Husqvarna 900 Nuda R: buon sangue non mente

di Giorgio Papetti

Husqvarna 900 Nuda R: buon sangue non mente

Per anni Husqvarna ha fatto man bassa di titoli mondiali nel mondiale Supermoto, smettendo solo per congiunture economiche legate alla disciplina, non certo per inferiorità. L’enorme esperienza maturata tra i cordoli e in fuoristrada è sicuramente servita per sviluppare la Nuda 900R, una naked che per caratteristiche e stile di guida si avvicina più di altre a una vera supermotard. Primo modello nato dopo l’acquisizione di Husqvarna da parte di BMW Motorrad, la Nuda 900R - versione più sofisticata e pistaiola della 900 - è una moto ricca di fascino e contenuti.

Del resto, per combattere ad armi pari con i più diretti concorrenti (che si chiamano KTM, Ducati e Aprilia) l’azienda di Cassinetta doveva necessariamente puntare in alto, dimostrando non solo di avere un propulsore potente e affidabile, ma anche sfoggiando una ciclistica che appena saliti in sella mette in luce l’esperienza di una grande casa motociclistica nello sviluppare moto da competizione col manubrio largo.



LINEE DECISE E RIVOLUZIONARIE
Come sempre quando appare sul mercato qualcosa di veramente nuovo i pareri sono discordanti, perché mancano i riferimenti e ci si deve affidare all’istinto.

A noi, ma anche a moltissimi altri a giudicare dal numero di persone e di motociclisti che ci ha fermato per strada, la linea della Nuda 900R piace tantissimo, faro a parte. Strettamente derivata dalle racing di casa Husqvarna, è snella e aggressiva come si conviene a una vera motard. La carrozzeria è una lama che a partire dall’affilato codino si sviluppa senza interruzioni nei fianchetti fino ai convogliatori a punta di lancia, che abbracciano il serbatoio disegnando una spazio perfetto per le ginocchia, almeno per chi non supera il metro e ottantacinque.


L’abbinamento cromatico della versione R tra il rosso della carrozzeria, il bianco degli elementi secondari (codino, parafango e cupolino) e il nero di telaio, sella e componenti in carbonio regalano un colpo d’occhio notevole, molto racing. La sella piatta e dura, in perfetto stile motard (diversa da quella del modello standard), si raccorda perfettamente con il serbatoio e a fronte di un confort ovviamente limitato è perfetta sotto il profilo della guida, perché lascia ampia liberta di movimento al pilota. Va tra l’altro detto che il passeggero, merito anche delle pedane non troppo alte, non se la passa poi così male e il confort è superiore a quello offerto da molte naked. A sottolineare il Dna sportivo della Nuda 900R troviamo anche il sistema di aggancio con brugola per la sella. Peccato che la chiave per svitarla sia posizionata in un incavo ricavato nella zona del motore, alla portata di chiunque - tanto valeva utilizzare una ben più racing vite a sgancio rapido come quella che assicurava la sella sulle vecchie SM 570, o meglio ancora una serratura nascosta sotto al codino.



Quest’ultimo è uno dei particolari che ci piace di più, tanto che anche il porta targa originale non sfigura affatto. Belle anche le piccole maniglie per il passeggero, che al pari delle pedane posteriori possono essere smontate in pochi istanti per rendere la Nuda 900R ancora più aggressiva e adatta alla pista. Passando alla vista frontale arriviamo nella zona che probabilmente susciterà i giudizi maggiormente contrastanti. Il cupolino, che ricorda la tabella porta numero delle moto da cross, è molto bello, mentre il faro sottostante lascia più di una perplessità. Il funzionamento è impeccabile e la luce emessa è ottima, ma è un po’ pesante e poco armonizzato con il resto della linea.

