Già con la gamma Enduro 4T del 2011 Beta aveva fatto un notevole salto di qualità abbinando a motori di altissimo livello ed estremamente affidabili una nuova ciclistica centrata sull’adozione di una forcella Marzocchi da 50 mm., che finalmente eliminava il principale neo riscontrato da molti utenti sulle enduro fiorentine degli anni precedenti. Pur mantenendo un approccio sempre orientato in primis agli amatori, che predilige affidabilità e facilità di guida alle prestazioni pure in gara, con i model year 2012 Beta ha alzato ulteriormente l’asticella delle prestazioni cambiando ancora una volta radicalmente la ciclistica per offrire una gamma che guarda con maggiore interesse anche al racing in un’ottica ready to race, pur sempre restando fruibile e di facile approccio per gli amatori.
Anche l’aver presentato per primi il nuovo propulsore da 350 cc., che ha significato sacrificare almeno in parte lo sviluppo di un 250 (attualmente grande assente nella gamma), dimostra proprio la volontà di soddisfare prima di tutto le esigenze di chi pratica enduro a livello amatoriale, offrendo comunque al pilota un’eccellente base di partenza per sviluppare vere e proprie macchine da guerra per competere a qualsiasi livello, mondiale ed estreme comprese. Sui motori per il 2012 c’era poco da fare visto che stiamo già parlando di unità estremamente performanti. Gli interventi sono stati quindi più di dettaglio, alla ricerca di ulteriore affidabilità e resistenza anche nelle condizioni tipiche delle gare estreme. Il cuscinetto a rulli, per esempio, è ora 3 volte più duraturo e anche il ponte dell’albero a camme è stato rinforzato per ridurre le deformazioni sotto sforzo, rendendo più precisa la distribuzione. Rinforzi sono arrivati anche per gli scodellini valvole, mentre è stato utilizzato un nuovo tensionatore della catena di distribuzione per ridurre i giochi residui e il rumore a freddo. Sulla catena di distribuzione viene ora impiegato un getto d’olio addizionale per aumentarne la lubrificazione e migliorare il funzionamento del pattino, a sua volta modificato e irrobustito. Anche la frizione è stata oggetto di significativi interventi, primo tra tutti l’adozione di una nuova pompa idraulica Brembo più performante e resistente rispetto alla AJP montata in precedenza. Internamente è stato rinforzato l’ingranaggio della primaria e sono state adottate nuove molle in grado di resistere meglio alle elevate temperature. Novità anche per il cambio, che presenta scanalature di nuovo disegno per il desmodromico utili per un funzionamento più morbido. Chi si aspettava il passaggio all’iniezione resterà invece deluso. I tecnici Beta sono pronti a passare alla gestione elettronica in qualsiasi momento (del resto le moto erano già nate con la predisposizione), ma per il momento il carburatore funziona talmente bene che preferiscono aspettare quando veramente sarà necessario fare il passaggio, che per gli appassionati significa comunque maggiori complicazioni e minori possibilità di intervento nel box di casa.