Week Test: Sym Joymax 300i Evo

di Omar Fumagalli

Week Test: Sym Joymax 300i Evo

Il Joymax 300i Evo, è lo scooter di media cilindrata a ruote basse che Sym, ovvero la Sanyang Industry Co. Ltd, propone sul mercato italiano. Lanciato nel 2008, la sua prima versione era con motore da 250cc. La filiale italiana della storica Casa Taiwanese, che fondata nel 1961 produce oggi oltre un milione di veicoli all’anno, ci ha fatto conoscere ormai da tempo il Joymax, ma questo scooter continua ad essere protagonista sulle nostre strade nell’ultima versione, denominata Evo, arricchita delle dotazioni più richieste oggigiorno.

Ritenendolo un veicolo interessante anche per le sue velleità turistiche e di convenienza, lo abbiamo testato per i nostri lettori.

   
IN SINTESI
Il JoyMax 300i Evo è uno scooter pensato per adattarsi a ogni occasione: agile quanto basta in città, ma soprattutto adeguato ed affidabile nei viaggi più lunghi. Rispetto ai modelli a ruota alta di pari cilindrata (come ad esempio il Citycom.300i, da noi recentemente provato LINK) il Joymax guarda più specificatamente ad aspetti turistici, evidenziati nella sicurezza, con l’ausilio ad esempio della frenata combinata e dei fari fendi-nebbia, oltre che al maggior comfort di viaggio, con lo schienalino regolabile, i numerosi vani portaoggetti (nello scudo, in corrispondenza del manubrio destro e nel tunnel centrale) e l’ampia gamma di accessori optional.
Dati caratterizzanti del Joymax, sono proprio il comfort e la capacità di carico, ottenuti grazie alle dimensioni generose, alla buona conformazione e realizzazione della sella, sempre valida sia da soli sia con il passeggero, piuttosto che con i tanti spazi da utilizzare nei vani disponibili.
  
SOLUZIONI INTERESSANTI. 
Dal punto di vista pratico, varie le soluzioni interessanti o addirittura singolari che ritroviamo sul veicolo. Come il tappo serbatoio, posto sul lato sinistro: è azionato tramite la serratura del blocchetto avviamento, che lo fa letteralmente scattare (tramite un comando a molla – visibile in foto). Il blocchetto chiave principale quindi, dedicato a quest’apertura, non gestisce il sottosella, come invece avviene per altri scooter. L’apertura del vano avviene in due modi differenti: o tramite l’apposita serratura sul lato sinistro della sella stessa, o tramite il comodo tasto giallo posto in manopola sinistra, che aziona automaticamente lo sblocco, però solo quando il quadro è acceso (e qui si scopre l’utilità dell’apparentemente strana scelta: non dovendo usare la serratura, attraverso il comodo azionatore sulla manopola, è sempre possibile accedere al vano senza dover spegnere il motore). Come per altri veicoli di casa Sym, abbiamo poi un interruttore che permette il blocco avviamento per sicurezza (nel vano sottosella, visibile in foto).
Altre dotazioni non sempre comuni a tutti gli scooter, le troviamo poi nell’illuminazione davvero completa: con la funzione triangolo (le quattro frecce) e quella fendinebbia (molto utile in caso di limitata visibilità), attivabili tramite due tasti posti in posizione centrale sotto il cruscotto, ad altezza ginocchia. Presente infine anche la ghigliottina d'acciaio a protezione della chiave accensione.
   
STILE
Le linee principali sono classiche, per un veicolo dalle caratteristiche rientranti nella norma degli scooter a ruote basse, ma con particolari stilizzati per renderlo grintoso e moderno. Il volume complessivo è dei maggiori per la cilindrata; spiccano nella parte anteriore i generosi gruppi ottici, con le sezioni a led del doppio faro (sempre attivi, si sommano ai due fari alogeni e hanno un richiamo automobilistico) e la presenza dell’illuminazione laterale (per la citata funzione fendi nebbia). Mentre l’insieme della figura del Joymax è tendenzialmente tondeggiante, troviamo ad arricchire sui lati posteriori della carena, delle nervature con una particolare rifinitura lucida, che evidenziano il senso di protezione e di solidità. Il design è nel complesso avvolgente, voluto per assecondare il gusto classico europeo e si concede solo qualche particolare come quelli evidenziati, oltre al gruppo ottico posteriore che è di forma quadrata e dimensioni molto grandi.

TECNICA
Nella versione Evo, il Joymax è stato arricchito da una motorizzazione più performante, la stessa del Citycom.300i. Il monocilindrico da 264cc, alimentato a iniezione elettronica (euro3) ha una potenza di circa 23 cavalli. Quattro le valvole, il raffreddamento è a liquido. La coppia massima dichiarata, di 23,9 Nm è a seimila giri. Sul Joymax, questo propulsore esprime un carattere diverso rispetto al Citycom, grazie alla trasmissione che lo adegua a massa e volumi (maggiori) dello scooter in questo caso più turistico, donando sensazioni migliori alla guida, in termini di ripresa e prontezza.
Telaisticamente troviamo una classica struttura tubolare. Anche per le sospensioni, si è seguito uno schema tradizionale per gli scooter a ruote basse, con il doppio ammortizzatore posteriore regolabile.


