Nuovo Quadro 350 S: tre ruote davvero speciali

di Omar Fumagalli

Nuovo Quadro 350 S: tre ruote davvero speciali


Dopo attese e curiose supposizioni circa il reale valore di un prim’attore fra i veicoli a tre ruote giunti di recente sul mercato, abbiamo finalmente avuto il piacere di toccare con mano e provare seriamente su strada il nuovo modello di Quadro, il 350 S. Siamo stati a Vacallo, nel Canton Ticino, presso la nuova sede della Casa svizzera e abbiamo conosciuto a fondo uno dei veicoli più innovativi e concettualmente interessanti che siano attualmente in vendita. Piacevole e moderno nello stile, il nuovo Quadro è sostanzialmente ancora quasi sconosciuto nella sua vera indole al grande pubblico, abituato da decenni alle sole due ruote o in alternativa alle automobili.

Andiamo quindi subito al sodo: il punto peculiare del 350 S, così come dei precedenti modelli presentati da Quadro Vehicles, è l’esclusiva sospensione idraulica denominata HTS (Hydraulic Tilting System), che coordina il funzionamento delle due ruote anteriori. Rispetto al 350 D, di cui vi avevamo già parlato, troviamo ben ventuno aggiornamenti, tecnici e stilistici. Tra le principali novità proposte, a due anni di distanza: un nuovo motore, la nuova sospensione, una sella più accogliente, nuova strumentazione e nuovo maniglione posteriore. Il risultato è davvero molto buono, con una sensazione di guida quasi sconvolgente rispetto a un due ruote, in termini di stabilità e sicurezza; ora anche più facile da gestire. Se la singolarità visiva vi sembra già netta, attendete di provare quella di guida, per sentire come pieghe e frenate cambino ancor più intensamente rispetto a un classico due ruote.

    
AZIENDA SVIZZERA - STILE TRICOLORE
Come abbiamo già avuto modo di spiegarvi su queste pagine, Quadro Vehicles S.A. è una società svizzera nata formalmente nel 2011, dopo le prime esperienze cominciate già dal 2009 attraverso la precedente struttura italiana. Con il trasferimento della sede in Canton Ticino si sono ampliate la compagine societaria e le risorse. L’opera di produzione si fonda su idee e stile tipicamente tricolori, tra i fondatori ci sono infatti membri della famiglia Marabese, nome celebre per il design di molti veicoli a due ruote di successo negli ultimi decenni. Quadro propone oggi solo soluzioni innovative, applicate esclusivamente a modelli con tre o quattro ruote; nulla di ordinario quindi, ma una nicchia che gradualmente si sta diffondendo nelle nostre città; mezzi pensati sia per il traffico urbano, sia per le tratte extraurbane. Obiettivo della produzione è centrare con questi veicoli, unendole contemporaneamente, doti di comodità, sicurezza e agilità, non ultima poi la possibilità di divertimento.
L’azienda, seppur giovane vanta accordi commerciali in ventisei Paesi, con oltre 400 punti vendita, tra Europa, America e Asia. A pochi anni dalla nascita, Quadro è già un riferimento per il mercato delle tre ruote in Francia, nazione dove notoriamente sono molto ben accolti questi veicoli (la Casa detiene il 25% di quota nel segmento tra 250 e 400cc) e in Germania; sono circa 4800 i veicoli venduti in totale sinora. L’obiettivo dichiarato dell’azienda è arrivare al 25% di quota mercato su scala europea, considerando l’incremento di valore del segmento stesso per il 2014, quando si dovrebbe giungere a un potenziale di 20.000 unità, stimate a livello globale.
Marcello Colona, responsabile commerciale, ci ha in dettaglio spiegato come per l’Italia questi numeri vogliano dire circa 300 veicoli venduti nel corso del prossimo anno, attraverso Quadro Italia, con il passaggio dagli attuali trentasette a ben 80 rivenditori autorizzati. Il tre ruote svizzero è inoltre stato preso in considerazione dagli enti pubblici e dalle forze dell’ordine, in varie nazioni come ad esempio Israele, dove è utilizzato dalla polizia locale.

