Week Test Yamaha X-Max 400 Momodesign: stile grintosamente unico

di Omar Fumagalli

Week Test Yamaha X-Max 400 Momodesign: stile grintosamente unico


Per la stagione 2014 Yamaha propone al mondo degli scooteristi un’esclusiva novità di gamma: il nuovo X-Max 400 Momodesign. Un veicolo assolutamente unico e interessante nello stile, oltre che molto valido nei contenuti e nelle prestazioni, poiché figlio dell’azzeccato e recente progetto che la casa dei tre diapason ha messo in campo. Lo sportivissimo e singolare modello dalla tinta nera opaca, segue di un anno il debutto della nuova versione 400cc di X-Max, donando agli appassionati quell’edizione limitata che mancava per il principe tra gli scooter della Casa giapponese.
 
IN SINTESI
Ve ne avevamo recentemente accennato, con la presentazione del mese scorso tenuta a Milano, ora lo abbiamo potuto conoscere e testare a fondo.

Il nuovo 400 Momodesign è l’ultimo nonché più pregiato “pezzo” aggiunto alla grande e ormai storica famiglia X-Max, dopo che nel 2013 fece il suo debutto internazionale, proprio in Italia, l’attesa nuova generazione 400cc, la maggiore e più prestante. Quest’allestimento speciale, aggiunge ora quello che mancava per avere uno scooter davvero unico nel segmento.

EDIZIONE SPECIALE. Parlando di un X-Max si entra ovviamente nell’ambito degli scooter sportivi, già contraddistinti quindi da look dinamico e dimensioni compatte. Se buona parte di questi modelli presenti sul nostro mercato sono però spesso grintosi, ma con un occhio a quell’equilibrio di compromesso generale, che li renda validi anche per i generici commuter dal gusto variegato, con il nuovo 400 Momodesign si va ben più a fondo nel target: verso la nicchia che guarda prestazioni e dettaglio, anche nelle minime finiture. Il modello base che avevamo provato lo scorso anno è già punto di riferimento nella categoria delle medie cilindrate, grazie non solo al blasone del marchio che porta, ma ad un valido abbinamento tra prestazioni elevate e maneggevolezza. Assodato che nei percorsi in tangenziale, in città o per le escursioni fuoriporta, un X-Max 400 si comporta già alla grande a livello dinamico, gli uomini Yamaha hanno pensato ora a chi voglia anche il massimo dello stile insieme a dettagli unici sul proprio scooter. Un modello sofisticato, con elementi stilistici esclusivi e caratteristiche sviluppate in collaborazione con la firma italiana del design.
Sportivo ed esclusivo, così si riassume in sintesi X-Max 400 Momodesign, proprio come lo è stato sin dal debutto, nel 2012, il fratellino 250cc. Le due aziende hanno collaborato oggi per innalzare l’asticella con questo nuovo progetto, in cui si fondono stile italiano e tecnologia giapponese. Un modello definibile “esagerato” e pensato per chi voglia qualità costruttiva unita a stile ricercato, con elementi specifici che portano lo stile al massimo, con l’obiettivo di gratificare il possessore.
 

 
CASCO ESCLUSIVO. La collaborazione di Yamaha con Momodesign è come in passato estesa anche a un casco esclusivo, che condivide il design del veicolo per offrire un look coordinato. È disponibile in due versioni: MD Jet, con calotta in fibra di vetro e tre diverse colorazioni, oppure MD Demi Jet Helmet Light, ispirato ai caschi indossati dai piloti di elicotteri e dotato di una visiera sferica flip-up più quella interna parasole, in due colorazioni.

SUL MERCATO. X-Max 400 Momodesign è da poco disponibile presso la rete di vendita ufficiale Yamaha. Unico e personale il colore, quel nero opaco Power Black che lo contraddistingue, due invece i prezzi: 6.390 euro f.c. che salgono a 6.890 f.c. per la versione dotata di ABS, che noi consigliamo. In sostanza con una differenza di 300 euro in più rispetto al listino del normale modello X-Max 400, si può avere un veicolo davvero molto più singolare nello stile. La proporzione è meno del 5% sul prezzo complessivo dello scooter, ma il cambio percentualmente ottenibile a livello di percezione estetica, nonché di tatto e d’immagine complessiva, è molto più elevato.
   
