Siamo a fine maggio, le scuole stanno per finire e chi non ha più 14 o 16 anni difficilmente può scordare quando invece ce li ha avuti. E quanto sognasse, oltre a quella cosa che da sempre tira più che un carro di buoi, i cinquantini o le ottavo di litro che apparivano sulle pagine di tutti i giornali. Quando l’età per la patente A ce l’aveva chi scrive, le case (soprattutto italiane) si contendevano le vendite a colpi di potenze che fino a qualche anno prima avrebbero fatto arrossire qualche monocilindrica da GP. Ora, forse fortunatamente, non è più così, ma gli aspiranti piloti di oggi non hanno troppo da disperarsi. Leggete oltre, e capirete perché.
UN MARCHIO NEL MARCHIO
Durante la conferenza stampa Maura Paccagnella, Motorcycle manager Aprilia, ricorda come la sigla RS sia praticamente un vero marchio nel marchio in casa Aprilia. Sono state più di 100.000 le RS prodotte e vendute in 30 paesi. Sono stati più di 100.000 i giovani che si sono avvicinati al motociclismo, e alle corse, con le RS, sigla che nel
Motomondiale significa oltre 280 vittorie (282, al momento in cui scriviamo…) e 36 titoli mondiali, fra piloti e costruttori. Se è difficile dare un nome ai ragazzi di tutto il mondo che hanno imparato a staccare, piegare e spalancare in sella alle RS, è invece molto facile farlo con i giovani piloti che sono arrivati al mondiale, vincendo gare e titoli, su moto con quel nome. Biaggi, Rossi, Melandri, Lorenzo. Scusate se è poco.
NATA IN PISTA
La RS è forse una delle migliori sintesi della filosofia Aprilia, che sviluppa in pista i concetti da trasferire poi su strada. Una filosofia che i meno giovani ricorderanno fin dalla prima AF1. Una moto che
Aprilia può chiamare, senza timore di smentita, la prima, vera, race replica fra le ottavo di litro. Una moto che, non a caso, ha per prima dato origine a versioni speciali con le livree di Reggiani, De Radigues, Biaggi, Rossi e così via fino a Lorenzo e Talmacsi.
IL TEMPO PASSA
L’era del due tempi, però, volge al termine. E’ stato così nel motomondiale, inevitabile che sia così nella produzione di serie se quest’ultima deve essere una replica. Ecco allora che con il trasformarsi delle categorie maggiori, cambiano i modelli a cui fanno riferimento le repliche – la RS4 fa il verso, dalla sigla alle linee, alla sorella maggiore RSV4, l’ammiraglia sportiva che ha regalato l’ultimo – in termini temporali – titolo iridato alla casa di Noale. E non è un caso, quindi, che ne mutui gli stilemi, partendo dalla carenatura sviluppata in galleria del vento al triplo fare anteriore, dal telaio in alluminio al codino rastremato e dotato di luci a LED. E che tutte le considerazioni espresse per la 125 – motore a parte, ovviamente – valgano anche per la piccola 50, spinta “ancora” dal classico mono due tempi a carburatore.
ROBA DA GRANDI
Prende la parola Emanuele Santinello, il responsabile del modello, che ci parla un po’ del monocilindrico bialbero a quattro tempi che spinge la 125, con iniezione elettronica Marelli Speed Density. Ovviamente il propulsore rientra nella normativa Euro-3 ed è stato sviluppato da
Aprilia con la consulenza del reparto corse; le accortezze usate sui propulsori delle maximoto sono le stesse impiegate qui. Discorsi che valgono anche per la ciclistica, dove troviamo un telaio in alluminio realizzato per iniezione, che unisce leggerezza a rigidità. La forcella ha steli da 41mm, mentre al retrotreno troviamo un forcellone asimmetrico – che fa molto racing – su cui lavora un monoammortizzatore.
CORSAIOLA
L’impianto frenante si affida ad un disco da 300mm con pinza radiale a quattro pistoncini – roba che si trovava sulle GP di qualche tempo fa, per richiamare i concetti iniziali – mentre al posteriore il disco diventa da 218mm. Il portatarga e le pedane del passeggero sono rimuovibili mentre, sia per la 50 che per la 125 (anche se con look e andamenti diversi), è previsto un giro “sottomotore” per lo scarico. La strumentazione fa affidamento ad un leggibile quadrante con contagiri analogico e tutto il resto digitale, mentre nel sottosella si trova un ampio spazio a disposizione per qualsivoglia oggetto. Ciliegina sulla torta, il quickshifter che ha debuttato sulla RSV4 APRC disponibile come optional per la 125, una prima assoluta per una ottavo di litro – anzi, azzardiamo, per qualunque moto di serie sotto i… 675cc!
ACCESSORI E VERSIONI
Come sempre nel caso di Aprilia, il catalogo accessori è vasto, e comprende cupolini racing, coprisella monoposto, tappi carenatura per quando si rimuovono le appendici stradali e il già citato quickshifter. RS4 è già disponibile dai concessionari, nelle tre colorazioni Racing Black, racing white e Alitalia Replica, al prezzo di 3790€ per la 50cc e 4390 per la 125, in entrambi i casi franco concessionario.