchito dell’importante dotazione ABS, è saldamente posizionato al top di questo segmento. Se si pensi a uno scooter moderno, molto prestante e dall’indole realmente sportiva, che non sia però un impegnativo maxi bicilindrico dall’onerosità oggettivamente elevata sotto vari punti di vista, coi tempi che corrono occorre rimanere nel segmento dei monocilindrici di “taglia media” e proprio qui, dove decenni addietro regnavano i 250cc made in Japan, Kymco ha costruito un’immagine vincente sul fronte delle prestazioni, soprattutto grazie ai propri motori 300cc.

Il K-XCT 300i ABS riprende il medesimo grintoso concetto della storica serie Xciting di Casa Kymco, in versione compatta, nella sostanza come anche nel nome.

 
COME E’ FATTO
Di K-XCT vi avevamo già parlato, poiché è stata la recente nuova proposta sportiva Kymco. Arrivato per il 2013 forte della evoluta motorizzazione G5, con raffreddamento a liquido e quattro valvole, viene proposto nelle due cilindrate: 125i e 300i. E’ sul mercato con una discreta diffusione in grado ora di farlo conoscere e anche riconoscere (ad esempio dal più noto fratello Downtown) denotando come caratteristica accoppiata al motore da quasi 28CV, una ciclistica compatta, recentemente arricchita dal sistema ABS a doppio canale. L’edizione 2014 oggetto della nostra prova, permette quindi non solo di muoversi ovunque con facilità e dinamica prestanza, ma garantisce anche stabilità e sicurezza in frenata. Il design spigoloso e aggressivo, è parte del nuovo stile da riferimento ora in uso per gli scooter sportivi, unito a una buona cura per allestimento e tinte cromatiche. Un veicolo di tale prestazione onestamente non poteva non disporre del sistema frenante con ABS, Kymco lo ha giustamente dotato del nuovo impianto antibloccaggio sviluppato dal colosso tedesco Bosch, denominato Generazione 9. Questa unità di controllo, con i relativi sensori e attuatori, permette anche ai meno esperti di portare a termine frenate efficaci, riducendo significativamente il rischio di caduta e la distanza di arresto, grazie al fatto che non viene permesso di superare il punto di bloccaggio ruote.
  
STILE CATTIVO. Già da fermo l’impatto estetico del K-XCT è chiaramente impostato alla sportività, come deve per distinguersi dagli altri scooter 300 in produzione anche da parte di Kymco stessa, modelli di cui abbiamo in passato apprezzato praticità, comfort e anche indole blandamente turistica. Le linee qui molto decise e spigolose, si combinano a dettagli come la tinta azzurra dei fari, o quella simil bronzea delle coperture inferiori e dei maniglioni. Il gioco dei riflessi è appositamente combinato con le due colorazioni carena opache, per enfatizzare la “cattiveria” di questo scooter che, al contrario di altri, ne ha davvero, in senso buono ovviamente, da poter esprimere grazie a motore e ciclistica. La vista d’insieme è abbastanza equilibrata nei volumi, ma piena di spunti nei particolari, con un taglio netto in altezza e i muscoli esibiti sui fianchi, sia grazie al bel codino che guarda in alto, sia con i fianchetti anteriori separati dal corpo centrale e dotati di ampie prese aria. Il cupolino, ridotto in altezza, è in plexiglas di tinta nera con due appendici laterali: non si nota troppo rispetto alle forme primarie della carena, volutamente, stessa cosa per la sella che, pur estesa, è molto piatta e non varia quindi lateralmente la figura base dettata.

