Week Test Lambretta LN 125: fascino d’altri tempi

di Omar Fumagalli

Week Test Lambretta LN 125: fascino d’altri tempi

Inauguriamo la primavera 2012 con un Week Test scooter riguardante nientemeno che la Lambretta. Il celebre e storico marchio tricolore, dopo un lungo periodo di quasi quarant’anni, è tornato sulle nostre strade con una produzione attuale, fatta di modelli progettati e assemblati in Italia, le cui cilindrate vanno da 50cc a 151cc. All’interno della famiglia che si è andata recentemente allargando e che riprende fermamente il famigerato stile Lambretta del secolo scorso, abbiamo potuto testare la LN 125.
      
   
COME E’ FATTA
Presentata come prototipo a vari recenti Saloni espositivi, la Lambretta LN dopo averci incuriosito giunge sulle nostre strade, seguendo i dettami del suo designer contemporaneo, Alessandro Tartarini (nome noto nel settore in quanto figlio di Leopoldo, fondatore della Italjet).
 
STILE UNICO.

Osservandola da vicino non vi sono dubbi: si tratta proprio di una vera Lambretta. Così come il progetto originale, la nuova LN nasce su una scocca in lamiera (visibile in fotogallery) e lo si sente, avendola tra le mani. Sotto i sinuosi profili, si presenta come uno scooter semplice, attuale nelle soluzioni tecniche ma caratterizzato maggiormente dalla parte di design, che continua a rappresentare lo spirito e le linee della Lambretta nata nel 1947. In particolare la LN s’ispira alla vecchia serie Special, modello progettato a metà degli anni Sessanta dall’ingegner Gian Luigi Sessa. Quello stesso stile divenuto oggi retrò, evidenzia sempre le qualità tipiche del design italiano, differenziandosi dalla maggior parte della concorrenza.

Le forme colpiscono da ogni lato la si osservi, non solo per i tratti base unici, ma anche per le varie presenze di profili satinati che ricordano le cromature di un tempo, lungo lo scudo, nelle prese d’aria posteriori, o sulle varie sagome degli elementi esterni alla lamiera della scocca. Lucidi e cromati gli specchietti retrovisori circolari, con i relativi supporti.
Nella vista frontale, in evidenza elementi davvero singolari: quali il gruppo ottico, con profilo a sagoma poligonale e le frecce a led integrate nella carenatura, poco distanti; oltre al tipico scudetto centrale, ove un tempo compariva il logo Innocenti, troviamo ora indicate sigla e cilindrata del modello.
Il posteriore mostra un gruppo ottico molto basso, sul terminale del lungo codone, con sagoma analoga a quella del faro frontale. In evidenza sul fondo bianco (o crema, a seconda della tinta) anche gli scuri tratti lineari dei lunghi profili in gomma, che molteplici si trovano sia sulla pedana, sia sul dorso del codone.
L’ampia sella e le manopole sono in tinta. Mentre il cruscotto è inserito in una cornice poligonale di medesima finitura e colore di quella usata per i gruppi ottici.
Rispetto a quanto esposto all’EICMA, la LN in prova non è dotata di pneumatici bicolore (con fascia laterale bianca). La nuova Lambretta è però disponibile solamente in caratteristiche tinte bicolori: cinque le diverse combinazioni cromatiche, in tutte è presente una parte neutra, di color bianco o crema.
      
TECNICA. La caratteristica tecnica di maggior rilievo, sotto ai bei vestiti, è la razionalità. Pochi fronzoli: la meccanica ha schemi collaudati, semplice ma efficace quanto basta per l’uso cittadino; svela discrete doti. La ciclistica è quella classica per uno scooter attuale di questa tipologia, con cerchi da dodici pollici e forcella telescopica; un monoammortizzatore al posteriore. Il freno a disco è solo davanti (da 190mm), al retro un normale tamburo. Il propulsore è un monocilindrico a quattro tempi, con raffreddamento ad aria, euro3 alimentato a carburatore: nessuna peculiarità specifica da rilevare sulla carta anche qui, ma valide prestazioni e affidabilità quando si è in sella.
I circa nove cavalli della 125cc bastano, considerando che la LN pesa poco, oltre i 110 Kg ed ha volumi nella media; con un’altezza sella che, pur sempre agevole per tutti, è sufficiente a non far sentire seduti troppo in basso anche gli spilungoni (80 i centimetri da terra).
A proposito di sella: questa è di larga sezione e morbida consistenza, al di sotto si trova un vano di media capacità. Adatta anche al trasporto di un eventuale passeggero, le pedane per il quale sono estraibili, quando serve. L’apertura è doppia: tramite tasto con quadro acceso sotto la manopola destra (sempre molto utile) o tramite blocchetto chiave.
Sulla Lambretta LN sono presenti anche alcuni elementi aggiuntivi quali il cavalletto laterale sinistro e l’interruttore antifurto, che impedisce l’avvio motore (vicino al tappo serbatoio nel sottosella – visibile in fotogallery). Sotto la manopola destra, anche l’interruttore di blocco motore.
Il cruscotto è dotato di tre indicatori analogici (velocità, livello benzina e tensione batteria) e delle principali spie di segnalazione.

