Week Test Kawasaki J300 SE: Top di classe

di Omar Fumagalli

Week Test Kawasaki J300 SE: Top di classe


Debutto al vertice del proprio segmento di mercato, per il primo scooter Kawasaki. Il nuovo J300 sbarca in Europa forte di stile, meccanica e prestazioni al top, ponendosi subito quale riferimento e puntando senza mezze misure a essere il migliore dei 300cc sotto quasi ogni punto di vista.

PRIMO PASSO PONDERATO
Sul finire dello scorso anno si ne è cominciato a parlare concretamente: era in arrivo il primo scooter del colosso di Akashi e gli uomini della Casa lo avrebbero presentato proprio in Italia, a EICMA 2013.

Così è poi stato e al momento in cui vi scriviamo, nel nostro Bel Paese, nonostante il periodo di forte crisi e il fatto che si tratti di un modello di fascia medio alta, sono già quasi novecento i J300 immatricolati, puntando alla Top-20 nella classifica vendite.

Da lunghi decenni ormai gli scooter sono i veicoli motorizzati a due ruote maggiormente diffusi, a livello urbano e anche i più grandi e storici costruttori di sole moto, hanno con il tempo approcciato il segmento, pur con modalità differenti. Nutrendo ambizione di incrementare la propria presenza in questo tipo di mobilità, Kawasaki ha così messo in atto questo progetto, facendo molto bene a nostro giudizio. Riconoscendo soprattutto a livello europeo la richiesta di scooter alla moda, facili da guidare e affidabili, la Casa è andata a colmare una lacuna della propria offerta con il J300, che va ad aggiungersi alla gamma di motocicli adeguati per il trasporto urbano, come la popolare serie ER e la funzionale Versys.
Con un design indubbiamente bello e moderno, interamente studiato da un team di progettazione dedicato, lo scooter “verde” presenta interessanti spunti estetici che Fukumoto, responsabile del centro stile KHI ha commentato così: "Era molto importante che il nostro primo passo nel mercato europeo dello scooter fosse fatto con un veicolo che contenga gli elementi stilistici di avanguardia che contraddistinguono il design Kawasaki. Siamo felici di aver raggiunto quest’obiettivo con lo stile del nuovo J300". Per quanto riguarda i principi guida della filosofia di design, lo stesso Fukumoto ha spiegato come la lettera J stia per Jyounetsu, che significa passione in giapponese. Gli uomini che hanno lavorato a questo progetto, si sono avvicinati allo stile e al design del nuovo scooter con la stessa passione dedicata a tutti gli altri modelli “maggiori” normalmente realizzati.
K+K. Contrariamente ad altre grandi case, che utilizzano ampiamente forniture e partnership senza volerlo divulgare o ammettere più di quel minimo, necessario a non prendere in giro la propria utenza, è fatto comunemente condiviso e presente nelle comunicazioni ufficiali Kawasaki che la base meccanica del J300, estesa a motore e ciclistica, viene fornita dal partner strategico Kymco. Lo sviluppo, il design e l’approccio ingegneristico finale sono invece stati sviluppati esclusivamente dal team di progettazione e ingegneria di Akashi, con l’importante supporto del reparto europeo Ricerca e Sviluppo, quindi in parte anche a influenza italiana. Va ammesso che per i puristi, il J300 è un oggetto parecchio diverso, se associato alla storica immagine e classica gamma di Kawasaki, ma grazie alle indubbie qualità messe in campo è un primo passo che porta già ai piani più alti della nuova categoria, in grado di meritare gli apprezzamenti degli appassionati del marchio che cerchino un brillante veicolo di commuting, oltre che di attirare nuovi utenti di questo segmento, ove non esisteva sinora la possibilità di essere in sella a “un Kawasaki”. Durante EICMA sono state spiegate ragioni e filosofia del progetto mobilità urbana: comodità e praticità sono già elementi ordinari di un moderno scooter, per Kawasaki un prodotto di livello superiore deve poter offrire di più. Tra appassionati e addetti ai lavori la curiosità quest’inverno era molta, circa il reale livello di questo primo scooter che sarebbe arrivato: il J300 che abbiamo scoperto non delude nessuno, rispecchiando gli obiettivi dichiarati, poiché riunisce prestazioni sportive, controllo, sicurezza oltre a praticità, in un design che lo rende riconoscibile come prodotto degno del marchio che porta, ispirato in alcuni dettagli alle verdone più sportive, pur se ovviamente non si vuole certo accostare seriamente ai modelli vincenti del Mondiale Superbike.
 