MONOCILINDRICO DI RIFERIMENTO. La motorizzazione, di cui abbiamo già parlato testando ad esempio il Downtown 300, è la rinnovata G5 300cc Euro3, nota per i cavalli espressi che sono sopra le media della propria classe. L’alimentazione di questo monocilindrico “quadro” (72 mm circa la misura di corsa come di alesaggio) è a iniezione elettronica a ciclo chiuso, con sonda lambda: si pone ai vertici della categoria per prestazioni e in parte economia d'esercizio. L’aspetto motoristico rappresenta un 'plus' importante, questa serie di motori a bassi attriti è in questo momento lo stato dell'arte reperibile sul mercato, in sostanza un propulsore potente come o più di alcuni 400cc, incredibilmente elastico, pulito e parco nei consumi in relazione alla potenza erogata: un simile monocilindrico non poteva non inserirsi bene nella filosofia sportiva di questo scooter. La potenza è di 20,40 kW (27,8 CV) a 7.750 giri/min mentre la coppia di 28,97 Nm a 6.500 giri/min: prestazioni paragonabili a mezzi di cilindrata superiore, a ogni regime.

CICLISTICA. Il veicolo si basa su un telaio a passo relativamente corto, 1,45 metri, caratterizzato da una buona rigidezza torsionale della struttura in tubi d’acciaio e piastre stampate. Le sospensioni sono impostate a uno schema classico e vedono davanti una forcella diametro 37 mm e dietro, in supporto al monobraccio, un doppio ammortizzatore regolabile nel precarico (su cinque posizioni): tarati con relativa tendenza verso il rigido, ma senza esagerare. La ruota posteriore ha cerchio da 13” con pneumatico 150/70 mentre l’anteriore da 14” monta un 120/70. I due dischi freno sono rispettivamente 240 dietro e 260 mm davanti, con la pinza anteriore a triplo pistoncino.

DOTAZIONI. Il K-XCT è ben curato e rifinito, con materiali di qualità, le dotazioni sono al passo ma non sopra il teorico target di segmento, giacché si ambisce a stare nella parte alta dello stesso. Questo causa un po’ di “sacrificio” per avere massima grinta e compattezza. Due soli i vani disponibili per alloggiare oggetti: validi, ma non si abbonda per volume. Il primo è nel retro scudo a lato sinistro, con apertura snodata molto ben estendibile per un completo accesso, è dotato di alimentazione a +12V ma non di serratura; troviamo poi il grande sotto sella: sotto la larga, piatta e morbida base che ci sostiene durante la guida, c’è spazio adeguato per un casco integrale e poco oltre, con illuminazione interna a led attivata da un sensore di accensione / spegnimento automatico e solida chiusura a due punti. Il cruscotto è completo di quanto serva: dalla forma a doppio circolo sovrapposto, è totalmente digitale con ampio display. Vi troviamo orologio, odometri, indicatori velocità e giri motore, oltre che livelli di temperatura e carburante. Alle estremità vi sono poi tutte le spie di allarme per l’impianto e i tasti regolazione (invero non proprio immediati nell'utilizzo, causa una certa energia da dover esercitare). Il blocchetto di accensione è posto a lato destro nel retroscudo: agevole da manovrare, è dotato di corazza metallica con la chiave che la sblocca snodata; ruotandolo in senso antiorario funge da apertura per il vano sotto sella. I fari sono con luci a led per il livello di posizione, molto accattivanti sull’anteriore. Disponibile il doppio cavalletto, centrale e laterale, quest’ultimo utile per l’immediatezza e dotato di funzione arresto motore. Osservando il manubrio troviamo poi funzioni ausiliarie di buon livello, come sono l’interruttore luci d’emergenza, la regolazione lunghezza leve e il blocco sicurezza motore.
 
SUL MERCATO
Disponibile da questa estate presso la rete italiana, come vi avevamo anticipato il prezzo di listino al pubblico per il K-XCT 300i ABS è 4.850,00 euro (IVA inclusa Franco Rivenditore), un importo coerente al mercato pensando ai concorrenti più seri (invero non sono moltissimi a impensierirlo prestazionalmente) e ai contenuti di questo scooter che, come altri della gamma Kymco, gode delle promozioni messe in atto dalla filiale italiana alcune estese anche al 2015. Il delta prezzo da pagare rispetto alla versione priva di ABS è di 300,00 euro, oggettivamente spesi bene. Le colorazioni disponibili sono il bianco Cevedale opaco, come quello del veicolo oggetto della nostra prova e il nero Odolo opaco. Entrambe le colorazioni, denominate 'Stone Effect', sono il risultato di particolari vernici opache, studiate per dare risalto al carattere grintoso del veicolo, realizzate grazie ad uno specifico trasparente, che genera un effetto ottico di lucentezza hi-tech sposata al taglio netto delle linee carena. Tra gli accessori originali disponibili, segnaliamo il bauletto da quarantasette litri, in tinta con la carrozzeria, a prezzo di 181,99 euro: oggettivamente utile se abbiate necessità di frequenti carichi, che altrimenti implicherebbero uno zaino.
5PRO. Acquistando un nuovo K-XCT 300i ABS, la casa offre gratuitamente ben cinque anni di garanzia, con l'unico vincolo di rispettare la manutenzione periodica programmata.