Riccardo Marabese, giovane e fiero presidente della Casa, ha avuto modo di spiegarci molti aspetti interessanti dello sviluppo del nuovo Quadro S, un prodotto che centra a pieno la filosofia aziendale: adatto a un’utenza sempre più ampia e alla ricerca di un mezzo esclusivo, si può dire che il nuovo veicolo coniuga l’eccellenza del design italiano all’affidabilità svizzera. Il Quadro S esprime un design pulito e piacevolmente aggressivo, nonostante il maggior volume dato dalla terza ruota, completato da contenuti tecnici rivoluzionari. Per ottenere il risultato le fatiche non sono state poche, in termini di progettazione e sviluppo, soprattutto gli uomini della Casa hanno perseguito con qualche difficoltà il migliore adattamento a questo genere di veicolo di tutta la componentistica più importante, quella sotto il vestito, realizzata ad-hoc dai fornitori e collaudata in lunghe prove di affidabilità (incluso un giro del mondo su tre ruote).
L’HTS in particolare è un sistema basato su concetti meccanici semplici, ma non applicato sinora sul fronte dei tre ruote, diverso da quello della concorrenza; Quadro ne ha il brevetto esclusivo esteso a tutti i principali Paesi del mondo. Una tecnologia che al momento non è sviluppata in tutto il proprio potenziale, ad esempio priva di elettronica e di modulazioni a scelta del pilota, ma che già nella versione inizialmente proposta, garantisce agilità e ingombri migliori delle altre.
Il target di clientela ricercato, precisa Marabese, non è necessariamente chi già guidi una moto e ne voglia scendere (anche se facendolo qualche soddisfazione se la leverebbe, ndr), piuttosto chi non vi sia voluto salire e su un tre ruote può trovare sicurezza e comfort sufficienti per provare.
   

 
IL VEICOLO
La concettualizzazione del 350 S avviene in Svizzera, mentre le parti più nobili e particolari della ciclistica, come sospensione anteriore e freni, sono realizzate in Europa. L’assemblaggio in catena e il resto della meccanica fanno capo a Taiwan, presso uno stabilimento che impiega circa 500 dipendenti e che ha declinato in esclusiva Quadro una linea, caratterizzata da materiali e finiture premium, come lo standard richiesto dalla Casa. Il risultato è un veicolo che al di là della singolarità tecnica, per le tre ruote, presenta buon livello di finiture e di dotazioni in generale, coerentemente al target che si pone. Importante ricordare poi che l’omologazione rientra nella categoria tricicli a motore (L5E).
  
NUOVO MOTORE. Debutta quest’anno il nuovo monocilindrico ridisegnato da 346 cc, dotato di quattro valvole, nuovo albero a camme in testa e nuova centralina iniezione di produzione Delphi: la potenza è di ventisette CV a 7.000 giri/minuto, con coppia massima di 28,8 Nm a 5.500 giri/minuto. Un motore molto valido in rapporto alla massa di questo veicolo, che garantisce al nuovo tre ruote ottime prestazioni in tutte le condizioni di guida, con prontezza, fluidità dell’erogazione e un buon allungo.

HTS = STABILITA’. Uno degli elementi più caratterizzanti è la stabilità, sinonimo di sicurezza oltre che di comfort. Il Quadro S è dotato all’anteriore dell’Hydraulic Tilting System, questo sistema di sospensioni caratterizza moltissimo il comportamento in ogni condizione di guida. In sostanza le due ruote anteriori riescono simultaneamente a oscillare e inclinarsi pendolando. Questa sospensione idraulica, in costante evoluzione da parte dei tecnici Quadro (che vi lavorano da molti anni nonostante sia da poco sul mercato), garantisce una guida precisa, con assetto ottimale anche in situazioni di equilibrio normalmente precario sulle due ruote, ovvero su dossi, avvallamenti, rotaie, non ultimo in caso di strade bagnate.
La presenza dell’HTS stravolge un po’ quanto si conosca dell’equilibrio dinamico in sella, poiché con questa soluzione anche l’utente meno esperto riesce subito ad avere stabilità, sicurezza e un buon feeling di guida. Per l’utente più esperto, HTS significa invece poter osare e avere maggiori prestazioni, con tanto divertimento su tutte le tipologie di terreno.
  