 
COME E’ FATTO
Stile centrato sull’indole sportiva Kawasaki, ma senza estremi, con tono raffinato e calibrato su questo nuovo target urbano, per uno scooter di dimensione media che se vogliamo, non è fortemente innovativo a livello d’immagine globale o di contenuti, ma estremamente prestazionale e ben fatto sotto ogni punto di vista. La scelta di Kawasaki è stata quella di metter piede fra gli scooter collocandosi in cima al segmento dei 300cc senza apportarvi nulla di realmente diverso da quanto conosciamo, ma senza nemmeno tralasciare tutto quanto disponibile a livello tecnico, nelle doti e nelle dotazioni, per piacere da subito senza deludere.
MECCANICA. Forse quasi superfluo ricordare, almeno agli smaliziati del mondo scooter, che la base meccanica di partenza è già ottima: le linee produzione di Taiwan da cui fuoriescono gli elementi meccanici base del J300, sono da anni autrici di validissimi scooter, solidi e prestanti, tra i migliori pur se non portatori di un marchio affermato nella storia del motociclismo, o delle competizioni iridate. Questo accordo porta a un buon connubio per entrambi i fronti e per gli utenti finali, poiché sapere che un colosso ingegneristico della produzione meccanica mondiale come Kawasaki, che ricordiamo, si occupa anche di trasporti ed energia (con attività che includono settore aereospaziale, navale o movimento terra, ndr) appone il proprio benestare a un veicolo, è garanzia d’infiniti controlli e verifiche, oltre che di blasone storico portato sulla carena.
Telaio e motore, elementi fondamentali dello scooter e che arrivano dalla citata partnership, sono quindi al vertice in quanto a prestazioni assolute, soprattutto il propulsore: un monocilindrico quattro valvole a iniezione, raffreddato a liquido e dotato di corpo farfalla da 34mm. con sonda lambda allo scarico. Questo motore Euro3 è capace di erogare ben 28 CV a 7750 giri: inserito in un solido telaio in tubi d’acciaio e piastre stampate, è stato il cardine da cui è partito lo sviluppo della Casa. Il reparto tecnico Kawasaki ha dedicato il tempo necessario a valutare in proprio modo quanto fornito, cercandone i punti critici e andando a migliorarli tutti, anche sondando sul mercato i riscontri dei veicoli che hanno applicato le soluzioni “gemelle” in questi ultimi anni. La ciclistica del J300 vede così tarature ottimizzate, con una forcella anteriore da 37mm e il doppio ammortizzatore regolabile su cinque posizioni al posteriore, anche la mappatura della centralina motore è dedicata e ricalibrata insieme alla trasmissione (a cinghia con variatore) per un’erogazione perfettamente lineare in ogni condizione e un allungo da cubatura superiore. L’impianto frenante vede la possibilità di avere un efficientissimo ABS, che lavora sui due dischi a petali da 260 mm (anteriore) e 240 mm (posteriore).
 
STILE KAWA. Non è uguale a nessuno dei suoi competitor il J300, pur condividendo misure e soluzioni tecniche di base, il taglio dato dalla Casa di Akashi lo ha reso più filante e rifinito della media, senza tratti forti ma con quei gruppi ottici in stile “Z family” che aprono e chiudono la figura orizzontale dello scooter in modo parimenti grintoso e gentile. Le curve della carena puntano a darne un’immagine coordinata e sportiva da ogni prospettiva, con un ampio frontale a doppio faro ben sagomato, che garantisce ottima copertura e si apre poi al grande spazio centrale, dominato da sella, serbatoio e pedana. I fianchi sono invece gradualmente più sottili andando verso la coda, dove si termina lasciando spazio alla meccanica con le grandi maniglie passeggero e un ampio paraspruzzi, sotto a faro e porta targa. Non mancano asolature e conformazioni ergonomiche, studiate per agevolare movimenti e appoggio a terra mantenendo comunque armonioso il look d’insieme.
  
