Ducati Multistrada 1200 S Touring: Sport Tourer

di Giorgio Papetti

Ducati Multistrada 1200 S Touring: Sport Tourer


Il termine Sport Tourer è nato per identificare quelle vetture versatili che mantengono un'indole sportiva e mai come in questo caso si addice a una moto. La Multistrada, specie in questa versione denominata Touring, coniuga infatti versatilità e confort nei lunghi viaggi con la migliore sportività Ducati. Il bicilindrico da 150 Cv è emozionante come pochi altri e la raffinata ciclistica, unita a un’elettronica molto sofisticata, permette di sfruttare al meglio la potenza in base allo stile di guida e al tipo di percorso.

Sfatiamo subito un dubbio.

Il fatto che sulla Multistrada ci sia una modalità “Enduro” non vuol certo dire certo che in offroad la creatura di Borgo Panigale possa reggere il confronto con le vere maxi enduro. Qui è la sportività su strada a farla da padrone e la linea non fa nulla per nascondere questo aspetto, anche se all’occorrenza qualche strada bianca può essere percorsa facilmente. Siamo lontani dai canoni estetici delle endurone e più vicini al filone delle motardone più sportive. Il “becco” tipico delle enduro qui diventa un tutt’uno con la carena e integra le prese d’aria. Il risultato estetico e notevole e sicuramente molto personale. Al frontale importante si contrappongono un posteriore molto rastremato e fianchi che lasciano giustamente in vista il telaio a traliccio e il motore.

Tanti i dettagli utili al viaggiatore, a cominciare dal cavalletto laterale, con pratica maniglia a scomparsa che semplifica il sollevamento della moto, per proseguire con le borse laterali da 58 litri (di serie viene fornito anche il portapacchi con maniglie per il passeggero integrate), le manopole riscaldate, le doppie prese da 12V su entrambi i lati della moto (purtroppo ne manca una vicino al manubrio), un piccolo vano portaoggetti nella carenatura, i paramani che integrano anche gli indicazioni di direzione e il parabrezza regolabile in altezza tramite una pratica maniglia posizionata adesso proprio sopra al cruscotto.

Quest’ultimo offre una quantità di informazioni impressionante, ma fortunatamente tutte gestibili facilmente grazie ai tasti presenti sul blocchetto sinistro. Una volta capito il funzionamento dei tre pulsanti tutto è molto intuitivo e anche l’ordine segue una logica ben studiata. Prima si attivano i due display con i computer di bordo e i Riding Mode, poi si accede ai menu di configurazione delle varie funzionalità. Meno intuitivo il sistema di accensione senza chiavi, che integra anche il bloccasterzo elettronico. Richiede un minimo di abitudine, poi però è decisamente comodo.

Tripudio di elettronica

Sulla nuova Multistrada l’elettronica è ovunque. Si comincia con l’acceleratore Ride by Wire, il controllo di trazione regolabile su 8 livelli e l’Abs Bosch 9ME a tre livelli di intervento (con una modalità specifica per il fuoristrada), per continuare con i quattro Riding Mode: Sport, Touring, Urban e Enduro. A ciascuno di essi corrisponde una setting dei vari parametri, che possono però essere ulteriormente personalizzati dal pilota. Nella modalità Sport, per esempio, abbiamo potenza piena, una risposta più pronta dell’acceleratore, sospensioni tarate per un uso più cattivo (delle sospensioni semi attive parliamo tra poco) e modalità di intervento meno invasive per controllo di trazione e Abs. In Urban i cavalli diventano “solo” 100, la risposta al gas meno reattiva, le sospensioni sono più soft per digerire meglio le sconnessioni e i sistemi di sicurezza sono più attenti. Come dicevamo, tutto può essere settato a piacimento, peccato non esista la possibilità di memorizzare una configurazione custom.

L’elettronica la ritroviamo anche nel controllo delle manopole riscaldate (il pulsante start a moto avviata controlla il display per il settaggio delle manopole), nel sistema di accensione senza chiave (è sufficiente tenerla in tasca) e nel bloccasterzo elettronico, inseribile semplicemente girando il manubrio a destra o sinistra e tenendo premuto per almeno 3 secondi il pulsante di spegnimento.

Motore: potentissimo e ruvido, ma l’elettronica aiuta

La Ducati Multistrada 1200 S Touring è equipaggiata con la seconda generazione del motore Testastretta 11° DS, derivato dal bicilindrico usato sulla sportivissima 1198 e opportunamente rivisto in chiave touring lavorando su iniettori, incrocio delle valvole, doppia accensione, scarico e molti altri particolari. La coppia di ben 124,5 Nm a 7.500 giri e una potenza di 150 Cv a 9.250 giri lasciano pochi dubbi sul carattere di questa moto.

Malgrado l’anima racing il bicilindrico resta però sfruttabile anche in città e a bassa andatura, specie con la mappa Urban che taglia la potenza. Resta una certa ruvidità ai bassi tipica dei motori Ducati, che porta a utilizzare il cambio un po’ più frequentemente. Cambio che per altro richiede una certa determinazione per passare da una marcia all’altra. Soprattutto in scalata, nel passaggio da seconda a prima, se non si è decisi capita che il cambio resti in folle o che si impunti. Va però detto che la moto usata per il test era veramente nuova, col tempo anche questo aspetto dovrebbe mitigarsi. Ottime invece la frizione idraulica con sistema antisaltellamento, precisa e sufficientemente morbida per non affaticare anche nello stop&go cittadino.