 
SICUREZZA. Se dal punto di vista dinamico il sistema delle tre ruote è davvero speciale nel far divertire i più esperti, che hanno modo di osare pieghe maggiori, oltre a rassicurare coloro che temono di affrontare le strade su un due ruote, per la parte della sicurezza il sistema frenante Quadro non è poi tanto da meno, in termini di particolarità. La frenata del 350 S sfrutta l'azione combinata di due dischi da 240 mm all’anteriore e un freno a disco con Ø 246 mm al posteriore, uno per ogni ruota. Un freno a pedale è posizionato sul lato destro della pedana, per eventuali frenate d’emergenza. La singolarità, positiva, è che con il Quadro si riesce a frenare anche in curva, senza perdere stabilità. Presente inoltre una leva di parcheggio (Parking Brake) sotto al manubrio, che consente di bloccare la ruota posteriore e fermare la posizione del sistema HTS anche in condizione di sosta su superfici sconnesse, senza quindi l’utilizzo del cavalletto centrale, che è comunque presente. 
   
COMFORT. Il Quadro S offre ottimo comfort, grazie a stabilità e copertura aerodinamica, ma non solo. La sella, ridisegnata per il 2013, si presenta con una nuova imbottitura, garantendo una posizione di guida naturale
Nuovo anche il disegno della strumentazione, rivista per una migliore consultazione e che vede l’aggiunta di due segnalazioni luminose quali temperatura esterna e dell’acqua. Presenti due pedanine posteriori estraibili sulle fiancate, in caso di passeggero. La sospensione posteriore ha una nuova taratura rispetto al 350 D, in grado di assorbire meglio le asperità e le sconnessioni alle maggiori velocità. 
   
LEGGEREZZA E AGILITÀ. Il nuovo Quadro S è quindi sulla carta leggero, sicuro e anche confortevole, traffico e autostrada non lo spaventano di certo, anzi. Il peso contenuto in 200 kg è il più basso della sua categoria, combinato alle due ruote da 14” all’anteriore garantisce una guida agile più di quanto possa sembrare osservandolo da fermo, dove è già comunque più snello degli altri tre ruote in commercio e con baricentro più basso del predecessore. Queste doti, nei propositi del costruttore rendono il veicolo adatto anche a un pubblico femminile, che può eventualmente permettersi di guidare il tre ruote indossando un tacco alto.
  
PRATICITÀ. Le soluzioni tecnologiche del nuovo Quadro S si coniugano con un design accattivante, che nonostante la presenza delle tre ruote consente massimo sfruttamento degli spazi. L’ampio vano sottosella che si apre dal blocchetto accensione, è in grado di contenere due caschi demi-jet. Sono due i vani inseriti nella scossa, uno centrale più grande, che include una presa accendisigari o di collegamento dei dispositivi elettronici e uno più piccolo, laterale; purtroppo entrambi senza serratura di sicurezza. Non manca come detto il maniglione posteriore, predisposto per accogliere un bauletto (accessorio). 
  
COLORI&PREZZO. Ricordando che il Quadro S si guida in Europa anche con la sola Patente B (esclusa la Svizzera), a livello distributivo è già disponibile presso la rete vendita ufficiale a un prezzo € 6.990,00 franco concessionario (il medesimo del modello precedente, nonostante il grande balzo in avanti), nelle quattro colorazioni: White Snow, Blue Ocean, Raw Black (il più venduto) e Steel Grey. Gli anni di garanzia sono due.
   
ACCESSORI. Pochi ma utili gli accessori proposti: un bauletto posteriore con capacità 50 litri; un parabrezza alto e protettivo che devia l’aria dal conducente per aerodinamicità anche ad alta velocità; il copri gambe realizzato in neoprene per protezione in inverno; il paraspruzzi, ottimale per chi ama viaggiare anche in condizioni climatiche avverse.
 