DOTAZIONI FULL. Se sotto il vestito c’è tutto quel che ci si possa attendere da un moderno 300, anche fuori troviamo quanto serve per soddisfare i palati più esigenti, partendo dalle due leve regolabili, poste agli estremi di un bel manubrio personalizzato Kawasaki, rifinito in tinta alluminio satinato. Sulle stesse manopole, oltre i classici comandi troviamo anche quelli di arresto motore e indicatore di emergenza. Chiara e grintosa l’ampia strumentazione, che riprende lo stesso stile del manubrio: a doppio quadrante analogico, per tachimetro e giri motore, più un display centrale informativo retro illuminato, dove compaiono orologio, odometri, temperatura motore e livello carburante. Venendo al pratico, troviamo il blocchetto dell'accensione con sistema anti manomissione, ovvero la membrana metallica di protezione che si apre in con il retro della chiave. Roteando il blocchetto in senso antiorario, si apre il vano sotto sella: ampio quanto basti per riporre un casco integrale più una valigetta e ben illuminato con led nella parte alta. Presenti infine anche il cavalletto laterale, oltre a quello classico centrale e un vano anteriore nel retro scudo sinistro, dotato di chiusura ermetica e di una presa alimentazione a 12V.

SUL MERCATO
I prezzi di listino per J300 sono attualmente di € 4.730,00 f.c. nella versione base e di € 5.130,00 per quella con ABS. I colori sono due: Silver Metallizzato e Nero Metallizato. Il grintoso J300 Special Edition invece, oggetto della prova, è in colorazione dedicata Nero Silver Verde, che richiama la sportività Kawasaki, il prezzo è di 4.880,00 euro f.c. oppure € 5.280,00 nella versione ABS. Ricordiamo che si tratta di veicolo la cui guida necessita di patente A2.
PROMOZIONE. Anche per tutto il mese di luglio continua la promozione che accompagna l'acquisto del nuovo scooter Kawasaki, è possibile infatti acquistare il J300 a interessi zero (tan fisso 0,00% , Taeg 4,17%) e con un'estensione gratuita della garanzia KCare per un totale di quattro anni.
ACCESSORI. Per il J300 non mancano tutti i tipici accessori che possano servire a migliorarne o facilitarne l’uso in varie condizioni, Kawasaki propone infatti:
- Parabrezza alto
- Bauletto da 47L con relativa Borsa interna e Schienale passeggero
- Bauletto 39L con Schienale passeggero
- Bauletto 30L con Schienale passeggero
- Borsa centrale 18L
- Due diversi Coprigambe, Deluxe e Personal
- Coprimanopole
- Telo coprimoto da esterno
- Staffa GPS
- Lucchetto universale
 
 
VIDEO
  
  
PROVA SETTIMANALE
Il J300 nella versione SE oggetto del nostro test si rivela da subito molto accattivante, per lo stile e la grinta della colorazione unica nel genere, con il richiamo corsaiolo in nome del verde Kawasaki, abbinata alle belle forme e a quel suo essere così razionale e ordinato nelle misure. Pienamente nella media della sua categoria in quanto a ingombri, ma così singolare nell’essenza, in parte perché non si era mai visto prima uno scooter a marchio Kawasaki. Fa un certo effetto avere per le mani il primo veicolo in questo segmento del colosso giapponese, quello del debutto, effetto ampiamente positivo sotto ogni punto di vista. Prima ancora di guidarlo ci accorgiamo che la ricerca di quel design Z family nei gruppi ottici a led e la presenza del marchio su copertura trasmissione e pinze freni, non sono un solo esercizio di stile come per altri scooter di marchi celebri, il cui richiamo al mondo moto o gare vale solo nelle comunicazioni: qui la sostanza è davvero ottima, ovunque possiamo toccare.
IN SELLA. Lo spazio guidatore è sufficiente per tutte le stazze e la sella che ci accoglie per testare questa attesa novità è molto comoda, ampia e dotata di ottimo supporto lombare. Prima di avviare il motore possiamo regolare entrambe le leve freno, con finitura nero lucido e posizionare gli specchietti. L’impatto è razionale nei contenuti e valido nella percezione di qualità. Il manubrio dalla finitura “ricercata” è una porzione del puro DNA Kawasaki del J300 e ci ricorda cosa stiamo guidando. La mobilità in sella è ottima per chiunque, eccezion fatta per i soli piedi, che pur avendo spazio sufficiente, non possono variare troppo la posizione durante la marcia per distendersi, se si è oltre una certa misura.
L’avvio del propulsore, lo pone a un regime di circa 2000 rpm, che a caldo si assesta poi sui 1500. La prima impressione di rilevo è per il comfort e per la compattezza che vien data alla guida, da telaio e sospensioni ottimamente combinati, segue poi l’ottima erogazione del motore.

