10 anni fa – era il 2001 –
Yamaha presentò il TMAX, aprendo di fatto l’era dei maxiscooter sportivi. L’idea era semplice: abbinare alle prestazioni, alla maneggevolezza e alla velocità di una moto la praticità di uno scooter. È stato subito un successo, per il design e soprattutto per le caratteristiche di guida e le prestazioni elevatissime, fruibili a patto di avere una buona esperienza di guida o sufficiente cervello per non esagerare. Da semplice mezzo di trasporto adatto per tragitti casa/lavoro lo
scooter si trasformava improvvisamente in un mezzo emozionante e adatto anche per fare un viaggio o divertirsi su strade ricche di curve. Volete qualche spunto? Guardate
il video realizzato da Yamaha pubblicato ieri...
COME L’R1
Presentato in anteprima mondiale ad
EICMA 2011, il nuovo TMAX è destinato a segnare un nuovo capitolo nella storia di uno
scooter che ha rivoluzionato il mercato. La linea è stata ulteriormente affinata rendendola ancora più sportiva. Sia frontalmente che nella vista posteriore (bellissimo il nuovo codino) il family feeling con le ipersportive è evidente. Nella vista laterale il telaio resta l’elemento guida del design, pertanto gli interventi sono meno radicali, circoscritti principalmente ai fianchetti ora più aerodinamici. Il frontale, molto aggressivo, integra il classico doppio faro Yamaha, ma rispetto al passato i fari sono più compatti e efficienti grazie ai nuovi proiettori polielissoidali. Anche gli indicatori di direzione sono più compatti e nuova è la luce di posizione centrale. Inedite luci a led impreziosiscono anche la parte posteriore, rendendola ancora più simile a quella della YZF-R1.
RAFFINATO
Restando sul frontale spiccano i nuovi specchietti che riducono turbolenze e vibrazioni (ma restano troppo ingombranti e in posizione sfavorevole) e il nuovo parabrezza aerodinamico, regolabile in due posizioni. Sul ponte di comando troviamo un’inedita strumentazione simmetrica a doppio quadrante poligonale. La visibilità è eccellente anche di notte grazie alla retroilluminazione rossa e l’unico appunto va alla mancanza di un vero e proprio computer di bordo, controllabile direttamente dal manubrio. A livello puramente estetico si apprezzano anche i nuovi cerchi a 5 razze e il bel cavalletto laterale forgiato, la cui funzionalità è però migliorabile. Se non si sta attenti ad aprirlo tutto c’è il rischio che si richiuda quando adagiamo il Tmax. Le finiture sono di altissimo livello, pur con qualche dettaglio ancora migliorabile, come la sella che se viene aperta dopo che ha piovuto molto lascia cadere gocce d’acqua nel pozzetto sottostante. Non ci piace nemmeno la trama in finto carbonio di alcuni componenti: visto il costo e il prestigio del mezzo avremmo preferito vero carbonio o una soluzione stilistica differente.