 
LA PROVA
Dopo la visita presso la bella e moderna sede Quadro Technologies di Vacallo e dopo aver ascoltato le considerazioni e i piani della dirigenza, con una certa apprensione unita al piacere della novità ci accingiamo a salire in sella al nuovo 350 S. Una delle gratificazioni per chi faccia il tester è il gustarsi le novità di settore in anteprima: in questo caso parliamo di grande novità, di quelle che si meritano la N maiuscola, rispetto ad altre propinate come tali senza esserlo veramente. Il Quadro S lascia intuire a prima vista di essere un veicolo fuori dal comune, non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello dell’utilizzo: un mezzo perfetto per chi si vuole distinguere. La postura è comoda per tutte le taglie, abbastanza eretta e senza forzatura su nessun arto. Punto cardine del movimento e del parcheggio è la leva centrale, rossa, che blocca la sospensione e fa da freno a mano. Per muoversi occorre semplicemente sganciarla. Spostarsi nei primi metri causa qualche difficoltà di comprensione, per chi abbia alle spalle anni di esperienza sulle due ruote e ne rimanga involontariamente influenzato, comunque il piacere di conoscere il 350 S e imparare a gestirlo è cosa abbastanza rapida e naturale, meno distante che se si fosse su un Quad, ad esempio, che appartiene invece a un altro mondo.

GRADEVOLE APPENA COMPRESO. L’impatto visivo e materiale all’approccio è sicuramente positivo per lo stile, ben curato e aderente alle tendenze attuali, ma anche per le finiture, di buon livello ovunque. Solo il cruscotto combinato (contagiri analogico più display) denota un’illuminazione blu che si estende a due quadranti laterali (temperatura acqua e aria) il cui stile e la cui utilità possono non coincidere col gusto comune. Il Quadro S è stabile quando parcheggiato, non solo per via delle due ruote anteriori ma soprattutto per il bloccaggio di freni e sospensione, possibile anche rimanendo in sella.
Salire in sella è normale, poiché la sensazione di maggiore larghezza è più visiva che percepita fisicamente. Comandi e quasi tutto il resto si debba usare alla guida è analogo ad altri scooter, mentre particolari sono la presenza del pedale per il freno posteriore e della leva di stazionamento. La risposta del propulsore è molto briosa e sufficientemente corposa in ogni condizione di apertura. Forte non solo della curva di erogazione priva di buchi, ma anche di una trasmissione finemente calibrata, per non rimanere mai in stallo: piuttosto che esitazioni o lentezza nel salire di giri, si può percepire uno stacco graduale con repentini innalzamenti del regime. Curvare da fermo sembra meno immediato che con un due ruote ("pesa? cade?: no!"), ma una volta in movimento si capisce come forzare sul manubrio e soprattutto quanto far piegare l’anteriore: tanto. L’apparente minor propensione a curvare rispetto a un due ruote sparisce appena si capisca quanto permetta il sistema HTS, in sostanza osando oltre quanto si farebbe con un normale scooter, possiamo far curvare il veicolo davvero molto di più e a velocità maggiori.
 
TURISMO SICURO. Abbiamo condotto il Quadro S su tratta autostradale e la stabilità che ci ha fornito è a dir poco ottima. L’avere due ruote davanti permette di andare costantemente sicuri, in assenza di problemi e quasi su una rotaia, volendo rendere l’idea della ferma stabilità. Nessuno scuotimento del fondo mette in crisi l’equilibrio del veicolo procedendo a velocità da codice e anche la protezione aerodinamica è buona intorno a tutto il corpo per qualunque misura. In termini di prestazione assoluta, la velocità raggiungibile da indicatore su cruscotto, sfiorando oltretutto il limitatore di giri, è prossima ai 140 Km/h. La sensazione è di non sentirli sul manubrio, che mantiene sempre una forte linearità. In caso di appoggi estremi o dissesto del fondo stradale è semmai il posteriore a farsi sentire, ma non perché poco efficiente, bensì perché “normale” rispetto a un anteriore che divide in due e smorza molto le sensazioni negative.
  
