Ducati 1198SP: La freccia del Parto

di Edoardo Licciardello

Ducati 1198SP: La freccia del Parto

Leggenda vuole che l’antichissima popolazione dei Parti fosse famosa per l’abilità dei propri arcieri. La loro specialità era la capacità di scoccare nella direzione opposta a quella della cavalcata, colpendo così gli inseguitori che credevano di avere sbaragliato e messo in fuga l’esercito parto. Questa 1198SP ci ricorda molto da vicino quella situazione: non è un mistero che Ducati abbia ormai pronta la nuova Superbike 1200, e la casa di Borgo Panigale, lo scorso autunno, ha “lanciato la bomba” del ritiro del proprio team ufficiale dal mondiale Superbike.

SP, COME IL PASSATO
Chi ha dato la 1198 per morta, però, ha commesso un grosso errore.

Un po’ perché Carlos Checa ci sta andando fortissimo (non ci sbilanciamo oltre per pura scaramanzia…) nel mondiale, e un po’ perché, poco dopo la notizia del ritiro, Ducati ha presentato la versione SP. Causando più di un tuffo al cuore agli appassionati di vecchia data, che ricordano molto bene le 851, 888 e 916 che si gloriavano di quella sigla: allora, prima dell’avvento della prima 996R che fece debuttare il propulsore Testastretta, le Ducati stradali più cattive, quelle da cui derivavano le Superbike ufficiali, si chiamavano così.


MASSIMA EVOLUZIONE
Un attacco a sorpresa, che non a caso recupera un nome del passato: la 1198SP vuole essere la massima evoluzione dello schema storico Ducati prima dell’avvento del nuovo rivoluzionario modello che correrà in Superbike. Certe soluzioni, è ormai noto anche ai sassi, non le vedremo più: la nuova 1200 pensionerà il traliccio in tubi e lo schema ad “L”. Non si tratta, quindi, del solito specchietto per allodole – scusate, escamotage – volto a vendere ancora qualche esemplare di un modello in via di pensionamento. E’ un’operazione che mostra tutto l’amore che Ducati ha per la 1198 che si merita, con qualche aggiornamento, di combattere ad armi pari con le avversarie.

PROGRESSO ELETTRONICO…
Se dal punto di vista ciclistico e motoristico la Superbike di Borgo Panigale resta sostanzialmente invariata (trovate l'analisi della 1198S "standard" qui), la componente elettronica, sempre più importante per tenere a bada le prestazioni delle maxisportive, viene sostanzialmente aggiornata. Un miglioramento doveroso per la moto che ha introdotto per prima il controllo di trazione come oggi lo conosciamo sulle sportive, e di cui abbiamo parlato in maniera esaustiva all’epoca della nostra prova. In questa versione SP la 1198 guadagna anche il cambio rapido ad assistenza elettronica e lo fa, come buona tradizione Ducati, con una realizzazione all’avanguardia, qui denominata DQS, Ducati Quick Shifter.

Se nella sostanza poco cambia (il concetto di base è sempre lo stesso: interrompere l’accensione per la frazione di tempo necessaria a ridurre il carico sulla trasmissione e consentire quindi il passaggio al rapporto superiore senza chiamare in causa la frizione), all’atto pratico le prestazioni sono il riferimento della categoria, con soli 80 millisecondi necessari per l’innesto. Un lavoro non banale, perché l’implementazione di un sistema del genere su un mezzo di serie, che deve mantenere l’affidabilità necessaria ad essere usata anche nella vita di tutti i giorni, comporta un accurato lavoro sull’elettronica per far sì che il cambio non venga troppo stressato.

…E CICLISTICO
Se il cambio elettronico vi permette di divorare la prima parte dei rettilinei, Ducati ha pensato anche a quando questi finiscono: la SP riceve in dote la raffinatissima frizione antisaltellamento in Ergal fino ad ora patrimonio esclusivo della 1198R – una mancanza che si sentiva davvero su una grossa bicilindrica sportiva come la Ducatona. Completa il quadro il monoammortizzatore Ohlins TTX, anch’esso prelevato pari pari dalla “R”, che grazie a circuiti di frenatura idraulica completamente separati per compressione ed estensione migliora sostanzialmente l’efficacia dell’unità e la risposta alle tarature. Non poteva poi mancare il serbatoio in alluminio già visto (ma con altra colorazione) sulla precedente 1198 Corse, che aumenta l’autonomia grazie ad una capacità che passa da (soli) 15,5 litri a 18.