VIDEO
  
 
LA PROVA
Accingendoci a provare un veicolo che pur al debutto, tecnicamente già conosciamo per buona parte, quello che viene subito all’occhio sono le finezze estetiche e dei materiali presenti. Di certo non poche su questo nuovo modello speciale, anzi: ovunque si osservi X-Max 400 Momodesign trovano spazio vistose o piccole chicche, non comuni ad altri scooter. A livello cromatico il tema è il nero opaco, alternato dal brillare delle parti metalliche, o dal look con effetto alluminio. Già da lontano spiccano i loghi Momodesign: evidenti sì, ma non troppo appariscenti grazie al colore scelto, complementare senza essere esagerato, per una grafica personalizzata a enfasi della “cattiveria”. Uno stile forte che però non sconfina mai oltre il limite, rendendo questo X-Max adatto per ogni occasione, da quella più personale e sportiveggiante, a quella di contesti più mondani.
Portandoci a contatto con lo scooter notiamo lo schermo sportivo fumé, di dimensioni ridotte e con grafiche speciali; è questo elemento che aggiunge ulteriore grinta alla già compatta e spigolosa figura dell’ X-Max 400, rendendolo ancor più aerodinamico. Anche i gruppi ottici aiutano a creare contrasto insieme alle parti in tinta alluminio. Sedendoci, scopriamo con piacere la qualità del rivestimento sella: ampia, a due colori, dal design dedicato e con ricami; stile, ma anche grande comfort. Una simile finitura è poi presente nel rivestimento retro scudo, in tessuto sui due lati: non è certo comune avere uno scooter che di serie permette simili sensazioni al tatto. Osservando la strumentazione scopriamo ulteriori differenze con i normali X-Max: qui infatti ci sono grafiche speciali dei quadranti, cui è stato aggiunto il profilo in cromo satinato del tachimetro, per enfatizzare il look hi-tech. Tema ripreso poi dalla cover manubrio, anch’essa cromata satinata
Se quello che vediamo e su cui poggiamo è quindi abbastanza speciale, altrettanto doveva essere per quel che tocchiamo: troviamo così manopole che sono in gomma di forma e mescola specifica per questo allestimento, personalizzate con dei bei terminali manubrio in acciaio, lavorato a macchina. Le pedane sono in alluminio anodizzato, a richiamo dei fianchetti laterali, personalizzati con grafiche effetto alluminio. Un'immagine che vede quindi spiccare in pochi ma rilevanti punti il tono metallico, alternato alla solidità meno pungente del nero opaco, diffuso sui grandi spazi dello scooter. Tutto questo, oltre a una gratificazione del gusto per chi sia alla guida, è anche fonte di una certa attrazione visiva, dato che con un simile veicolo si è spesso in evidenza e con qualche sguardo addosso, da parte degli appassionati del genere.