I giudizi positivi riprendono spostandoci sul parafango anteriore: sembra un’ala d’aereo e regala alla Nuda 900R grande personalità e cattiveria. Si sposa perfettamente con il potentissimo impianto frenante Brembo, con pinze monoblocco e pompa radiale, e con la forcella pluriregolabile. Peccato che le piastre, anche sulla pregiata versione R, non siano ricavate dal pieno o almeno rifinite alla macchina a controllo numerico. A catturare lo sguardo troviamo però altri particolari pregiati, come le leve regolabili, il bel cavalletto laterale (tra l’altro molto pratico e stabile) e il moderno cruscotto con contagiri analogico, tachimetro digitale e computer di bordo. Anche il manubrio nero opaco, largo il giusto, è molto professionale anche se un filo basso per i nostri gusti. Calza manopole di derivazione offroad con pregiati contrappesi per ridurre le vibrazioni. Le pedane larghe, come si conviene a una supermotard, hanno la gomma removibile e una zigrinatura pronunciata che assicura un ottimo grip.
CICLISTICA DI QUALITA' E MOLTO REATTIVA
Per la prima bicilindrica stradale Husqvarna è andata sul sicuro affidandosi al telaio a traliccio della Bmw F800R, accorciato e rivisto a livello di cannotto di sterzo per adattarlo al carattere più estremo della sua creatura. Per la versione R Husqvarna ha scelto sospensioni molto sofisticate e completamente regolabili. La forcella è sempre Sachs da 48 mm. a steli rovesciati, ma rispetto a quella montata sulla versione standard offre la possibilità di regolare precarico molla, estensione e compressione. Completamente diverso il mono posteriore, un Öhlins pluriregolabile (anche nel passo) al posto del Sachs montato sulla versione standard. Tra la standard e la R cambia anche l’impianto frenante. Sempre Brembo, sempre doppio disco flottante da 320 mm. e singolo da 265 mm. al posteriore, ma pinze ad  attacco radiale a quattro pistoncini per la standard e ad attacco radiale monoblocco per la R. Al posteriore la pinza flottante è la stessa per entrambe le moto e denota una certa tendenza al bloccaggio. All’atto pratico le differenze si traducono sulla R in una frenata potentissima e molto aggressiva, che su strada può addirittura mettere in difficoltà se non si ha l’abitudine e la sensibilità necessaria per dosare la potenza.



MOTORE PERFORMANTE MA NON CATTIVISSIMO
A vederlo, con la testa rossa come sulle racing di casa Husqvarna, è difficile pensare che il propulsore della Nuda sia derivato dal bicilindrico Bmw che equipaggia la F800R e la GS 800. Eppure è così, anche se i tecnici ci hanno messo pesantemente le mani (praticamente hanno tenuto basamento e cambio) non solo per aumentare la cilindrata, ma soprattutto per dargli quell’iniezione di grinta indispensabile su una moto nata soprattutto per divertire su strada e in pista. La cilindrata è passata da 798 cc. a 898 cc. grazie all’incremento di 2 mm dell’alesaggio e di 5,4 mm della corsa. Nuovi sono i pistoni, le bielle, gli alberi a camme, l’albero motore e la testa. Cambia anche il circuito di raffreddamento e tutta la parte elettronica. Tecnologia tedesca ed esperienza racing, questi gli ingredienti che hanno portato alla ragguardevole soglia di 105 cavalli a 8.500 giri (e 100 Nm di coppia a 7.000 giri), fruibili non solo da chi ha il polso pesante ma anche da motociclisti meno esperti, che possono avvicinarsi alle prestazioni della Nuda 900 in maniera progressiva.



In questo viene d’aiuto anche la possibilità di richiamare due mappature: una full power e una a potenza ridotta, adatta per prendere confidenza o per muoversi su fondi a bassa aderenza. Il sound del bicilindrico varesino è veramente coinvolgente, anche se la reattività all’acceleratore non è così immediata come si potrebbe pensare. Certo rispetto alla F800R c’è una bella differenza, ma non siamo a livello delle concorrenti più cattive. I tecnici hanno puntato in primis sulla linearità di funzionamento, che aiuta a scaricare a terra la potenza senza mettere troppo in difficoltà, almeno fino a quando il fondo è perfettamente pulito perché se è sporco la musica cambia e occorre molta concentrazione. È un vero peccatto che non sia disponibile il controllo di trazione, specie considerando che in casa Bmw c’è già e funziona molto bene. Un plauso spetta alla frizione a cavo, precisa e nemmeno troppo dura da azionare, mentre il cambio è perfettibile, soprattutto quando lo si maltratta sulle strade di montagna.