SPORTIVA, E BASTA
Su strada, inutile negarlo, la SP fa venire immediatamente voglia di correre al primo autonoleggio per assicurarsi un furgone su cui caricarla e portarla in pista. Al di là dell’uso sportivo, infatti, la 1198SP (come del resto tutte le precedenti “istanze” della 10/1198) concede pochissimo: scomoda, rigida, reattiva al comando del freno, richiede un impegno che mal si concilia con l’uso disimpegnato. Non è (e non vuole essere) una moto versatile o turistica: è stata pensata, definita, progettata e costruita per andare più forte possibile su percorsi misti, possibilmente con l’asfalto liscio e levigato dei circuiti o dei migliori passi di montagna. Meglio se veloci.

Il cambio rapido, date retta, riservatelo all’uso sportivo: se pretendete di chiamarlo in causa ai bassi e medi regimi la risposta è lenta e arriva a perturbare l’accelerazione. Se invece lo utilizzate in una bella sparata, la velocità di cambiata ha del soprannaturale. Basta sfiorare la leva, senza nemmeno troppa convinzione, per percepire l’innesto del rapporto superiore, condito da un coreografico e gasante scoppiettio come sulle Superbike. In Ducati i cambi li hanno sempre saputi fare, e molto bene: senza voler sminuire il lavoro dei tecnici, non ci aspettavamo nulla di meno.

PERSONALITA’ INVARIATA
Per tutto il resto, la 1198SP mantiene il suo normale “carattere” che abbiamo già esaminato diverse volte nelle nostre prove. Purtroppo, il meteo non ha reso facile il nostro test: un vento teso sul circuito di Misano Adriatico ha abbassato la temperatura a livelli invernali, ma non è bastato ad impedirci di capire che la SP, in fondo, è cambiata più di quanto non sembri rispetto alle versioni precedenti. L’assetto resta quello conosciuto, equilibrato, che privilegia trazione e scorrevolezza ad ingressi fulminei in curva: resta una vaga tendenza al sottosterzo che il pilota deve compensare con una guida fisica, usando tanto il peso del corpo e indirizzando la pressione sui manubri per “tirare” la moto verso l’interno curva in uscita. Se non ci si impigrisce, però, la 1198SP ripaga con una confidenza assoluta sull’avantreno e velocità di percorrenza a centro curva da moto non targata, per così dire. E, pur necessitando di un confronto diretto per avere conferma definitiva, la sensazione che offre questa SP è di una moto un pelo meno “muscolare” della versione standard…

MA PIU’ EFFICACE
Sarà l’effetto placebo dell’Ohlins TTX, ma si ha l’impressione che la trazione della 1198 sia ulteriormente migliorata, che quando si va a spalancare il gas, al netto dell’impeccabile lavoro dell’elettronica, il DTC entri meno in azione. Che la 1198 faccia ancora più strada, pur mantenendo la (gustosissima, controllabilissima) tendenza ad impennare all’uscita delle curve da seconda. Ma possiamo dire con una certa sicurezza che non si tratta di solo effetto placebo: vista la temperatura piuttosto rigida, ci aspettavamo quantomeno un’usura irregolare delle gomme. E invece, ad ogni uscita, la Pirelli Diablo Supercorsa SP tornava ai box “pulita” come appena rodata, ad esclusione di qualche salutare, gratificante, ricciolino sul bordo.