LUNEDI’ – VENERDI’. Un grande piacere scoprire le doti del J300 per le tipiche tratte casa lavoro, o per le commissioni urbane. La cubatura del debutto Kawasaki è tra le più azzeccate a nostro giudizio, permettendo le massime prestazioni possibili in questi ambiti, poiché di più non servirebbe di norma, ma in certe tratte le cilindrate inferiori, potrebbero farci sentire in debito di potenza. Una trasmissione CVT ben calibrata per essere lineare e senza scossoni, ci garantisce accelerazioni morbidissime, andando molto pacatamente con il gas è davvero docile il J300: sembra quasi di essere su un blando ruote alte, più che su uno sportivo col motore da riferimento per questa cubatura. Procedendo nei limiti del codice è comunque l’impostazione della ciclistica unita alla percezione di sicurezza che, così valida, in breve spinge a osare di più, scoprendone i pregi. Nel traffico spesso noioso quanto rischioso, il procedere stabile in qualunque tipo di manovra ci porta a verificare in primis l’ottima frenata di entrambe le ruote, costantemente pronta e intensa, anche grazie alle pinze e ai raccordi rivisti su specifica Kawasaki, con un ABS poi che è tendenzialmente perfetto: non entra quando non serve, mentre c’è nei momenti critici. Fondi sconnessi della giungla cittadina e pavimentazioni irregolari, non mandano mai in crisi forcella e ammortizzatori, che per prova abbiamo comunque alleggerito nel precarico molle fino alla prima posizione, ricercando massima morbidezza come a qualcuno potrebbe servire. Seduti in modo abbastanza eretto, con la guida si tende a propendere lievemente in avanti se si cerca maggior contatto fisico con lo scooter, poiché è sempre il manubrio a comandare con semplicità e precisione la direzionalità del J300: quasi fermi nei passaggi più improbabili, oppure a dir poco scorrevoli nel traffico, non ci si trova mai in difficoltà, con traiettoria mantenuta e mantenibile per chiunque e una guida molto agevole.
Il J300 al momento è ancor più gradevole da utilizzare nelle grandi metropoli, in quanto novità che si fa conoscere nel 2014 da chi non lo abbia ancor visto e curiosa, oppure riconoscere da chi ne ha sentito parlare già dal 2013 senza ancora poterlo osservare dal vivo.
Si rivela un pratico must il vano portaoggetti impermeabile, con presa +12V: per piccoli oggetti da posizionare rapidamente, o per il tipico cellulare; sul lato anteriore sinistro, avendo la teorica pecca di non essere a chiusura con chiave, possiede il vantaggio di poter essere azionato agevolmente, usandolo senza scender di sella e con motore in moto. Forse meno pratica è invece la posizione del blocchetto che, ravvicinato a plastiche e manubrio, non facilita chi gradisca o necessiti avere portachiavi molto voluminosi, piuttosto che altro agganciato insieme alla chiave del J300.
Nel grande vano sotto sella, dotato di doppia chiusura, possiamo riporre quanto serva di norma per piccoli acquisti, o per lavoro e sport “normali” (es. una borsa, uno zaino o PC, non invece i maxi carichi), insieme a un casco che può essere integrale. Se in extremis necessiti ulteriore spazio e non abbiamo installato uno dei bauletti opzionali, possiamo in parte contare sul gancio centrale, ad altezza ginocchia.
 

