Honda CBR600F: la ragazza della porta accanto

In Prove moto

di Edoardo Licciardello, 02 novembre 2011
Honda CBR600F: la ragazza della porta accanto

C’era una volta, quasi un quarto di secolo fa, la prima Honda CBR-F. Era l’autunno del 1986 quando Honda presentò al salone di Tokyo le due CBR – 600 e 1000 – che per la prima volta avrebbero portato in Europa quelle tre lettere in cui oggi qualunque motociclista che si rispetti identifica una Honda. Se però siete giovani, forse non vi ricordate che c’è stato un tempo in cui alla cilindrata non faceva seguito il suffisso “RR”, ma un meno ambizioso “F”.



C’era una volta, infatti, il segmento delle quadricilindriche medie giapponesi: moto capaci di soddisfare nell’uso sportivo, su strada o anche in pista (ma ci si andava molto meno di oggi), ma anche capaci di portarvi in vacanza, magari senza che il passeggero chiedesse il divorzio arrivati alla prima sosta.

UN CLASSICO SENZA TEMPO
Da allora, quel segmento è cambiato moltissimo. Quelle sportive 600 sono state affiancate, e poi soppiantate, da versioni più specializzate, incattivite e fin quasi sclerotizzate. E’ stata la concorrenza – diciamolo, la Yamaha YZF-R6 – a cambiare le regole del gioco. Un gioco a cui Honda si è adeguata quasi malvolentieri, tanto da cercare prima una declinazione F-Sport, nel 2001, e poi cedere allo sdoppiamento dei modelli, mantenendo in produzione la CBR-F ma destinando all’uso pistaiolo la sorella 600RR. Nel frattempo, però, la casa di Tokyo di CBR-F ne ha vendute oltre 200.000 – un successo mica da poco, che rende abbastanza comprensibile le proteste e i lamenti quando, nel 2006, Honda ha deciso di pensionarla.

I TEMPI CAMBIANO
Ma appunto, i tempi sono cambiati. Il segmento delle 600 ipersportive è praticamente morto, dal punto di vista del mercato, e tanti chiedono a gran voce moto sportive, gustose, ma anche umane e che facciano… tutto quello che faceva quella CBR600F di 25 anni fa, ovviamente però in chiave moderna, più dinamica, divertente e sicura. Honda ha ascoltato, ed esaudito. Curiosamente, il processo di realizzazione di questa CBR600F 2011 ha visto un’inversione dei ruoli: se a fine anni 90 era stata proprio la CBR-F a donare la metaforica costola necessaria alla nascita della Hornet, stavolta avviene il contrario, ed è proprio la più recente versione della naked media Honda a fornire la base tecnica da cui nasce la nuova CBR-F. Andiamo a vedere quanto somigli, nella versatilità, a quella prima CBR-F, che il sottoscritto è abbastanza vecchio da aver provato e goduto…

COM’E’ FATTA
La base tecnica, come abbiamo già detto, è quella della Hornet, anche se sarebbe sbagliato pensare alla CBR600F come una semplice CB600F con la carenatura. Scontata l’adozione della carenatura – che fa il verso a quella della nuova VFR1200, pur senza la raffinatezza (e il costo…) della struttura a doppio strato, un po’ meno la necessaria revisione delle quote ciclistiche – l’interasse passa da 1435 a 1437mm, a seguito di una ridistribuzione dei carichi necessaria a mantenere l’equilibrio della guida – e la riduzione di capienza del serbatoio, che perde poco più di mezzo litro. Una scelta che potrebbe sembrare contraria alle potenzialità touring della CBR-F, ma probabilmente necessaria per il discorso di cui sopra. L’aumento dell’efficienza aerodinamica, del resto, dovrebbe compensare in termini d’autonomia la minor capienza del serbatoio.


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