Suzuki V-Strom 650: la media che convince

di Giorgio Papetti

Suzuki V-Strom 650: la media che convince

Valida, affidabile, comoda, versatile e infaticabile giramondo la Suzuki V-Strom 650 lo è sempre stata, forte di uno dei bicilindrici meglio riusciti dell’intera produzione mondiale. Quello che le è mancato più di tutto in passato è stato l’appeal, specialmente in Italia dove l’estetica è spesso l’elemento fondamentale a livello di acquisto. Adesso però le cose potrebbero cambiare grazie al nuovo modello rivisto profondamente a cominciare proprio dell’estetica, più snella e sportiva.

L’enduro stradale di Suzuki non farà girare la testa ma è indubbiamente più bella, pesa 6 Kg in meno e sotto un vestito più sexy cela molte novità sia a livello di ciclistica sia per quanto riguarda il motore, ulteriormente evoluto per renderlo più rispettoso dell’ambiente e ancora più fluido nell’erogazione.

A non cambiare di fatto è solo il pregiato telaio in alluminio, un plus non da poco che regala alla V-Strom 650 ottime doti dinamiche. La cura dimagrante ed estetica ha comportato solo una piccola rinuncia in termini di capacità del serbatoio, 20 litri contro i 22 del precedente modello, ma il minor consumo di carburante (Suzuki dichiara infatti una riduzione del 10%) annienta di fatto questa differenza.




A livello estetico è la coda ad aver tratto maggiore vantaggio dell’operazione di restyling, ma anche il frontale è ora più moderno e al passo con i tempi. Resta una certa pesantezza nella vista laterale, che avrebbe forse meritato dei fianchetti più ricercati. Va però detto che l’insieme dà l’idea di una moto solidità e affidabilità, doti sulle quali la media di Suzuki ha indubbiamente parecchie carte da giocare. Sebbene il desiderio di tenere contenuto il prezzo di acquisto non abbia permesso l’utilizzo di materiali o pezzi pregiati, quello che c’è è assemblato con cura e come da tradizione giapponese tutto è pensato per durare nel tempo senza dare problemi.

Più che l’occhio i componenti appagano nella praticità di utilizzo, come dimostra il pulsante sul blocchetto sinistro che permette di selezionare tutte le funzioni del completo computer di bordo (peccato solo sia posizionato dove spesso si trova il lampeggiante per gli abbaglianti). La strumentazione mista digitale e analogica comprende tachimetro, contagiri, indicatore livello carburante, temperatura, marcia innestata, due trip, indicatore del consumo di carburante (nella nostra prova non siamo mai scesi sotto i 18.8 Km al litro di media, con punte di 25 Km con un litro) e le consuete spie di servizio. Nel blocchetto di accensione è integrato l’immobilizer e l’unica mancanza degna di nota è la presa per collegare il navigatore o altri accessori.



Con il restyling è arrivato anche un cupolino regolabile su tre posizioni (basta una chiave a brugola)  e una sella più comoda. Di serie è posta a soli 835 mm. da terra, ma è possibile scegliere una versione più alta o più bassa di 20 mm. Quest’ultima rende la V-Strom particolarmente indicata anche per un pubblico femminile.  

BICILINDRICO DA RIFERIMENTO E TELAIO UNICO
Il propulsore di 650 cc. che equipaggia la V-Strom (lo stesso della più sportiva Gladius) è attualmente uno dei migliori bicilindrici in produzione e si addice perfettamente alle caratteristiche dell’enduro stradale di casa Suzuki. Potente il giusto (69 cavalli a 8.800 giri), facilissimo da sfruttare, praticamente esente da vibrazioni e molto elastico (60 Nm di coppia a 6.400 giri, ma con una spinta costante e corposa dai 3.000 ai 7.000 giri), rispetto alle precedenti generazioni è stato profondamente rivisto a livello di cilindri, bielle, pistoni, segmenti, alberi a camme e iniezione. Non mancano raffinatezze tecniche, come la doppia candela per cilindro, il sistema di iniezione elettronica a doppia valvola a Suzuki Dual Throttle Valve (SDTV) e il controllo del minimo integrato nel corpo farfallato, per ottimizzare l’erogazione in funzione delle condizioni climatiche. Il cambio a 6 marce, perfetto negli innesti e con una ricerca della folle immediata, è assistito da una frizione a cavo con regolazione rapida del gioco che non lascia il fianco a critiche.
La fluidità è sicuramente l’arma migliore di questo bicilindrico, pensate che si può riprendere in sesta marcia anche da 1.500 giri e partire in seconda senza la minima esitazione. Se il motore può confrontarsi a testa alta con la migliore con concorrenza, la ciclistica è unica grazie al telaio in alluminio che contribuisce all’ottimo comportamento dinamico (sia nelle trasferte autostradali sia nel misto i 214 Kg con il pieno di carburante non si sentono assolutamente). Lo scotto da pagare è una maggiore rigidità in fuoristrada, ma la V-Strom non vuole essere una enduro spinta, quanto una moto con cui affrontare anche strade sterrate in tutta tranquillità. 