PROVA SETTIMANALE
Utilizzando il Joymax nella veste di veicolo per la tratta casa lavoro, se ne può apprezzare la praticità dei vari vani per riporre gli oggetti, rimanendo quindi tendenzialmente liberi da pesi o uso bauletti, salvo dobbiate trasportare più di una borsa od oggetti molto voluminosi e dalle forme particolari. Si è rivelata utile anche la presa alimentazione, a 12v, nel retro scudo.
Di buona e lineare ripresa, il Joymax ci accompagna senza problemi o fatiche in mezzo al traffico, nonostante l’immagine da tipico “scooterone”, è in realtà ben gestibile nel tortuoso ambiente urbano, grazie a misure e geometrie adeguate. Certo non ama saltare su è giù dai marciapiedi, ma grazie a poche vibrazioni e minima rumorosità, se condotto con lieve gas a velocità da codice, è confortevole e poco impegnativo, gratifica sulle strade libere per il grande relax che permette alla guida, persino per i più alti (con sufficiente possibilità di movimento di piedi e ginocchia). Dalla sua anche un peso relativamente contenuto (182 chili a secco). Se non si presta attenzione, il Joymax patisce lievemente le grandi asperità, che si fanno sentire, poco attutite dalle sospensioni, ma nella norma degli scooter con ruote basse (sono da 13 in questo caso). I retrovisori si regolano spostando lo specchietto stesso all’interno della sua sede e non muovendo l’intero braccio (peraltro reclinabile, qualora necessario).
 
CRUSCOTTO
La strumentazione è molto completa: stile classico, con la parte analogica a farla da padrona (contagiri e tachimetro), l’insieme delle spie è racchiuso in cerchio nella parte centrale, mentre temperatura e carburante sono indicati con barre a led. Varie le funzioni previste, per cui consigliamo sempre di leggere il libretto istruzioni al fine di sfruttare al meglio tutte le indicazioni del cruscotto (ad esempio quelle di manutenzione).
 
PRESTAZIONI.
Le prestazioni del monocilindrico, così come tarato per il Joymax, lo rendono valido sia in città sia per un turismo di medio raggio. Partendo da un regime di minimo poco superiore ai 1500 giri, difficilmente ci si trova lontani dal punto di maggiore coppia, in quanto ad ogni apertura decisa, la lancetta del contagiri avvicina rapidamente i seimila e garantisce sempre buone riprese (di un vigore che non traspare ad esempio nel Citycom, che pur condivide il medesimo motore).
La parte di sospensioni e di telaio, dovendo essere un compromesso tra gestione di un certo volume, dimensioni e peso, soddisfa alle basse velocità ma patisce leggermente quando si scorre più rapidi o si vuole cercare il limite, in termini di risposta e stabilità; il comfort è comunque garantito grazie alla buona postura ed alla valida sella.
La frenata del Joymax è di tipo combinato, ovvero: tirando la leva sinistra si aziona anche parte del disco anteriore, oltre a quello posteriore. La reazione è positiva e aumenta la sicurezza; utile alle basse velocità, ovviamente è da tenere in considerazione per la guida più estrema e nella percorrenza di curve. Il freno anteriore, con disco da 240mm, ha sul veicolo in prova denotato una limitata modulabilità, circostanza cui sopperire utilizzando forza nella frenata o gestendo entrambe le leve, a quel punto la frenata diviene pienamente efficace.
 
Per eventuali attività sportive da praticare spostandosi in scooter, il sotto sella offre spazio ad un zaino e non solo (tra l’altro, quando non è richiuso correttamente, compare una spia sul cruscotto). Non facile invece adagiare sotto la sella due caschi, se almeno uno è integrale, data la particolare conformazione del vano (compensata in parte dalla buona e valida seduta per guidatore e passeggero, con lo schienalino imbottito).
Per quanto riguarda la protezione aerodinamica, l’ampio parabrezza ha buone doti, così come anche la carena.
 
IN DUE. 
Con il passeggero a bordo, il Joymax si fa apprezzare in termini di comodità, grazie all’ampia sella e il poggiaschiena, soddisfa anche i più esigenti ed alti di statura. Le pedane posteriori sono a scomparsa e fuoriescono quando necessario (azionabili premendo sulle stesse – in foto). Alla guida lo scooter rimane prestazionale e stabile, denotando solo qualche limite per la maggior massa (dipende dai soggetti ovviamente) in frenata o nella risposta delle sospensioni. Per gli ammortizzatori, ci siamo mantenuti sulla posizione base, ovvero la tre.
  