 
WEEKEND. Poter fruire di contesti più adeguati all’indole sportiveggiante del J300 rispetto alla città, è quanto di meglio si possa, per andare a fondo nelle sue doti dinamiche. Uno scooter davvero ottimo per divertirsi dove si possa, ma anche per turismo di raggio medio contenuto, poiché non sembra un 300 in quanto a prestazioni motoristiche e velocità, che può andare ben oltre i limiti autostradali (sia da indicatore, sia da nostri rilevamenti GPS, ndr). La guida di tipo sportivo è pressoché perfetta, per stabilità e uniformità di reazioni. Sicuro e sempre molto compatto nell’impostazione di base, dopo aver rimesso il carico molle posteriori nella posizione media (la 3), scopriamo che il J300 manca lievemente di copertura aerodinamica per i più alti, alle velocità maggiori, ma è un fido compagno per gli smanettoni grazie a una ripresa e un allungo da record. L’anteriore piega sempre in sicurezza e l’ottimo appoggio con pneumatici d’origine Maxxis, viene seguito senza esitazioni o ondeggiamenti da tutto il veicolo, per ogni tipo di curva. Rispetto alla concorrenza diretta il J300 in queste fasi non è solo più bello per il manubrio che ci ritroviamo a manovrare, le sospensioni lavorano realmente bene anche alle andature più estreme senza tradire le attese, merito anche di una rifinitura nel bilanciamento masse, che ha visto spostare alcuni elementi, tra cui la batteria. A proposito di massa, il valore complessivo prossimo ai 190 Kg, a seconda della dotazione, impressiona solo sulla carta perché mai viene a “pesare” nella dinamica.
Prima di muoversi stimiamo che grazie ai 13 litri di capacità del serbatoio benzina, si gode di buona autonomia: prossimi ai 250 i chilometri percorribili, oltre se si proceda in andatura puramente turistica. Dovendo controllare la percorrenza sul display centrale, scopriamo uno dei pochissimi punti che ancora Kawasaki non ha potuto ottimizzare, sulla base di partenza: il look è perfetto con il tono azzurro, ma i tasti richiedono un certo impegno manuale per cui forse meglio non usarli quando si stia guidando.
La velocità massima come anticipato è prossima, o persino migliore, di alcuni competitor di cilindrata superiore: da indicatore supera abbondantemente i limiti autostradali italiani del codice, avvicinando i 150 Km/h, con scarti rilevati dalle nostre prove sempre contenuti (poco oltre il 5%).
A livello motore, contrariamente all’utilizzo urbano, quando si possa spingere a fondo si scopre che nelle riprese più violente il monocilindrico schizza rapido a 6000 giri circa, dove da il meglio di se con la trasmissione CVT che non lo fa mai urlare più del dovuto ai bassi, pur allungando e portandoci alle maggiori velocità rapidamente, sfruttandone la coppia. Proprio insistendo agli “alti” si sale ulteriormente verso i 7000 giri e oltre, con risultato percepibile alla guida che è comunque di una erogazione sempre estremamente “rotonda” pur nella sua elevata prestazione complessiva.

IN DUE. Spazio e comodità sono dati di fatto misurabili sul J300, anche per due persone di statura elevata, il mantenimento di una buona dinamica a livello guida, incluso il fattore sicurezza, è invece fatto rivelato quando si guidi con un passeggero. Il propulsore non risente più di tanto della maggior massa e cosa non comune a tutti gli scooter del segmento, anche le sospensioni si adeguano bene, semmai variando il precarico delle molle posteriori. Punti di appoggio e supporto forniti a chi siede dietro sono validi, per ogni stazza e soddisfano a pieno non solo per la qualità delle pedane estraibili, ma anche lasciando riposato il passeggero dopo percorrenze medio lunghe.
 
DI NOTTE. Con le prime notti calde dell’estate 2014, è stato un piacere prendere quel poco di aria che il J300 ci lascia venire addosso. L’illuminazione dai toni azzurri della strumentazione la rende ottimamente visibile senza che sia troppo vistosa, come in altri concorrenti e parimenti anche il faro anteriore adempie bene al proprio compito, coadiuvato quando serva dal pulsante per abbagliante, a lato sinistro. Ultimo punto positivo e distintivo al buio, è l’illuminazione del sotto sella, che posta in alto rende visibile meglio il contenuto di tutta la stessa verso la zona centrale abbassata.

PIOGGIA. Il meteo variabile di quest’ultimo periodo ci ha fatto prendere qualche bell’acquazzone con il J300, rivelandone le discrete doti di copertura per il corpo, finché si tratti di pioggia leggera ma soprattutto quelle di sicurezza: quando il fondo è poco aderente, lo scooter Kawasaki non intimorisce oltre misura, forte di un anteriore che non perde il feeling necessario e un ABS altrettanto ben calibrato per il veicolo in ogni condizione, accessorio quest’ultimo che consigliamo sempre.
  