 
LA PROVA
Risalire in sella a uno scooter 300cc Kymco, ci fa di nuovo apprezzare il noto monocilindrico G5, che abbiamo conosciuto su vari modelli da noi testati, non solo a marchio del diretto produttore (come avviene per Kawasaki, che ne sfrutta molto sapientemente le doti personalizzandone mappatura e trasmissione). Il primo impatto riserva subito un’impressione chiara: si sale in sella a uno sportivo. Le dimensioni percepite sono infatti relativamente “forti” nei tratti disegnati con linee marcate e spigolose, ma contenute in assoluto quando si debba manovrare, per uno scooter orientato quindi alla prestazione anche da fermo e un target di utilizzo inizialmente urbano.

LUNEDI’-VENERDI’. Pronto ogni mattina a percorrere con tonicità la strada che gli compete, il K-XCT è a suo agio sia nei percorsi più tortuosi ed eventualmente trafficati, sia in quelli più agevoli e veloci. La postura in sella che spinge leggermente in avanti, fa si che si abbia sempre ben sotto controllo ogni reazione del veicolo, con gli arti saldi nei relativi punti di contatto, sia inferiori sia superiori. Prima di muoversi, occorre accendere le luci di posizione, che non sono sempre attive ma hanno l’interruttore, sulla manopola destra e donano un aspetto grintoso, grazie ai led (sia anteriori sia posteriori); possibile anche regolare le due leve freno. Il contagiri digitale, posto a lato sinistro del display non ci evidenzia troppo i regimi di rotazione, ma il minimo è comunque tarato intorno ai 1500 rpm, mentre ruotando anche non totalmente il gas, la trasmissione ben calibrata fa girare il motore intorno ai tremila per accelerazioni sopra la media in brillantezza. Se la sicurezza è più che buona, la facilità di guida lo è altrettanto ma dopo averlo conosciuto, poiché da veicolo sportivo qual è non si tratta della classica “bicicletta” come alcuni ruote alte, ma infine ben si trova anche se deva passare su pavé o fondi sconnessi, solo un po’ secca la risposta quando li si affronti ad alta velocità. L’ergonomia generale, valida e con qualche centimetro per muovere anche i piedi, trova punto abbastanza critico nello spazio fronte ginocchia: qualora il conducente sia molto alto, piuttosto che robusto, o comunque prossimo almeno al metro e novanta di altezza, deve fare i conti con il possibile contatto durante alcune manovre tra le plastiche ai due lati e il corpo, in particolare il ginocchio destro può arrivare a sfiorare la chiave nel blocchetto (quindi sconsigliati portachiavi troppo voluminosi, anzi, d’obbligo ripiegare la chiave che Kymco ha dotato di snodo). Alla guida si scopre subito che la frenata è potente su entrambe le ruote, ben tirando le leve e l’ABS proprio in caso di ambienti urbani ricchi di insidie nascoste, si rivela più che utile: se lo si testi volutamente entra quando lo si aspetti e agisce in modo netto, più o meno lo stesso accade in ogni condizione inattesa. Dovendo usare il K-XCT anche per attività da tempo libero (es. sportive) o di trasporto materiale in genere, in caso di piccoli oggetti che non si possa riporre nel sotto sella, profondo ma purtroppo limitato rispetto a un classico Downtown (sempre apribile con rotazione chiave anche in moto), viene in parziale aiuto il gancio centrale snodato, posto sotto il manubrio. Parcheggiare il K-XCT 300 è molto semplice, non solo perché lungo poco oltre i due metri e dieci, o dotato di ampio raggio di sterzo, ma perché grazie all’altezza contenuta (la sella è a 80 cm da terra) e la praticità delle ampie maniglie posteriori, si può manovrare facilmente a motore spento nonostante i quasi 180 kg. di peso, peraltro rientranti nella fascia relativamente più leggera della categoria. Rapido il cavalletto laterale, che funge da interruttore arresto motore, anche se ben più sicuro e sempre consigliato quello centrale. Proprio a supporto della sicurezza, ma del veicolo stesso dai furti, l’usuale copertura metallica di antimanomissione per la serratura nel blocchetto è molto facile da gestire, con un tastino e il retro chiave.
 