DATELE DELLE CURVE, VI FARA' FELICI
La Nuda 900R è una vera fun bike, di quelle che ti stampano il sorriso in faccia anche se devi solo andare in ufficio. Non è ovviamente agile e reattiva come una motard racing che pesa 80 chilogrammi in meno, ma è forse la naked (o motard stradale, fate voi) che più si avvicina. Filante e compatta, la Nuda 900R vanta una posizione di guida veramente riuscita. Il manubrio e le pedane di derivazione offroad assicurano un grande controllo anche quando il posteriore perde aderenza (situazione frequente, forse anche a causa di gomme di serie poco adatte alle caratteristiche della moto) e invogliano a guidare sporgendo lo stivale e buttando giù la moto, piuttosto che cercando il terreno con il ginocchio.
A dispetto dei suoi 195 Kg in ordine di marcia (con 13 litri di benzina), la Nuda 900 R sembra leggerissima e si dimostra molto agile e reattiva, anche se per andare forte nello stretto occorre parecchio mestiere. Per fortuna la Nuda 900R può essere vissuta in due modi diversi. Uno più turistico, in cui si guida rilassati sfruttando l’elasticità del motore e la capacità di riprendere senza incertezze anche da bassissimi regimi, e uno più aggressivo, dove si sfrutta ogni cavallo e si mette alla frusta la ciclistica. In questo caso occorre molta attenzione perché la grande reattività e l’esuberanza dell’impianto frenante possono seriamente mettere in difficoltà, specie su fondi sconnessi o in caso di manovre di emergenza. Ancora una volta Abs e controllo di trazione disinseribili sarebbero veramente utili.

Inutile dire che il terreno di caccia ideale della Nuda 900R sono le strade ricche di curve, meglio se ampie e ben raccordate. Noi l’abbiamo provata anche su sterrato e sulle strette e tortuose strade delle valli bergamasche divertendoci non poco, ma sudando le cosiddette sette camice per dosare potenza e frenata giocandoci anche qualche jolly. La Nuda 900R diverte anche in città, senza doverla necessariamente mettere in verticale a ogni semaforo. Sguscia rapidissima nel traffico e le ottime sospensioni digeriscono bene anche il pavé o l’asfalto dissestato. Dove la motardona firmata Husqvarna mostra rapidamente i suoi limiti è in autostrada, sia per la sella decisamente scomoda sia per il sensibile alleggerimento dell’avantreno superati i 120 Km orari, che in caso di forte vento si traduce in avvertibili sbacchettamenti dello sterzo. 



LA CONCORRENZA E' AVVISATA
Dopo KTM, anche Husqvarna entra seriamente nel mercato delle moto stradali e al pari del più diretto concorrente lo fa con un prodotto di grande fascino. 9.900 Euro per la versione standard e 11.590 per la R non sono pochi di questi tempi, ma la Nuda a nostro avviso li vale per le caratteristiche generali, le buone finiture (solo qualche dettaglio è migliorabile), e le qualità dinamiche. Certo deve piacere, sia esteticamente sia a livello di guida, ma siamo contenti che da oggi gli amanti delle grosse motard hanno una marca in più da prendere in seria considerazione. A fine anno dovrebbe arrivare anche la versione con Abs, mentre sono già disponibili moltissimi accessori, tra cui molti componenti in carbonio, per rendere la Nuda 900 ancora più sexy. 

Scheda tecnica Nuda 900R


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Altri commenti

fabbro

"... Husqvarna è andata sul sicuro affidandosi al telaio a traliccio della BMW F800R..." ?????????
ma che scrivete o copiate incollate...il telaio sulla r è un doppio trave in alluminio

Inserito: 21 maggio 2012
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Commento


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