In questo la ruota da 19 all’anteriore rappresenta un ottimo compromesso tra precisione di guida, agilità e sicurezza sui fondi sterrati. Anche a livello di sospensioni Suzuki rinuncia alla spettacolarità delle forcelle a steli rovesciati per offrire tanta sostanza. Lo dimostra la possibilità di regolare la forcella Showa da 43 mm. nel precarico della molla e il mono, sempre Showa, sia nel precarico (con una pratica manopola a portata di mano) sia nel ritorno. L’impianto frenante è adeguato in tutte le situazioni, specie nella versione con ABS, che solo nell’utilizzo più sportivo risulta a volte un po’ troppo invasivo. Peccato non si possa escludere quando si usa la moto in fuoristrada. Restando in tema prettamente offroad avremmo gradito anche un manubrio dalla piega differente. Quello di serie è fin troppo turistico e non offre il giusto controllo nella guida in piedi. 

UNA MOTO PER ANDARE OVUNQUE
Già quando provammo la prima versione restammo impressionati dalla versatilità della V-Strom. Una moto perfetta tanto per i tragitti casa-lavoro quanto per un viaggio attorno al mondo. Comoda, parca nei consumi, abbordabile anche nella manutenzione e praticamente indistruttibile. Stabile e veloce in autostrada, ma divertente e facile da guidare anche nel misto stretto. Sono veramente poche le moto in questa fascia di prezzo che possono vantare così tanti punti a favore. Soprattutto in tempi di crisi come questo la troviamo una moto veramente intelligente e dalle mille possibilità. Certo non regala scariche di adrenalina come una sportiva o una motard e nemmeno può vantare il fascino di moto più legate alla Dakar, ma è proprio il suo equilibrio a renderla così interessante.



Volendo fare un paragone la V-Strom non è una bomba sexy che scatena una passione breve ma intensa, piuttosto una bella donna da scoprire poco alla volta e da amare per una vita intera. Durante la nostra prova l’abbiamo non solo usata praticamente ovunque (autostrada,  strade di montagna, città, misto veloce) ma anche con differenti stili di guida. Da quello in solitaria con piglio sportivo a quello rilassato con passeggero al seguito e una marea di bagagli stipati nelle borse. La V-Strom ci ha sempre assecondato, regalando un grande confort di marcia e anche un discreto divertimento alla guida. Volendo esprimere le molteplici sensazioni possiamo solo dire che è una moto che invita a viaggiare godendosi quello che c’è attorno, senza stressarsi con cilindrate difficili da sfruttare o con ciclistiche che obbligano a una guida sempre concentrata.
Anche in città la V-Strom si guida meglio di uno scooterone e il confort è assicurato anche in presenza di buche e pavé. Basta poi un kit di borse per trasformarla in una tourer anche a lungo raggio, in grado di tenere il passo di moto ben più pesanti, potenti e costose. E nel misto un pilota esperto può facilmente dare loro paga. ll bello poi è che può essere sfruttata anche da chi non ha molta esperienza, grazie alla sincerità della ciclistica e all’elasticità del suo bicilindrico. 



CONCLUSIONI
La Suzuki V-Strom 650 ABS è disponibile presso la rete vendita in tre colorazioni (nera, bianca o rossa metallizzata) al prezzo di 8.590 euro franco concessionario. Per rendere la moto ancora più bella e versatile è disponibile una serie di accessori che vanno dalle borse da viaggio alle manopole riscaldate, dal cupolino maggiorato al paramotore, dal cavalletto centrale ai paramani. 


Scheda tecnica

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