WEEKEND. Quando la possibilità di uso del K-XCT è dedita al turismo, magari su percorsi tutelati, si possono liberare le doti cui si rifanno estetica e carta d’identità: cavalli e coppia fanno si che guidare questo 300 sia divertente, mentre la ciclistica esprime il meglio sulle curve di ampio raggio dove la stabilità anche durante la percorrenza è costante, senza oscillazioni comuni a certa concorrenza. Se stabilità e assenza di vibrazioni sono doti molto apprezzabili, l’assenza di copertura aerodinamica per la parte alta del busto è il prezzo da pagare in onore del taglio sportivo voluto nell’estetica. Detto questo però il livello di comfort meccanico è molto alto, grazie all’assenza di vibrazioni rilevanti e una buona sella, fin troppo morbida, da ottimizzare solo per il carico oggetti, magari con un bauletto. La risposta del motore, quasi bruciante per le partenze da fermo, è ottima anche nelle riprese a ogni livello di apertura o regime, con la trasmissione che lo "porta" sovente intorno ai seimila giri, dove esprime il meglio. Il bello del K-CXT qualora si esca dai percorsi urbani, è anche potersi concentrare sulla guida, data la prestanza motoristica a disposizione: le sospensioni sono molto efficaci relativamente al segmento, con una facilità d’inserimento in curva e mantenimento della traiettoria realmente ottima. L’impostazione di guida data, fa si che anche dopo molti chilometri non ci si ritrovi mai seduti “dentro” a condurlo blandamente, ma semmai ben svegli e ancorati “sopra” a dominarne le fortunatamente prevedibili e dirette reazioni. La velocità di punta raggiungibile, con i giri che vanno oltre novemila, supera non poco il limite autostradale nazionale, prossima ai 150 km/h secondo l’indicatore: dai nostri rilevamenti lo scarto è contenuto in circa il 10%, allineato a molti altri concorrenti. Per fare rifornimento, occorre aprire il pratico vano centrale in mezzo al tunnel e usare la chiave: la capienza serbatoio di 11 litri consente, salvo si guidi ad andature estreme, di avvicinare i 250 km d’autonomia.
 
DI NOTTE. L’illuminazione offerta dal K-XCT 300 è più che buona, come da tradizione per la casa taiwanese, che non ha mai lesinato in merito. Il doppio faro anteriore colpisce visivamente per l’utilizzo del singolo sinistro, che è supportato dal destro per l’abbagliante e garantisce piena visibilità della strada anche in caso di illuminazione pubblica assente. La strumentazione dal fondo azzurro è sempre ben leggibile e manca solo, quale dato eventualmente gradito, la temperatura ambiente. Per manovrare gli oggetti, l’utilissimo led bianco del sottosella è di grande aiuto, posto abbastanza in alto, pur se vista la profondità e il basso costo dello stesso, averne due diametralmente opposti farebbe un bell’effetto.

