Nella conferenza stampa di ieri, i ragazzi di
Aprilia hanno voluto sottolineare la convivenza di due anime su Tuono V4R: quella stradale e quella pistaiola. Più che naturale che, non lasciando nulla al caso, il nostro test si dipani in due sessioni; quella della mattina, su strada, su un percorso di montagna, e quella del pomeriggio, sul circuito di Valencia.
DICHIARAZIONE D'INTENTI
Tuono non perde tempo a dire chiaro e tondo quale sia la sua vocazione: il primo impatto con la sella è un po' traumatico: è alta (anche se meno della vecchia Tuono V2, come ci aveva anticipato ieri sera il suo "papà", l'ingegner Fioravanzo) e durissima, come su una supersportiva. In compenso, però, è anche larga e lunga, e offre accoglienza a piloti di tutte le taglie. Le pedane sono alte, a sensazione un pelo più avanzate di quelle della RSV4, e il manubrio, largo ma non troppo, è più basso della media delle naked. Comandi al manubrio e cruscotto sono stati prelevati di peso dalla sorella Superbike, dunque nessuna sorpresa. Avvio il motore, che mi ripaga con il ringhio minaccioso che la mente ormai associa automaticamente al V4 Aprilia. Potrei passare ore a giocare con l'acceleratore, da fermo, solo per far godere le mie orecchie. I comandi di freno e frizione sono morbidi e modulabili, il cambio con quickshifter altrettanto - è ora di partire. Mappatura Sport, controllo di trazione a livello 6, anti-impennata attivato. Si va.
L'erogazione è la stessa, robusta ma dolcissima, della RSV4, forse qui ancora più morbida sotto. Ai bassi regimi c'è solo un minimo effetto on-off, ma per l'uso in città basta selezionare la mappatura R, e la Tuono, al netto della posizione di guida e della taratura sospensioni da supersportiva, diventa gestibile quanto uno scooter. Almeno finché non solleticate l'acceleratore, sia chiaro, perché anche con un 25% di potenza in meno, i cavalli in alto sono una vera valanga. Archiviato rapidamente il trasferimento - un tratto di statale e una breve puntata in autostrada, in cui riusciamo a verificare la protezione aerodinamica (non pervenuta…) - possiamo iniziare il tratto misto, quello per cui stamattina siamo stati portati qui.
ESTREMA...
Dimenticatevi subito le mollezze di alcune naked con ambizioni sportive: qui siete in sella ad una supersportiva senza carenatura e con manubrio largo. Il che significa che quando vi trovate, come ci è capitato, su un tratto accidentato o comunque molto ondulato, c'è da penare: la Tuono salta qua e là come un canguro, esattamente come una supersportiva, costringendovi a calare il ritmo. Quando però l'asfalto si fa levigato, si gode come matti. Precisa e composta, la Tuono offre una confidenza assoluta al pilota, grazie ad un avantreno sincero e rigoroso, e ad un'erogazione che consente di usarla come fosse un monomarcia. Se il misto non è velocissimo, mettete la seconda e dimenticatevi del cambio: Tuono vi fa volare in curva agili e sicuri, e ve ne porta fuori come sparati da un fucile a pompa. Mettere la terza? Se volete, fatelo, ma considerando che la seconda basta a farvi perdere diversi punti anche in autostrada, vi assicuriamo che non se ne sente la necessità. Il misto è più veloce ed aperto? Allora sì, andate di terza. E ridimenticatevi del cambio, anche se il quickshifter
Aprilia rende usarlo un vero piacere, anche ai medi regimi, dove diverse realizzazioni della concorrenza si rivelano molto più faticosi che gustosi. In una delle ambientazioni fotografiche si aveva la possibilità di scaricare a terra le prime tre marce con la giusta dose di cattiveria: possiamo garantirvi che farlo è una libidine, ma anche, semplicemente, ascoltare la Tuono V4 che snocciolava le marce sfiorando il limitatore nel punto in cui aspettavamo il nostro turno per il passaggio successivo è roba da far drizzare i peli sulla nuca.
La frenata è modulabile e potente, senza eccessi di aggressività, e la frizione antisaltellamento svolge un ottimo lavoro, se si esclude qualche scalciata della leva quando si esagera con il regime da cui si pretende di scalare. L'antiimpennata? Se pensate di poterne fare a meno, assicuratevi di trovarvi su una strada senza scollinamenti, perché ci vuole davvero poco a provocare coreografiche impennate anche quando non espressamente richieste. Il sistema AWC smorza sul nascere queste velleità, e vi impedisce di mettervi nei guai con atterraggi a ruota anteriore storta - già, perché grazie al controllo di trazione, Tuono scatena qualche accenno di impennata anche in uscita di curva, quando siete ancora bellamente piegati. Onestamente non abbiamo sentito la necessità di scendere con il livello del Traction Control, su strada: non penalizza più di tanto, e in compenso vi salva da qualche brutto momento o peggio, quando il fondo offre un grip diverso da quello che avevate "battezzato".
…MA SICURA
Vi anticipiamo una delle conclusioni: se volete la Tuono V4R - e vi assicuriamo che avete un sacco di ottimi motivi per volerla - prendetela con il pacchetto APRC. La confidenza e la sicurezza offerte al pilota sono impagabili. Difficilmente si riuscirebbe a godere di "tanta roba" quanta ne offre la supernaked
Aprilia senza la sicurezza - reale, ma anche psicologica - offerta dall'evoluta elettronica sviluppata a Noale, che riesce a rendere (relativamente) sfruttabile anche su strada una moto dal potenziale prestazionale francamente pazzesco. Potete farne a meno, la Tuono non è un'ammazzacristiani incontrollabile. Ma a parte considerazioni su quanto costa una banale scivolata che poteva venire prevenuta dal controllo di trazione, vi assicuriamo che il pacchetto elettronico
Aprilia è, senza dubbio, il riferimento prestazionale del momento. Provatelo, ve lo assicuriamo, e troverete subito ottime giustificazioni per i 2000 euro in più che servono per portarsi a casa la Tuono "full optional".