LUNEDI’-VENERDI’. Con doti da protagonista assoluto nel mondo scooter, X-Max 400 Momodesign aggiunge sempre un po’ del suo stile nelle tratte quotidiane casa - lavoro, o di commissioni urbane. Le pregiate finiture sono sempre in vista quando lo si avvia e anche mentre si guida. Una volta in sella, scopriamo spazio ottimale anche per i più alti, con buona libertà di movimento per le gambe e per i piedi, che non necessariamente devono poggiare sulle pedane metalliche personalizzate. Il regime di rotazione minimo del motore è prossimo ai 1500 giri a caldo, con un sound relativamente pacato rispetto a quanto immaginabile dalla grintosa estetica e dal voluminoso terminale di scarico. Su percorsi urbani le doti dinamiche dell’X-Max 400 evidenziano il perfetto equilibro del telaio, potendo condurre uno scooter di alta prestazione facilmente quasi come fosse uno dei suoi fratellini minori e in effetti, la massa complessiva, di poco superiore ai 200 kg, non è tra le più elevate rapportata a cubatura e prestazioni.
L’erogazione del motore, un monocilindrico raffreddato ad acqua con alimentazione a iniezione elettronica, Euro3, è sempre lineare e corposa quanto basti, con una trasmissione automatica dotata di variatore che non lascia mai urlare troppo il quattro valvole giapponese, anzi. Procedendo con aperture di gas tranquille, poiché i quasi 32cv di potenza per la città avanzano, difficilmente si raggiungono regimi di rotazione elevati, pur facendo i sorpassi di routine in mezzo al traffico urbano. La frenata è più che consistente alle velocità da codice, forte del doppio disco all’anteriore da 267mm. Nella nostra prova inoltre, potendo usare la versione ABS, abbiamo percepito più volte l’utilità di questo sistema elettro-idraulico, che “lavora” sotto le leve in condizioni limite spesso inattese in città, proprio quelle condizioni che con la versione base avrebbero causato alcuni pericolosi bloccaggi di troppo.
Se chi guidi sia molto sensibile agli scuotimenti, magari per problemi alla schiena, vien molto utile la possibilità di regolare le due molle posteriori degli ammortizzatori, poiché l’indole sportiva dell‘X-Max 400 Momodesign non ci regala una taratura di base troppo morbida. Abbiamo personalmente ruotato le ghiere fino al precarico minimo nel nostro caso, ottenendo un sufficiente livello di comfort, regalato anche dall’ampia e morbida sella, che oltre a pregiate finiture vede presente l’utile gradino a divisione e punto appoggio, tra posto conducente e posto passeggero.
Dotato di cavalletto laterale, con spegnimento motore quando lo stesso viene esteso, l’X-Max 400 si gestisce agevolmente anche per manovre da fermo e parcheggi, grazie all’altezza relativamente contenuta e alle pratiche maniglie posteriori; presente poi anche l’immobilizer, che garantisce l’antiavviamento di sicurezza, grazie alle chiavi codificate.
Per i tipici trasporti inerenti attività sportive o di lavoro, il grande vano sotto sella non delude regalando spazio utilissimo: apribile ruotando la chiave nel blocchetto avviamento, è abbastanza largo e profondo, adeguato anche per riporvi due caschi e qualche altro oggetto, se necessario. I due vani del retro scudo poi, hanno un’estesa profondità ed uno è dotato anche della serratura di sicurezza, quello sinistro, dove ritrovate la finestra d’ispezione livello liquido motore.
 


WEEKEND. Compatto, prestante e un anche po’ cattivo, vicino allo stereotipo del moderno e brillante cittadino modaiolo, che viva intensamente nelle metropoli contemporanee… Ma non solo lì. Il livello di comfort e le prestazioni, consentono di usare questo X-Max Momodesign anche per le classiche mete fuori porta e un po’ di turismo se capiti. Proprio l’indole sportiva è quella che permette di godere al meglio della guida, su percorsi che lo permettano. Sulle tratte più veloci emergono tutte le doti motoristiche e telaistiche che Yamaha ha impresso nel DNA, con prestazioni non comuni a molti competitor del segmento. L’andatura è sempre stabile, tanto sul dritto alle maggiori velocità, quanto nel cosiddetto misto, dove usando bene i freni e osando quanto si riesca con manubrio, forza fisica e manopola del gas, arrivano pieghe con ottimo feeling; mentre il motore da il meglio di se, girando intorno ai seimila giri, riprendendo e poi oltre negli allunghi. Se le sospensioni sono come già detto orientate alla sportività, con un solido appoggio anche ai ritmi più spinti, la presenza dell’ABS si sente rivelandosi utilissima per la sicurezza anche in queste situazioni extra-urbane. Si evitano inutili bloccaggi delle ruote in frenata anche quando si vada forte, pur se l’intervento non avviene in modo così pervasivo come su altre generazioni ABS (e questo può incontrare o meno i gusti, secondo come si preferisca la guida: se molto, o minimamente tutelata dell'elettronica, ndr).
La postura in sella è abbastanza eretta, non stressante, con copertura aerodinamica relativamente limitata, per le grandi stature.
Durante i viaggi, oltre poter leggere la temperatura ambiente, il cruscotto fornisce un utile indicatore di consumo e riserva carburante: ci avvisa visivamente non solo dell’avvenuta entrata negli ultimi due litri del serbatoio (sono 14 in totale), ma anche della percorrenza a partire da quel momento, visualizzata dall’odometro; si evitano così spiacevoli inconvenienti, sapendo quanta strada realmente si percorra e non solo stimandola, “a occhio”.
IN DUE. Estraendo le pedane posteriori in alluminio, trova comoda seduta il passeggero, che fruisce anche di due ampie maniglie laterali e pur senza particolari coperture aerodinamiche, gode del grande volume sottosella, per adagiarvi il proprio casco insieme a quello del conducente. Le prestazioni del monocilindrico 395cc e la dinamica del veicolo non risentono particolarmente della maggior massa, l’X-Max si fa condurre sostanzialmente con il medesimo feeling o quasi, che quando si è in sella soli.
DI NOTTE. Un veicolo nero opaco con finiture dal tono alluminio satinato e fari dalla luce chiarissima, non passa inosservato anche di notte, pur se meno definito nelle forme quando è percepito in lontananza. L’illuminazione di posizione dei doppi fari, anteriore e posteriore a led, è già ottimale, ben estesa secondo necessità dalle luci abbaglianti. Sempre agevole anche il controllo dei valori indicati sul cruscotto, mentre sarebbe forse utile un’illuminazione accessoria per almeno uno dei vani, in caso di necessità quando il contesto sia totalmente buio. Sempre per necessità, si rivela utile l’inserimento delle luci emergenza, possibile con l’interruttore a lato destro manubrio.
 