LUNEDI’ – VENERDI’
Utilizzare la Lambretta LN quale veicolo di spostamento quotidiano può essere un piacere a priori, indipendentemente dal fattore tecnico. Già perché il suo stile è mediamente più che apprezzato, viene notato spesso ed è capitato anche a noi di vedergli addosso sguardi curiosi, compiaciuti o addirittura di sentire qualche complimento mentre si è fermi in sosta, da parte del passante di turno.
 
Venendo al pratico dobbiamo dire che l’utilizzo in città e nel traffico, rivela l’agilità della LN, a dispetto della lunghezza (193cm); anche se qualora sui fondi molto sconnessi si esageri un po’, facilmente viene al limite la forcella anteriore.
Simpatia sonora da parte del propulsore: a freddo il regime alto dato dall’alimentazione a carburatore ci svela subito una sonorità azzeccata; il rombo corposo e non comune, farà rimpiangere un po' meno meno agli amanti del genere la voce dei vecchi motori euro0 delle Lambretta originarie.
Valida l’accelerazione da fermo così come la ripresa, in relazione al tipo di veicolo, pur se facendo i pignoli, la trasmissione del mezzo in prova denotava qualche lieve esitazione dopo i rilasci. Potente ed efficace la frenata, usando a pieno il disco anteriore.
Se si deve trasportare del carico, metodo immediato è uno zaino, dato che il sottosella è adeguato solo a piccoli oggetti. Un aiuto viene però dal doppio gancio anteriore, posto sotto il manubrio in posizione centrale, a cui collegare oggetti eventualmente posti sulla pedana.

Abbiamo condotto la Lambretta nel centro cittadino e al di fuori: se l’è cavata sempre egregiamente, ma con un elemento caratterizzante che non è tecnico, bensì di personalità e di carattere. Quando la si guida, non ci fa scordare mai che è una Lambretta! E non lo diciamo solo per le scritte visibili sempre sulle manopole, ma anche per il come viene osservata costantemente, con interesse.
      
     
WEEKEND
Le velleità della LN 125cc non sono in teoria quelle del turismo esteso, ma è possibile utilizzarla per spostamenti di medio raggio e senza pretendere troppo, ci si può comunque divertire prendendo aria addosso lungo tratte provinciali (la copertura aerodinamica non è una prerogativa, limitata alla sola parte inferiore del corpo). La velocità di punta, che da indicatore avvicina i 90 Km/h, viene raggiunta e mantenuta senza alterare il comfort di base, per il quale aiuta molto la sella. L’ammortizzatore posteriore è regolabile e l’abbiamo mantenuto sulla seconda posizione: morbida, ma efficace.
Se le performance velocistiche in extraurbano non sono da primato, sul dritto la stabilità è valida come si richiede. Viaggiando fuori da traffico e vie tortuose, incredibilmente, il carattere non sportivo della Lambretta ci regala un appoggio a centro curva inatteso: con un baricentro che non è certo da record, poiché abbastanza alto, ma un bilanciamento sicuro e che non tradisce se si vuole osare. L’unico limite è dato dalla forcella anteriore, che se forzata può giungere vicino al fine corsa, mentre una volta impostata la traiettoria anche di lunghe curve, si può scorrere confidenti.
La frenata a maggior velocità si deve affidare all’anteriore, che compensa i limiti del tamburo al retro e richiede una minima dimestichezza, prima di esser sfruttato a pieno.
Discreta di notte la luminosità del faro anteriore, così come l’illuminazione del cruscotto.
IN DUE. Anche trasportando un passeggero, la Lambretta mantiene le sue prestazioni e reazioni base, con motore e freni che riescono a gestire eventuali pesi aggiuntivi senza scompensi di sorta.
  