CONCLUSIONI
Periodo di maturità ed esami questo, quindi ci sbilanciamo anche noi, con un voto nove alla prima verifica in materia di scooter per la Casa di Akashi; riferendosi a questo segmento ovviamente, dove è impossibile trovar di meglio sul mercato, salvo gusti personali o estremizzazioni a livello di tipologia, costi e allestimenti. Bello, indubbiamente prestante, comodo, affidabile e ottimamente assemblato, con tanto di garanzia di uno dei maggiori costruttori al mondo. Il J300 provato, nella bella livrea Special Edition, non è come alcuni critici pensavano inizialmente un normale scooter urbano vestito dei colori Kawasaki, tante cose sono effettivamente riviste al meglio rispetto alla fonte, personalizzate in dettaglio per un risultato pratico che alla guida è forse addirittura superiore alle attese, “scooteristicamente” parlando. Solo il prezzo non è dei più contenuti in assoluto, negando magari a qualcuno che lo desideri, la possibilità di avere il primo scooter Kawasaki, visti i tempi duri per tanti in Italia (il consiglio è di provare comunque a conoscerlo, perché vale la pena e in caso provare a contrattare, se realmente interessati). Ovviamente non si può avere tutto e confidiamo che in futuro, grazie a un possibile ampliamento di gamma e qualche economia di scala, potremo vedere differenti modelli di Kawas.. Cooter, spaziare su più fronti del mercato.
 

 
PIACE:
- Stile Kawasaki realmente percepibile
- Motore brillante
- Telaio e ciclistica equilibrati
PIACE MENO:
- Assenza di alcune chicche (es. Immobilizer, Freno stazionamento)
- Prezzo non accessibile a tutti
 
 
 
SCHEDA TECNICA – Kawasaki J300  m.y. 2014
MOTORE
Tipologia motore Raffreddato a liquido, 4 tempi, monocilindrico
Cilindrata 299 cm3
Alesaggio e corsa 72.7 x 72.0 mm
Rapporto di compressione 10.8:1
Distribuzione/aspirazione SOHC, 4 valvole
Sistema di iniezione Iniettori benzina: φ34 mm x 1
Iniezione ECU Control (Full transistor)
Avviamento Elettrico
Lubrificazione forzata, carter umido
TELAIO
Tipo di telaio Tubolare a diamante, acciaio
Angolo di inclinazione del cannotto di sterzo/avancorsa 28° / 113 mm
Corsa ruota anteriore 110 mm
Corsa ruota posteriore 100 mm
Pneumatico anteriore 120/80-14 M/C 58S
Pneumatico posteriore 150/70-13 M/C 64S
Angolazione dello sterzo sinistra/destra 40° / 40°
PERFORMANCE
Massima potenza 20.3 kW {28 PS} / 7,750 rpm
Coppia massima 28.7 Nm {2.9 Kgm} / 6,250 rpm
TRASMISSIONE
Trasmissione CVT con frizione a centrifuga
Trasmissione finale Cinghia
Rapporto di trasmissione 2.220 ~ 0.790
Rapporto di trasmissione finale 7.222 (43/16 x 43/16)
FRENI
Freno anteriore Disco singolo da 260 mm a petali, Pinza a doppio pistoncino.
Freno posteriore Disco singolo da 240 mm a petali, Pinza a doppio pistoncino.
SOSPENSIONI
Sospensione anteriore Forcella telescopica da 37 mm
Sospensione posteriore Doppio ammortizatore con il precarico delle molle regolabile in 5 posizioni
DIMENSIONI
Dimensioni (L x L x A) 2,235 x 775 x 1,260 mm
Interasse 1,555 mm
Altezza da terra 145 mm
Altezza della sella 775 mm
Capacità serbatoio 13 litri
Peso 191 kg
 
 
 
Foto: red. Italia MotoCorse, uff. stampa Kawasaki (Album sulla pagina FB di MotoCorse)
Abbigliamento: Casco Nolan N40, Giacca OJ Skill, Guanti OJ





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