Ciclistica: un tocco e la moto cambia

La Multistrada 1200 Touring viene offerta con la forcella Sachs da 48 millimetri e il mono regolabile elettronicamente nel precarico scegliendo dal pannello di controllo quattro impostazioni in base a pilota, passeggero e bagagli. La vera novità è però rappresentata dalla tecnologia DSS (Ducati Skyhook Suspension) che rende le sospensioni semi attive. Grazie alla regolazione del freno idraulico in compressione ed estensione, nonché del precarico molla, in tempi nell’ordine di qualche millisecondo in funzione del Riding Mode inserito e dei parametri rilevati dai vari sensori non solo viene regolato l’assetto per prediligere la sportività o il confort, ma anche limitati i trasferimenti di carico in accelerazione e frenata.

Provata sia in città sia su strade aperte utilizzando i vari Riding Mode la differenza si percepisce nettamente, tanto che con la mappatura “Urban” si gode di un eccellente confort anche su buche e pavé. Per supportare la potenza e le prestazioni che la ciclistica è in grado di garantire non poteva mancare un impianto frenante come si deve, che in questo caso significa pinze a 4 pistoncini con pompe radiali Brembo all'anteriore e dischi da 320 millimetri.

Alla guida

La moto pesa 234 Kg con valigie e carburante, un valore molto buono per una tourer. La sella non è bassissima (850 mm) e non può essere regolata su più posizioni. Questo potrebbe creare qualche problema ai piloti più bassi. La posizione di guida è però confortevole ed ergonomicamente corretta; il manubrio è largo e permette di controllare molto bene il mezzo senza affaticarsi. I fianchi stretti consentono di stringere il serbatoio tra le gambe e di “sentire” la moto quando si desidera forzare il ritmo. Anche il passeggero ha a disposizione una sella ampia e ben imbottita (che cela un vano portaoggetti dove si può comodamente riporre una tuta antipioggia), oltre a pratiche maniglie laterali che sono parte integrante della portapacchi. In qualsiasi modalità la Multistrada regala le emozioni tipiche di una Ducati di fascia alta. Anche quando si usano “solo” 100 CV il piacere di guida è notevole e solo in città l’uso frequente del cambio, non precisissimo, riduce un po’ il piacere di guida.

Appena però si esce dalla giunga cittadina e si può sfruttare la moto ci si ritrova con un mezzo fantastico, sia che si voglia andare alla scoperta di nuovi orizzonti passeggiando a bassa andatura sia che si preferisca mettere alla frusta l’enorme potenziale facendo urlare il bicilindrico. Precisa e facilissima da guidare, nel misto regala puro divertimento anche quando si viaggia in due carichi di bagagli. Il bilanciamento è ottimo e la riduzione dei trasferimenti di carico garantita dalle sospensioni DSS è notevole. Anche in autostrada la Multistrada offre un ottimo confort e il nuovo cupolino regolabile con una sola mano offre una buna protezione. Si possono macinare centinaia di chilometri senza arrivare con le ossa rotte, il tutto contando sempre su un piacere di guida notevole che poche altre touring sono in grado di offire.

Conclusioni

Con la Multistrada Ducati ha di fatto aperto un nuovo filone, coniugando in un modello che non c’era caratteristiche di moto assai diverse tra loro per prestazioni, indole e versatilità. Non è una maxi-enduro, non è una motardona e nemmeno una moto da turismo vera e propria. Il cliente tipo è a nostro avviso chi viaggia al 90% su asfalto, vuole una moto confortevole anche nei viaggi in coppia, ma non vuole rinunciare al piacere di guida garantita da ciclista e motore derivati da una supersportiva. Il tutto guidando una moto inequivocabilmente italiana per linea, Dna e storia.

Certo quasi 20.000 euro sono una bella cifra, ma non è che la concorrenza sia molto più abbordabile a parità di accessori. Ricordiamo che la Touring è anche disponibile in versione D-Air, la prima moto al mondo già predisposta per l’utilizzo del sistema di Airbag progettato da Dainese.

Scheda tecnica
Motore: Bicilindrico a L, distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, Dual Spark
Cilindrata: 1198,4 cc
Potenza: 110,3 kW ( 150CV ) a 9.250 giri/min
Coppia: 124,5 Nm (12,7 kgm) a 7.500 giri/min
Cambio: 6 marce
Frizione: Idraulica, con sistema antisaltellamento
Telaio: Traliccio in tubi di acciaio
Sospensione anteriore: Forcella a steli rovesciati da 48 mm completamente regolabile, freno idraulico in estensione e compressione gestito elettronicamente con Ducati Skyhook Suspension
Sospensione posteriore: Progressiva con monoammortizzatore completamente regolabile e gestito elettronicamente con Ducati Skyhook Suspension. Forcellone monobraccio in alluminio
Ruota anteriore: Lega leggera, 10 razze, 3,50 x 17
Ruota posteriore: Lega leggera a 10 razze 6,00 x 17
Escursione ruota anteriore: 170 mm
Escursione ruota posteriore: 170 mm
Freno anteriore: Dischi da 320 mm., pinze Brembo ad attacco radiale a 4 pistoncini, ABS di serie
Freno posteriore: Disco da 245 mm, pinza a 2 pistoncini, ABS con modalità Enduro
Peso: 206 kg a secco, 234 Kg in ordine di marcia con serbatoio pieno al 90%
Altezza sella: 850 mm
Capacità serbatoio carburante: 20 litri

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