Ci sembra di rivivere Vacanze Romane. Ci siamo dati al cinema? No, tranquilli, la nostra rubrica parla ancora di due ruote, ma mentre costeggiamo il Colosseo e i Fori Imperiali in sella alla nostra Vespa è impossibile non sentirsi un po’ come Gregory Peck nel famoso film del ’53. Manca in sella con noi l’Audrey Hepburn della situazione, ma per questa volta chiudiamo un occhio. Anzi no, lo teniamo ben aperto, perché muovendoci su due ruote nel traffico cittadino della Città Eterna non possiamo permetterci distrazioni.
Qualora non si fosse ancora capito siamo a Roma, per l’evento Vespa Days con il quale il Gruppo Piaggio ha deciso di riproporre una sua icona globalmente apprezzata: la Vespa PX, nella duplice variante 125 e 150 cc, che dopo 5 anni di assenza dal mercato riconquista la sua posizione. Emozioni e sentimenti si avvicendano in noi mentre ci accostiamo ad un simbolo del Made in Italy, che mentre costruiva la sua storia, creava contemporaneamente anche quella di svariate generazioni di italiani (ma non solo).
Chiediamo al cuore di non interferire troppo con la mente mentre ci apprestiamo ad avviare la nostra Vespa (che mantiene un avviamento doppio, sia elettrico che a pedale), tirare la frizione ed ingranare la prima di quattro marce per percorrere le vie della capitale. Da subito notiamo vibrazioni un po’ marcate che vanno a ripercuotersi sugli specchietti retrovisori. Che, di per loro, offrono una buona visuale e ci ricordano, con una scritta in inglese, che gli oggetti riflessi potrebbero essere più vicini di quanto sembrano.
Il motore da 150 cc richiede al pilota una certa decisione nel dare il gas (bisogna tenerla su di giri affinché rimanga accesa, fenomeno invece non presente sulla 125 a nostro avviso un filino più divertente), dimostrandosi da subito pieno e generoso. Continuiamo ad ingranare le marce e ad avanzare nella città; il cambio si dimostra essere abbastanza preciso ma un filo ruvido negli innesti, mentre la nuova Vespa PX ci sorprende per stabilità. In questi anni di assenza è divenuta più bilanciata e precisa, grazie anche ad una rinnovata taratura delle sospensioni, con un anteriore a braccetto oscillante con molla elicoidale ed ammortizzatore idraulico a doppio effetto; al posteriore, come sempre, è il carter motore a fungere da parte oscillante, anch’esso con ammortizzatore a doppio effetto. Il comparto ammortizzante dimostra di saper copiare abbastanza bene le imperfezioni del manto stradale cittadino, in molti tratti ben lungi dalla perfezione.
La nuova Vespa PX si sente a suo agio in città, muovendosi con agilità nel traffico della metropoli, grazie anche ad un raggio di sterzo decisamente contenuto che ci aiuta sensibilmente nelle manovre da fermo e nei repentini movimenti che la città impone. Globalmente buono il comportamento dinamico dello
scooter Piaggio, che dimostra di saper copiare con rigore e precisione le traiettorie impostate, soprattutto in caso di curve dal raggio ridotto o nelle rotonde. Lo spazio cittadino ci permette di apprezzare anche l’ergonomia dei comandi, facilmente accessibili ed intuitivi anche in movimento – caratteristica non sempre scontata quando si sta guidando e si è occupati a tenere sotto controllo traffico e strada.
Chiara e ben leggibile anche la strumentazione che ingloba tachimetro (con scala anche in miglia orarie), indicatore di livello del carburante, contachilometri e le varie spie anabbaglianti/abbaglianti, frecce e riserva della benzina. Non nascondiamo, però, che un ammodernamento globale di quest’ultima (magari mantenendosi fedele all’originale ma con tecnologia web 2.0 come fatto dalla Fiat per la sua 500) ci sarebbe stato davvero bene.
La posizione di guida è comoda e permette al guidatore di sentirsi fin dal primo istante a proprio agio, per merito anche di una sella completamente nuova (a 810 mm da terra) ora più accogliente e confortevole, oltre che bella grazie a stupende cuciture a vista, che a parere di chi vi scrive hanno sempre un loro perché. Molto buona e con un buon mordente anche la frenata della Vespa PX, la cui potenza erogata dal monocilindrico a 2 tempi viene tenuta a bada da un impianto frenante anteriore a disco in acciaio inox da 200 mm di diametro. Al posteriore lavora un freno a tamburo con diametro di 150 mm.
Abbiamo accennato prima alla validità del comportamento dinamico dello
scooter italiano, che deve questa sua caratteristica, oltre che a sospensioni rigorose, anche alla sua ciclistica e ai suoi numeri. Sia all’anteriore che al posteriore troviamo due cerchi da 2.10 – 10” con pneumatici da 3.50” – 10”; ridottissimo il passo di 1.260 mm, mentre la lunghezza è di 1.810 mm e la larghezza di 740 mm ed un peso a secco di soli 112 kg. Fedele al concetto iniziale, la carrozzeria continua a fungere anche da elemento portante (elemento che da sempre contraddistingue Vespa) garantendo allo
scooter Piaggio dei valori di rigidità di tutto rispetto, che a loro volta concorrono nel garantire la precisione di guida che tanto abbiamo apprezzato.