Suzuki GSR 750: Dna racing

In Prove moto

di Giorgio Papetti, 18 luglio 2011
Share  
Suzuki GSR 750: Dna racing



Una casa con una tradizione sportiva come quella che può vantare Suzuki non poteva non scendere in campo nel settore della naked over 600, dominato per lungo tempo da Kawasaki con la Z750. Tra l’altro è paradossale che la casa che più di tutti a creduto fino in fondo alla cilindrata di mezzo, parlando ovviamente di sportive, abbia impiegato così tanto tempo a proporre una naked che attingesse a piene mani al patrimonio motoristico della GSX-R 750, una delle supersportive più apprezzate di sempre.

Estetica

Come spesso accade anche per la GSR 750 i giudizi riguardo all’estetica possono essere anche parecchio discordanti. C’è chi ne apprezza le forme rassicuranti e i tagli decisi e chi invece denota una noiosa omologazione a canoni estetici tipicamente giapponesi. Iniziamo col dire che la nuova naked di Suzuki non derivata dalla più piccola 600, ma è moto completamente nuova che strizza l’occhio alle ultime tendenze in fatto di design. Corta, con una netta sproporzione tra la coda sfuggente e l’anteriore molto muscoloso, la GSR 750 ripercorre indubbiamente uno schema già visto, ma riesce comunque a mantenere una propria personalità. Certo non è una moto che fa strabuzzare gli occhi per la componentistica o le finiture ricercate. In Suzuki hanno puntato su tanta sostanza senza eccedere nelle ricercatezze estetiche. In alcuni casi ci verrebbe da dire un fin troppo, specie per alcuni componenti un po’ cheap e qualche accoppiamento (come quelli tra fianchetti e serbatoio) migliorabile. Dettagli di poco conto che però finiscono col penalizzare a livello estetico un prodotto che per altri versi offre un eccellente rapporto tra costo e prestazioni.

Motore e ciclistica

Per convincere i potenziali acquirenti Suzuki gioca indubbiamente sulla bontà del motore. Il sound, anche con il castigato scarico di serie, è veramente coinvolgente e agli alti il 4 cilindri in linea urla rabbioso con una cattiveria che ricorda quella della più sportive GSX-R. Del resto il propulsore proviene proprio dalla GSX-R 750 (versione 2005) e sebbene sia stato rivisto per adattarsi meglio a un uso prettamente stradale non manca certo di vivacità. Per garantire più coppia ai bassi e medi regimi e una maggiore fluidità nella guida di tutti i giorni i tecnici sono intervenuti su svariati particolari del motore, sul cambio e sull’impianto di scarico dotato di valvola parzializzatrice SET (Suzuki Exhaust Tuning). Il risultato è un’erogazione della potenza pronta e lineare fin dai bassi regimi, che permette di guidare tanto in città quanto nel misto senza dover continuamente cambiare marcia. La potenza dichiarata, 106 Cv a 10.000 giri con una coppia di 80 Nm a 9.000 giri, è in linea con quella della più diretta concorrente ma sembra meglio distribuita lungo tutto l’arco di utilizzo. Fino ai 7.000 giri la GSR 750 è facilmente gestibile e sfruttabile da chiunque, poi il discorso cambia e superata la fatidica soglia il dna racing esce allo scoperto e la guida richiede più esperienza. Il cambio merita un plauso perché è semplicemente perfetto, sia come spaziatura sia come fluidità. Complice anche l’elasticità del motore ci si trova spesso a viaggiare con le marce alte senza nemmeno accorgersene e quando si arriva al semaforo è sufficiente sfiorare il pedale per scalare anche più marce in sequenza fino a trovare immediatamente la folle. Mai un impuntamento o un’esitazione, anche quando ci si mette di impegno per sfruttarlo oltre ogni limite.



Pagina 1 di 3 Pagina successiva


Stampa  Print version   Invia ad un amico  Send to a friend     Scrivi un commento  Write your comment »

Commenta usando Facebook

Commenti dei lettori

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti in Prove moto

» Week Test: SYM Citycom.300i
» Aprilia RSV4R APRC: Più elettronica per tutti
» Beta Enduro 2012: poker d’assi