Week Test: Sym Symphony S 150

In Prove moto

di Omar Fumagalli, 08 ottobre 2011
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Week Test: Sym Symphony S 150


Questa volta nella nostra prova scooter parliamo di un veicolo a “ruote alte”: finalmente, direte Voi. Già perché sono quelli che la fanno da padroni nelle classifiche di vendita e che svettano anche in termini di gradimento per l’utenza femminile, veri protagonisti tra le strade delle città italiane, almeno a livello di quantità e diffusione. 
 
Questo grazie alla loro semplicità e all’approccio di guida facile, senza pesi o volumi esagerati che li rendano impegnativi da gestire, anche per chi approccia le due ruote la prima volta.
La taiwanese Sym, ha nella propria gamma in questo segmento il Symphony, modello proposto in differenti cilindrate e che abbiamo provato per voi nella versione S 150, ultima nata nonché la maggiore della famiglia (che comprende motorizzazioni 50cc e 125cc, anche nelle versioni SR, più sportive).
  
IN SINTESI
Il Symphony, come gran parte della produzione Sym, ha un design tutto italiano, che rispecchia quindi anche per questo modello dalle caratteristiche essenziali, un’immagine elegante e curata nei dettagli, sostanzialmente aderente al gusto europeo. La ruota alta, da sedici pollici, lo caratterizza per agilità nel traffico e lo pone tra i protagonisti della mobilità urbana. Leggero (supera di poco i cento chili) e snello, si uniforma esteriormente alle linee caratteristiche degli scooter a ruota alta (imposte un po’ dalle tendenze, ma anche dalle necessità costruttive), con tratti specifici propri ben definiti ed equilibrati.
L’immagine del Symphony è filante e armoniosa da ogni lato lo si osservi, pur nella sua semplicità, con i grandi indicatori di direzione integrati nello scudo anteriore e il simpatico faro semi-tondeggiante, dal gusto retrò. Fianchi posteriori e sella che si allungano dando il giusto volume sui lati, sino a chiudere con l’alluminio del porta-pacchi ben in vista.
 
I punti salienti del Symphony S, quelli che si notano al primo colpo d’occhio, sono: i cerchi in lega dall'esclusivo design, l’ampia sella, la pedana piatta (anch’essa dedicata per l'utilizzo cittadino, agevole per salire e scendere dallo scooter), un vano sotto-sella in grado di alloggiare un casco (dato questo rilevante e non comune a tutti gli ruota alta, in genere penalizzati per spazio nei vani) e il porta-pacchi integrato (di serie). Nella nostra gallery dedicata è visibile il tutto nei particolari.
       
TECNICA
Telaio e ciclistica tradizionali per il Symphony, che da buon veicolo dedicato alla pratica urbana, cerca di mantenere nella semplicità un suo punto caratterizzante. Ciò non vuol certo dire rinunciare a quanto serva: presenti infatti due freni a disco dalle generose dimensioni, che garantiscono frenate in totale sicurezza; il doppio ammortizzatore al posteriore ed anche il cavalletto laterale. In caso di necessità di utilizzo di quest’ultimo, posto a lato sinistro, la manovrabilità è però da ben gestire, dato un discreto angolo di inclinazione, che potrebbe sorprendere in caso di errato appoggio a terra.
  
MOTORE. Il Symphony S 150 è spinto da un monocilindrico a quattro tempi, di 151cc, raffreddato ad aria e definibile “quadro” (in quanto corsa e alesaggio sono di pari misura). La potenza è di circa 10,5 CV e le prestazioni sono adeguate alla struttura e alla massa del veicolo. Alimentato tramite carburatore, rientra nella normativa euro3 e sotto il polso, proprio grazie al suo sistema di alimentazione (prioritariamente meccanico), regala reazioni “dirette” che molti veicoli moderni con l’iniezione (e magari anche il ride by wire) hanno perso. Non si tratta di nostalgia, o forse si… Ma se siete un minimo appassionati di motori, sentire chiaramente il variare di regime minimo con la temperatura o le piccole differenze di erogazione e sonorità d'aspirazione, sono sensazioni spesso oggi filtrate dall’elettronica e che quando rimangono entro i limiti di buon funzionamento (come per il Symphony, appunto) in un certo senso aumentano il senso di conoscenza “intima” con il proprio mezzo.
Il serbatoio è da 5,5 litri, piccolo invero, ma utilizzando il Symphony ci si accorge che la misura basta per buone percorrenze, data la parsimoniosità del propulsore.
 
La strumentazione è di tipo analogico/digitale, multifunzione, sicuramente valida in termini di visibilità e chiarezza: pochi parametri (velocità, livello carburante, orologio, odometro e spie) ma ben evidenziati. Per l’illuminazione, davanti troviamo un faro alogeno, che garantisce sempre buona visibilità. Come per tutti i veicoli Sym che abbiamo testato, anche il Symphony prevede l’utile interruttore di sicurezza (un blocco motore con funzione antifurto) disposto nel vano sotto sella. Due gli scomparti presenti: oltre al vano principale, quello del sottosella, anche uno nel retro scudo anteriore, dotato anch’esso di serratura.
Genericamente e ovunque buone le finiture, sia di plastiche sia di parti in metallo.
  



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