Dove il comportamento migliora molto, e oltre ogni ragionevole dubbio, è in frenata: la SP, grazie all’arrivo dell’antisaltellamento, permette finalmente di sfruttare il granitico sostegno del suo avantreno ritardando la frenata oltre il limite del buonsenso, restando composta e non obbligando a “doppiette” con l’acceleratore che, è vero, si imparano presto a fare, ma rubano sensibilità sulla leva del freno e non mettono mai completamente al riparo da perturbazioni dell’assetto al retrotreno. Se prima la staccata del Tramonto, che si effettua a moto marcatamente piegata sulla destra, andava pianificata con cura e tenendosi ampio margine di… scodata, ora la 1198 va dritta come su un binario e le intemperanze della ruota posteriore vengono prontamente recuperate, lasciando solo una “firma” nera sull’asfalto, a testimonianza della vostra (anzi, sua) prodezza.
Allora, vale la pena di comprare una 1198SP? Vediamo: il prezzo è allineato alla diretta concorrenza, le prestazioni di assoluto rilievo (c’è però chi le offre al prezzo di un impegno fisico minore...) ma, come dicevamo in apertura, si sa da tempo come l’anno prossimo la 1198 sarà già vecchia. Questa SP, però, esercita un fascino irresistibile per chi, come il sottoscritto, ha ghiandole salivari che per riflesso condizionato lavorano a pieno regime al solo leggere quella sigla di due lettere. E non è affatto azzardato pensare che, in qualità di massima evoluzione della 1198, non diventi, in un futuro non troppo remoto, un esemplare da collezione.

Nel frattempo, mentre aspettate che il suo valore aumenti, fatevi un favore e portatela in pista. Dovrete forse faticare un po’ di più degli altri, ma – ve lo assicuriamo – la 1198SP vi regala in cambio sensazioni impagabili: si piega come assassini nella massima sicurezza, e spalancare il gas in uscita di curva sul Testastretta, sentire la sua sconfinata, dolcissima spinta sotto al sedere e gustarsi la colonna sonora di contorno è una di quelle esperienze che qualunque motociclista sportivo degno di tale nome dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Volete mettere il gusto?


Ringraziamenti: Braghi Racing

Abbigliamento:
Tuta Dainese Steel
Guanti Dainese Full Metal Racer
Stivali Dainese Torque out)
Casco X-Lite X-802 Replica Lorenzo Moon

SCHEDA: DUCATI 1198SP
Tipo motore: 4 tempi, bicilindrico a L, distribuzione desmo 8v, raffreddato a liquido.
Alesaggio e corsa: 106 x 67,9 mm
Cilindrata totale: 1198,4 cc
Rapporto di compressione: 12,7:1
Potenza massima: 125kW (170cv) a 9750  giri/minuto
Coppia massima: 131Nm (13,4Kgm) a 8000 giri/minuto
Alimentazione: Iniezione elettronica Marelli, corpi farfallati ellittici da 63,9mm
Gestione elettronica: Controllo di trazione, Cambio rapido, Acquisizione dati
Accensione: Elettronica digitale
Avviamento: Elettrico
Cambio: 6 rapporti
Frizione: Multidisco a secco antisaltellamento, comando idraulico
Trasm. Primaria: Ad ingranaggi, denti dritti
Trasm. Secondaria: A catena
Telaio: Traliccio in acciaio altoresistenziale ALS 450
Sospensione Anteriore: Forcella Ohlins a steli rovesciati da 43mm, completamente regolabile.
Sospensione Posteriore: Monoammortizzatore Ohlins TTX completamente regolabile, forcellone monobraccio in alluminio
Freno Anteriore: Doppio disco semiflottante da 330 mm, pinze Brembo monoblocco radiali a 4 pistoncini/2 pastiglie
Freno Posteriore: Disco da 245 mm
Pneumatici: Ant.: 120/70 ZR 17, post.: 190/55 ZR 17
Interasse: 1430 mm
Avancorsa: variabile
Inclinazione cannotto: 24°3/24°5
Peso: 168 kg (a secco*)
Serbatoio: 18L
Prezzo: 21.990 € F.C.

* Esclusi batteria, lubrificanti e liquidi di raffreddamento.

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Altri commenti

DEO82

MHHHHHHHHHH!!! CHE SPETTACOLO!!!!!!! A ME STA MOTO MI FA MORIRE, SARà BELLISSIMA ANCHE TRA 10 ANNI!!!

Inserito: 21 aprile 2011
desmoluca76

VERO COME UN VANGELO, QUELLO KE DICI.... :-D

Inserito: 21 aprile 2011
Anonymous

Sono davvero curioso riguardo alla nuovs 1200, anche perchè ai miei occhi questa 1198SP è praticamente la perfezione su due ruote...

Inserito: 22 aprile 2011
amedeo52

Un giorno spero di poterla provare....
....

Inserito: 22 aprile 2011
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Commento


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