IN DUE. Per accogliere un passeggero sul K-XCT 300, occorre solo estrarre le due pedane, ai lati. La sella piatta e abbastanza larga non da problemi a chi stia dietro, mentre il supporto dato dalle due ampie maniglie è solido e agevolissimo per chiunque. Meno raccolti, o protetti aerodinamicamente che su scooter più turistici, si viaggia bene anche in due però subentra in caso di stazze non solo grandi ma anche medie, il fattore critico dello spazio ginocchia conducente, che peggiora causa una tendenza a caricare verso l'anteriore chiudendo un po’ troppo gli arti. A livello di guida la seconda persona, di qualunque massa, non incide molto sulla dinamica, salvo per gli spazi di frenata che si allungano. Qualora incrementi anche il carico materiale da trasportare, si può non solo considerare, ma necessariamente adottare, l’utilizzo del bauletto.



CONCLUSIONI
Il K-XCT 300i ABS tiene alto il valore acquisito dal marchio Kymco in questo segmento, forte di un’indole sportiva vera e prestazioni dinamiche al vertice. Chi pensi a un veicolo del genere non può non considerarlo, ricredendosi sul blasone spesso solo esibito da altri competitor magari più grandi in cubatura, per complimentarsi nel nostro caso l’ennesima volta, col costruttore taiwanese. Brusco e “maschio” nell’indole, compattissimo nella sostanza, ora anche sicuro in frenata; non può far coppia ottimale con le stazze più elevate, ma in strada si mette agevolmente davanti, prestazionalmente, a parecchi suoi rivali di ogni taglia. Un principino dal carattere tosto tra gli scooter medi, che ben ripaga chi sappia di volere questo e non altro di più turistico, o blando, da gestire.

PIACE:
- Motore e prestazioni
- Ciclistica e stabilità
- Buone finiture
PIACE MENO:
- Ergonomia sacrificata per le taglie più grandi
- Sottosella limitato


SCHEDA TECNICA – K-XCT 300i ABS
motore / ciclo monocilindrico 4 tempi
disposizione cilindro Orizzontale
marca / tipo KYMCO SK60B
raffreddamento Liquido
alesaggio x corsa 72,7 x 72,0 mm
cilindrata 299 cc
rapp. compressione 10,8:1
potenza max 20,40 kW (27,8 CV) a 7.750 giri/min
coppia max 28,97 Nm a 6.500 giri/min
accensione Elettronica
Batteria n.d.
Candela NGK CR7E
avviamento Elettrico
alimentazione iniezione elettronica
distribuzione albero a camme in testa - 4 valvole
lubrificazione forzata
starter -
carburante benzina verde
serbatoio carburante 11,0 litri
serbatoio olio -
frizione centrifuga automatica a secco
cambio variatore continuo di velocità
trasmissione cinghia trapezoidale - ingranaggi
velocità max 130 km/h
telaio tubi di acciaio e piastre stampate
carrozzeria carenatura integrale
sospensione ant. forcella telescopica idraulica Ø 37 mm
escursione ant. 110 mm
sospensione post. monobraccio oscillante - doppio ammortizzatore regolabile
escursione post. 93 mm
cerchi ant. 3.00x14” - post. 4.00x13” lega leggera 5 razze
pneumatici ant. 120/70-14 - post. 150/70-13
pressione ant. 2,00 bar - post. 2,25 bar
dimensione (L x l x h) 2.120 x 785 x 1.280 mm
interasse a carico 1.450 mm
altezza sella 805 mm
passaggio gambe n.d.
luce al suolo n.d.
altezza pedana n.d.
massa 176,4 kg
sella 2 piani con schienale
vano sottosella apertura da blocchetto multifunzione con luce di cortesia
vano porta oggetti ant. con coperchio e presa 12V
portapacchi -
maniglione integrato
cavalletto doppio, centrale e laterale
dotazioni contagiri - digitale: contachilometri totale e parziale, tachimetro, indicatore livello carburante, indicatore temperatura liquido refrigerante, orologio digitale
faro anteriore posizione a tubi di luce
colori NH265 J8 bianco cevedale opaco, NH294 JB nero odolo opaco
 

 
Album foto: sulla pagina FB di MotoCorse.com
Abbigliamento: Casco Nolan N40, Giacca e guanti OJ
Immagini: by redazione Italia MotoCorse.com
 

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