WEEKEND
Per l’uscita fuori porta nel fine settimana, il Joymax ci accompagna orgoglioso del suo volume e dei suoi spazi. Possiamo adagiare piccoli oggetti di frequente uso nei vani retro scudo (uno di questi dotato di serratura) e distendere leggermente le gambe lungo i fianchi. Postura in sella e comodità come già detto non mancano, anche per i più alti, mentre le prestazioni sulle tratte extra urbane, sono adeguate al segmento. Valida l’accelerazione, confermata non solo per gli spunti da fermo cittadini; altrettanto soddisfacente la velocità massima, che si mantiene prossima al limite imposto per le autostrade, raggiunta ai regimi della zona rossa sul cruscotto. La trasmissione ben calibrata in relazione alla massa del veicolo, garantisce sempre buone riprese, indipendentemente dalla condizione in cui ci si trova. La protezione aerodinamica è valida, pur se non certo completa per ogni parte di busto e gambe, alle maggiori velocità. Qualche limite nella guida estrema lo manifesta la sospensione anteriore, come anche la gestione della stabilità in caso di disturbi aerodinamici (ma le velleità maggiori del Joymax, sono appunto turistiche e non sportive).
Il freno posteriore come detto è sempre valido, grazie anche all’azione combinata di uno dei pistoncini sulla pinza anteriore, mentre necessità di una maggiore energia il disco da 240 mm anteriore. Nuovamente buono il giudizio sulla postura, che permette di rimanere comodi e senza fastidi, anche dopo percorrenze medio lunghe. Soddisfacente infine l’autonomia, grazie alla capienza del serbatoio (indicativamente superiore ai 250km con un pieno, per ciclo misto).
    
PREZZO, ACCESSORI E OPTIONAL
4.050 euro è il prezzo di listino al pubblico franco concessionario, con 24 mesi di garanzia ed assistenza stradale (inclusa foratura) compresi. L’attuale promozione di Sym, offre l'allestimento “full-optional”, con accessori dal costo di 260 euro, ad un prezzo netto di 3.499 euro (ovvero uno sconto di 811 euro rispetto al listino). Tale offerta scade il prossimo 30 settembre.
Parabrezza alto, cupolino sportivo fumé, porta bauletto e copertina para-gambe impermeabile, sono i classici accessori disponibili.
È presente inoltre a catalogo il sistema di allarme modello Chip, che include funzioni: "panico", “antirapina” (attivabile al momento dell’installazione) e segnalazione acustica; dotato di due telecomandi, blocco elettrico del motore e Shock sensor, ha un prezzo suggerito (iva e montaggio incluso) di 250 euro.
  
CONSIDERAZIONI
Il JoyMax è sicuramente un buon veicolo, tra i più comodi anche per il semplice uso urbano, nella sua categoria, di quelli che grazie ai molti spazi fruibili, risulta però parimenti tra i più pratici, dato che  permette di caricare e portare con se vari oggetti o accessori utili, senza dover utilizzare zaini o bauletti. In questi aspetti si fa apprezzare molto e supera quindi positivamente la prova, dalla sua anche un prezzo concorrenziale e l’immagine seria oltre che solida. In ottica turistica beneficia del comfort con la valida sella a doppio schienalino e di prestazioni adeguate. Per chi volesse superarne i limiti andando alla ricerca di qualcosa di davvero molto performante, su tutti fronti e dai maggiori contenuti, Sym propone ora anche il nuovo MaxSym 400, “fratellone” del Joymax.
  
  
PIACE:
- Ampi spazi
- Comfort sella
- Dotazioni (es. illuminazione vano sottosella, blocco motore, triangolo)
   
PIACE MENO:
- Sospensioni tendenti alla rigidità
- Modulabilità frenata
  
   
Abbigliamento: casco X-Lite X-402GT (N-Com), paraschiena OJ Shock, guanti OJ B-Sun.

SCHEDA TECNICA - Joymax EVO 300 i
Motore: 4 tempi monocilindrico
Alesaggio x corsa: 73 x 63 mm
Cilindrata: 263,7 cc
Potenza: 16.9 kw a 7500 giri
Rapporto di compr.: 10:1
Coppia massima: 23.9 Nm/6000 giri
Emissioni: Euro Tre
Raffreddamento: Liquido
Distribuzione: Monoalbero, 4 valvole
Lubrificazione: Forzata e vaporizzata
Trasmissione: A cinghia con var. aut.
Tipo di carburante: Benzina verde
Capacità serbatoio: 12 L
Accensione: Elettronica E.F.I.
Avviamento: Elettrico
Telaio: Tubolare
Lungh. x largh. x altezza: 2280x870x1380 mm
Altezza sella: 740 mm
Passo: 1495 mm
Peso a secco: 182 kg
Pneumatico anteriore: Tubeless 110/90-13
Cerchio anteriore: Alluminio
Pneumatico posteriore: Tubeless 130/70-13
Cerchio posteriore: Alluminio
Freno anteriore: Disco 240 mm Ø
Freno posteriore: Disco 220 mm Ø
Sospensione anteriore: Forcella telescopica
Sospensione posteriore: Doppio ammort. reg.
Colorazioni disponibili, quattro: argento, antracite, nero, bianco (visibili in foto)

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