Aprilia Scarabeo 125/200: l'"altro" insetto a due ruote

In Prove moto

di Stefano Malagoli, 30 giugno 2011
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Aprilia Scarabeo 125/200: l''


Lo scarabeo della specie più comune ha, in natura, una vita media compresa tra gli uno e i due anni. Ne esiste però una varietà un po' particolare, che traccia le sue origini in provincia di Venezia e, nella sua più recente apparizione, cresce e si riproduce dalle parti di Pontedera: questo Scarabeo ha 18 anni e certamente non mostra segni di vecchiaia, anzi...

STILE INCONFONDIBILE
Con una gamma che spazia dal 50 centimetri cubi al 500, 750.000 unità prodotte e, come già detto, maggiorenne da quest'anno (l'esordio nel 1993 con il 50 cc), Scarabeo, oggi parte della famiglia Piaggio, è caratterizzato da uno stile certamente peculiare. Elemento, questo dell'immagine, sicuramente importante perchè Scarabeo è un vero e proprio fenomeno italiano (l'80% delle vendite si concentra nella penisola) che ha saputo evolversi nel tempo, restando sempre legato ai tratti originari. Ed il rinnovamento nella continuità di questo mezzo, tipico dei prodotti che riescono a imporsi quali icone di stile (mettete una Porsche 911 del 1963 ed una del 2011 fianco a fianco ed il concetto apparirà evidente), ha accompagnato una generazione di scooteristi italiani, attraversando mode e tendenze passeggere.

MAGGIORE ETA', MAGGIORI RESPONSABILITA'
Come noto, il raggiungimento della maggiore età si accompagna a nuove responsabilità e alla necessità di dimostrarsi più 'maturi'. Ed è proprio nel segno della maturità che Scarabeo introduce due nuove versioni, nelle cilindrate 125 e 200, che sostituiscono modelli di pari cilindrata già presenti a listino. Nuova la griglia anteriore (con un motivo a "V" rovesciata che preferiamo molto al "groviera" del modello che sostituisce), le frecce (che ritornano alla base del manubrio come nei vecchi Scarabeo), il disegno del parafango (scanalato in modo da deviare l'aria verso il radiatore), tutta la coda (rimodellata ed allegerita) e nuovo il disegno del gruppo ottico posteriore. Anche la sella è stata rivista, sdoppiandola e migliorandone l'imbottitura. Resta, come ovvio, l'iconico l'ovale della fiancata. L'insieme mi è apparso decisamente elegante, anche merito del disegno dei cerchi a 5 razze da 16" e delle combinazioni colori, sobrie e stylish (sei tinte, tutte metallizzate). La strumentazione è ben leggibile e completa (tachimetro, indicatore del livello del carburante e temperatura motore analogici e display multifunzione digitale). Il cavalletto, solo centrale, è facile da azionare e richiede davvero poco sforzo. Oltre al vano sotto sella e a un piccolo portaoggetti anteriore, la capacità di carico è affidata al portapacchi posteriore ed alla pedana orizzontale su cui è possibile trasportare una borsa.







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