URBANO E SPORTIVO STABILE. Il nostro test ha previsto anche tratte urbane, un lungo percorso montuoso e (quasi) libero sfogo del 350 S su fondi di vario tipo, incluse le rive dei laghi tra Svizzera e Lombardia. Poiché lo scopo è di conoscerlo a fondo, non ci siamo risparmiati e il gusto di trovarne il limite alla guida, è sicuramente stato molto gradevole (sensazione condivisa anche dagli altri tester, ndr.). L’approccio è un parametro determinante per il giudizio che ne consegue, il 350 S ha target differenti, grazie alla guida consentita con la sola patente B, ma siccome l’esperienza sulle due ruote non possiamo cancellarla, totalmente, ci tocca rilevare le differenze con uno scooter di pari cilindrata. A guidarlo nel lento e tortuoso traffico, sicuramente il tre ruote non svetta ne patisce immediatamente il confronto, rimanendo in coda l’unico aspetto rilevante è che potete stare comodamente seduti in attesa, senza doverlo sostenere grazie alla sospensione anteriore. Dovendosi infilare nella giungla urbana di una metropoli, da una minore confidenza dei più snelli ruote alte che la popolano e percorrono normalmente, finché non se ne prendano bene le misure; ma al confronto è incredibilmente stabile su avvallamenti, asperità, dossi o quant'altro passi sotto alle due ruote anteriori. Si rimane sempre saldi in sella e il manubrio non trasmette oscillazioni laterali. Andando a velocità ridotte si può scegliere a piacimento la frenata, su uno dei tre punti di azione: leva destra, che comanda “il davanti”, pedale al piede destro, che comanda principalmente “il dietro” con parziale combinata anteriore e leva sinistra, che combina pariteticamente l’azione di entrambi gli assi. Sensazione inusuale è quella data dal circolo integrato dell’idraulica frenante, che fa sentire su ognuno dei punti di azione l’eventuale movimento degli altri; in altre parole premendo a fondo una leva o il pedale, si sentono lievemente risalire gli altri due. La sostanza è che comunque in città le frenate sono sufficientemente corpose e non mettono mai in crisi la solida ciclistica.
 
Dovendo fare rapidamente carico e scarico di oggetti, può capitare di non essere immediati come per gli scooter più moderni dotati di tasti elettrici per spegnimento motore e apertura vano, che ci risparmiano il movimento della chiave nel blocchetto qui necessaria per tali operazioni. La contropartita positiva in casa Quadro è che se vogliate fermarvi in qualunque punto che normalmente mette in crisi l’equilibrio di un due ruote (per inclinazione, consistenza o linearità del terreno) con il 350 S dovete solo tirare una leva e il gioco è fatto.
  
Se ci si vuole sbizzarrire nella guida più sportiva, a velocità e pieghe sostenute, il 350 S da il meglio di sé. Per prima cosa si distingue per fermezza del manubrio: quello che spesso vedreste oscillare se lasciato libero in alta velocità (test da non fare, ndr) qui non solo è fermo, ma addirittura “piantato” e insensibile ai piccoli urti. Una simile stabilità sul dritto fa propendere al relax, con la comodità garantita per la postura di braccia e schiena, forse un po’ meno per l’allungo delle gambe: impossibile a chi lo gradisca ma sia di statura elevata, complice la presenza delle due ruote anteriori da 14 pollici e del pedale a lato destro.
 