ISTRUZIONI COMPLETE. Tra gli elementi da segnalare, infine, anche il buon livello di contenuti e forma del manuale d’uso e manutenzione, che Yamaha fornisce ricco di dettagli non solo di forma e dati, ma anche di metodo pratico per eseguire tutti gli interventi di controllo e manutenzione ordinaria. Una breve lettura dei nove esaustivi capitoli (in particolare delle 38 pagine del sesto, ndr), ci fa conoscere quanto serva per gestire al meglio il veicolo anche quando non lo si deve solo guidare. L’X-max 400 ha per esempio tre elementi filtranti in carta per l’aria, che respirano sia il motore sia la trasmissione a variatore.
 


CONCLUSIONI
Uno spunto modaiolo per il nuovo grintoso scooter 400 Yamaha, non solo è certamente gradito ma addirittura mancava, come da tradizione per la Casa. Il nuovo X-Max Momodesign colpisce nel centro a livello estetico e di finiture, dove puntano i ricercatori di stile e cura nel dettaglio, incrementando l’anima sportiva del veicolo con quel tocco di raffinatezza, che vi si mischia senza perdersi. Se le prestazioni sono da leader di segmento, come i servizi garantiti dalla Casa, l’unico appunto possibile sta in qualche dotazione accessoria di alta gamma (es. interruttore arresto motore, illuminazione vani, apertura sella in moto) che ben potrebbe stare in uno scooter come questo, ma quanto si porti a casa con la poca differenza prezzo rispetto al modello normale non è certo poco, francamente.
 
PIACE:
- Stile e finiture dei materiali
- Stabilità nella guida
PIACE MENO:
- Dotazioni arricchibili di qualche ulteriore chicca gratificante
  
 
 
SCHEDA TECNICA – YAMAHA X-MAX 400
MOTORE
Monocilindrico, raffreddato a liquido, 4 tempi, DOHC
Cilindrata 395cc
Alesaggio x corsa 83,0 mm x 73,0 mm
Rapporto di compressione 10.6 ± 0.4 : 1
Potenza massima 23.18 kW @ 7,500 giri/min
Coppia massima 33.88 Nm @ 6,000 giri/min
Lubrificazione Carter umido
Alimentazione Iniezione
Accensione ECU (Electrical Control Unit)
Avviamento Elettrico
Trasmissione Automatica
TELAIO
Sospensione anteriore Forcella telescopica
Escursione anteriore 110 mm
Sospensione posteriore Ammortizzatore
Escursione posteriore 110 mm
Freno anteriore               Doppio disco idraulico, Ø 267 mm
Freno posteriore Disco idraulico, Ø 267 mm
Pneumatico anteriore 120/70-15
Pneumatico posteriore 150/70-13
DIMENSIONI
Lunghezza 2,190 mm
Larghezza 790 mm
Altezza 1,120 mm
Altezza sella 785 mm
Interasse 1,565 mm
Altezza minima da terra 105 mm
Peso in ordine di marcia (compresi serbatoi olio e carburante pieni) 211 kg
Capacità serbatoio carburante 14.0 Litri
 
 
 
Abbigliamento: Casco Nolan N40, Guanti OJ
Album fotografico sulla pagina FB di MotoCorse.com






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