   
CONCLUSIONI
Quello che più caratterizza la Lambretta LN è certamente lo stile, che non delude gli amanti del genere e incuriosisce anche chi non lo conosce. Interesse e complimenti da chiunque abbiamo incontrato utilizzandola, indipendentemente dall’età. Qualche minimo limite tecnico viene ampliamente compensato da design e finiture a vista: è il piccolo compromesso da pagare per avere un oggetto “singolare” tra le mani ma, se poi ci sapete fare, nella guida può svelare ulteriori doti, inattese a prima vista. Con la sorellina di cilindrata maggiore, 151cc, ma analoga struttura, ci si attende poi qualcosa in più a gratifica nell'extraurbano.
Il prezzo della LN 125 è di circa 3.700 euro (quello della LN 151, dedicata al mercato Italiano, è di circa 3.900 euro). Da segnalare l’interessante promozione in atto, che prevede fino al prossimo 31 luglio uno sconto di ben 550,00 euro per la 125.

Piace:
- Design originale
- Finiture in stile Lambretta
- Combinazione colori
 
Piace Meno:
- Mancanza di accessori ufficiali a personalizzazione (ma potranno arrivare in futuro)
- Forcella anteriore poco modulabile
  
  
STORIA
La prima Lambretta nacque dall’idea di uno scooter popolare che venne a Ferdinando Innocenti, ispirandosi alle moto dei militari americani nella seconda guerra mondiale. Affidato l’incarico a Cesare Pallavicino e Pier Luigi Torre, nel 1947 la prima Lambretta fu pronta per il mercato. Il nome deriva dal fiume Lambro, che scorreva presso gli stabilimenti di produzione. Il veicolo ebbe un successo tale che venne prodotto su licenza anche in Argentina, Brasile, Cina, India e Spagna. La Lambretta in quegli anni è divenuta parte della quotidianità, del normale traffico cittadino e del costume italiano, anche attraverso il cinema.
Alla fine degli anni Sessanta, il boom economico ha fermato la corsa della Lambretta, poiché la famiglia Innocenti decise di investire nel mercato delle quattro ruote. Nel 1972 il marchio e tutte le linee di produzione vengono vendute al governo indiano. La Scooters India Limited (SIL) è l’impresa statale che per venticinque anni ha continuato a produrre la Lambretta per la popolazione indiana. Nel 1997 l’attività si ferma.
Il marchio rimane inutilizzato per diversi anni, fino a quando, nel 2006, la SIL concede la licenza d’uso alla società inglese Fine White Line. Nel 2010, Lambretta Scooters, sub-licenziataria del marchio per il mercato europeo, ne concede l’uso a Motom Electronics Group per il settore motociclistico e la produzione riparte. MEG a sua volta concede la distribuzione mondiale a Lambretta Motolife Italia Spa. Finalmente nel 2011, dopo quasi quarant’anni, la Lambretta tricolore torna in produzione e sulla strada per davvero, con il nuovo modello LN.
   
    
Servizio Fotografico: Andrea Corbetta - Redazione MC
  
 
 
SCHEDA TECNICA - Lambretta LN 125 (tra parentesi, i dati che variano nella LN 151)
Motore Monocilindrico 4 tempi 124,6 cc (LN151: 151cc) Euro 3
Alesaggio corsa 52,4 x 57,8 mm (LN151: 57,4 x 58,2 mm)
Potenza 6,5 Kw – 8000 giri (LN151: 7,7 Kw – 7500 giri)
Coppia max 8,33 Nm – 6500 giri (LN151: 10,8 Nm – 6000 giri)
Carburante Benzina senza piombo N.O.R. min. 95 (benzina verde)
Rapporto di compressione 10,4 : 1
Sistema di raffreddamento Aria forzata
Valvole Albero a camme in testa, 2 valvole
Accensione Elettronica a scarica capacitiva CDI
Trasmissione Variatore continuo di velocità / CVT
Lubrificazione Forzata e vaporizzazione
Distribuzione Monoalbero a camme in testa (SOHC) a 2 valvole
Avviamento Elettrico
Pneumatici Ant. 110/70-12; Post. 120/70-12
Frizione Automatica centrifuga a secco con tamponi smorzatori
Sospensione anteriore Forcella telescopica idraulica
Sospensione posteriore Monoammortizzatore idraulico
Freno anteriore Idraulico a disco 190 mm
Freno posteriore Meccanico a tamburo
Capacità serbatoio: 6 litri
Lunghezza/Larghezza/Interasse: 193cm/53cm/138cm
Altezza da sella: 80 cm
Peso: 111 kg.

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