L’inserimento in curva e la percorrenza sono semplicemente fermi e sicuri, in breve adatti anche per chi non abbia esperienza, mentre diventano “tutto un programma” per i motociclisti che vogliano scoprire gli angoli di piega possibili mettendosi alla prova del limite, come usava fare Kevin Schwantz. La taratura dell’HTS tendente al rigido implica un minimo sforzo nell’accompagnare il 350 S inserendolo in curva (scelta giusta per non mettere in crisi i neofiti), la sensazione conseguente è poi che questo rimane dove lo si metta, insensibile a quello che normalmente fa intimorire chi guidi un due ruote. Se per andare tranquilli basta poco, per scoprire il limite serve invece fidarsi tanto, non si rimane delusi. Pieghe maggiori e inusuali caratterizzano questo tre ruote che tende solo minimamente ad allargare e non tradisce mai, nemmeno se si usino i freni durante una curva viene spostato l’equilibrio, come avviene e molto sensibilmente sui due ruote. Durante il nostro test abbiamo incontrato anche una leggera pioggia e il fatto di essere su un tre ruote è stato ancor più apprezzabile per la sicurezza che ci ha dato, nelle discese e nei tornanti. Dopo tante sensazioni di guida nuove e positive, l’unico neo riscontrato, per lo smaliziato che cerchi emozioni, è nella frenata che non risulta troppo modulabile tramite pedale e poco incisiva con l’anteriore. Siamo su un fronte nuovo e ognuno scopre i propri gusti, personalmente abbiamo preferito usare sempre la leva sinistra combinata e ogni tanto l’anteriore.
 

 
CONSIDERAZIONI
Dover spegnere e riporre il Quadro S al termine della prova ci lascia con quella voglia di continuare a usarlo ancora un po’ magari in altre condizioni, per scoprirne davvero ogni dettaglio di guida. Certamente il giudizio complessivo è più che buono, non solo per il coraggio di una piccola azienda innovativa che tiene duro anche di questi tempi, osando proporre soluzioni di nicchia ma rilevanti, bensì anche e soprattutto perché il veicolo merita davvero. Sensazioni di guida positive, anche con i pre-concetti del motociclista e parametri di sicurezza indubbiamente innalzati rispetto alla norma. Lo spazio per divertimento o anche solo uso di tipo lavorativo c’è nonostante la ruota in più, ora sarà il mercato a decretare il successo commerciale di un’idea comunque in se valida. Andando sul dettaglio tecnico, confermiamo le buone prestazioni del veicolo nell'insieme, anche se sono migliorabili alcune finiture (es. strumentazione) o qualche elemento a vista: cose tutto sommato minoritarie, che per un produttore nei primi anni sono più che normali, ma che i responsabili Quadro ci hanno personalmente detto di conoscere e volere ottimizzare nel più breve possibile.


PIACE:
- Stabilità e sicurezza
- Sensazioni e possibilità di guida 
- Freno di stazionamento / blocco HTS
PIACE MENO:
- Frenata combinata (per uso estremo)
- Dotazione migliorabile per target premium (es. ABS, Immobilizer)
 

 
SCHEDA TECNICA  -  QUADRO 350 S
Motore
Tipo Monocilindrico, quattro tempi, quattro valvole
Cilindrata 346 cc
Raffreddamento A liquido
Distribuzione SOHC, monoalbero, camme in testa - catena silenziata
Potenza massima ventisette CV a 7.000 giri/minuto (19,8 Kw)
Coppia massima 28,8 Nm a 5.500 giri/minuto
Alimentazione Iniezione elettronica
Lubrificazione Con pompa pressurizzata a carter umido
Accensione Elettronica
Frizione Automatica centrifuga a secco
Trasmissione primaria CVT – cinghia trapezoidale e variatore di velocità automatico
Emissioni Euro 2 L5e – motore conforme alle specifiche Euro 3
Ciclistica
Telaio Tubi in acciaio
Sospensione anteriore Sistema HTS (sospensione pendolante oleo-pneumatica)
Sospensione posteriore Doppio ammortizzatore telescopico
- escursione ruota 100 mm
Freni anteriori Due dischi con Ø 240 mm - pinza idraulica
Freno posteriore Disco con Ø 256 mm - pinza idraulica
Pneumatici anteriori 110/80 - 14
Pneumatico posteriore 140/70 - 15
Cerchio anteriore 2,75 x 14
Cerchio posteriore 3,75 x 15
Dimensioni
Lunghezza 2.270 mm
Larghezza 800 mm
Altezza sella 780 mm
Angolo di sterzo 40°
Peso a secco 200 kg
Capacità serbatoio 13 litri
  
 
 
ABBIGLIAMENTO: Casco Nolan N44, Giacca e guanti OJ

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