Yamaha FZ8: terra di mezzo

di Giorgio Papetti

Yamaha FZ8: terra di mezzo


Più performante e fluida di una 600, ma meno esasperata e difficile di una 1000, ecco la ricetta Yamaha per proporre una naked molto piacevole a un giusto prezzo.

La misura, e con essa il senso che ne deriva, è una virtù che non tutti hanno e che spesso distingue i grandi uomini da quelli mediocri.

Si può salire alla ribalta per gli eccessi o passare inosservati restando perennemente sottotono, ma è solo la misura che permette di durare a lungo raggiungendo un invidiabile equilibrio. Spesso i progettisti hanno seguito le prime due strade, proponendo costose moto adrenaliniche alla portata di pochi, oppure prodotti dignitosi e più abbordabili, che però riuscivano ad emozionare quanto un paracarro. Anche Yamaha, come del resto tutti i produttori del Sol Levante, è stata a volte presa da eccessi in entrambe le direzioni, ma con la FZ8 sembra avere centrato l’obiettivo. Dopo averla provata possiamo infatti dire che è la naked che mancava, almeno guardando ai listini della casa dei tre diapason. Kawasaki ha già la sua best seller Z750 e Suzuki si appresta a riaccendere la lotta con la GSR 750. Yamaha ha dalla sua una FZ6 e una FZ1 che coprono i due estremi e l’arrivo della FZ8 (con immancabile versione semi carenata denominata Fazer 8) le consente di accontentare veramente qualsiasi esigenza.

200 cc di differenza sembrano pochi, ma in realtà cambiano tantissimo il comportamento di una moto, regalando più coppia e tiro rispetto a un 600 senza però richiede l’esperienza di guida e la malizia necessarie per gestire una 1000. Se andiamo poi a guardare nel dettaglio ci accorgiamo di come la FZ8 di cavalli ne abbia veramente pochi in più della FZ6; ciò che cambia è proprio l’elasticità del motore e una ripresa decisamente più vigorosa. Non serve superare i 6.000 giri e cambiare marcia in continuazione per cercare le prestazioni, basta giocare con il gas e decidere se adottare una guida tranquilla, con possibilità di riprendere dalla sesta marcia anche da 1.500 giri, o se tirare le marce al limitatore per sfruttare le notevoli doti del nuovo 4 cilindri da 779 cc., derivato dal propulsore montato sulla R1 versione 2008.

Estetica, ciclistica e motore

La linea è piacevole, senza eccessi ma con una personalità ben definita sia nella versione naked, che riprende il look aggressivo e compatto della FZ1, sia in quella Fazer, più tradizionale ma altrettanto convincente. Forse solo la zona serbatoio è leggermente sovradimensionata, ma è più che altro un effetto ottico dettato dal fatto che il codino è talmente esile da far sembrare la moto più piccola di quello che effettivamente è. Telaio a diamante pressofuso in alluminio e forcellone, sempre in alluminio, fanno la loro bella figura, al pari del piacevole gruppo ottico anteriore e del bellissimo codino posteriore, specialmente con il kit offerto in promozione che prevede il terminale Akrapovic, le frecce a led e il portatarga omologato (valore 800 Euro). La componentistica è economica per non incidere troppo sul prezzo di acquisto, ma nonscadente. Sulla FZ8  mancano le chicche delle moto più costose, ma è ben assemblata (non solo a livello di sovrastrutture, anche sotto il profilo del cablaggio e della verniciatura) e alla fine il riscontro è positivo. C’è tutto quello che serve, anche a livello di strumentazione (contagiri analogico, tachimetro, contachilometri totale e parziale, indicatore carburante con conteggio della riserva, temperatura liquido e orologio più la consueta dotazione di spie). L’unico vero limite è rappresentato dalle sospensioni (specie il mono posteriore) che non sono all’altezza di quanto motore e telaio sarebbero in grado di offrire. La forcella con steli da 43 mm. è priva di regolazioni e il mono può essere regolato solo nel precarico. Ottima invece la frenata, che prevede pinze monoblocco e dischi da 310 mm davanti e 267 mm dietro. Dal prossimo gennaio sarà inoltre disponibile come optional anche l’Abs.

Come dicevamo il quattro cilindri da 779 cc. non è un mostro di potenza. 106,2 Cv a 10.000 giri sono però più che sufficienti fuori da una pista e i progettisti hanno preferito puntare sulla grande elasticità e coppia ai medi regimi. Ai bassi la FZ8 non è presente come un 1000 e per questo è assai meno impegnativa. La coppia massima di 82 Nm arriva a  8.000 giri, ma grazie al buon lavoro dell’iniezione elettronica già sopra i 3.000 giri si gode di una buona spinta senza sacrificare nulla in termini di elasticità, tanto che anche in sesta si può scendere fino sotto i 2.000 giri e riprendere senza strappi  e senza ricorrere alla frizione. Quest’ultima è abbastanza morbida, mentre contrariamente ad altri tester abbiamo trovato il cambio  un po’ duro, specialmente in scalata.

In sella

Snella, bassa da terra e facile da guidare anche con il corpo (malgrado il peso dichiarato di 211 Kg) con il busto solo leggermente piegato in avanti, la FZ8 è una vera naked dalla doppia anima. Docile e confortevole quando la si conduce con un filo di gas e aggressiva (ma anche più impegnativa) quando la si usa senza troppi complimenti, a tal punto che si apprezzerebbero delle pedane più alte ed arretrate. In città la FZ8 guizza nel traffico meglio di uno scooter mentre nel misto regala un elevato piacere di guida, a patto di non forzare l’andatura per non mandare in crisi le sospensioni. Sospensioni che mostrano i limiti anche su fondo irregolare. Sul pavé, per esempio, il mono fatica a recuperare e capita che la ruota posteriore saltelli in maniera fastidiosa. Niente di preoccupante, la guida resta sempre sincera, però un mono di maggiore qualità avrebbe sicuramente influito positivamente sul comportamento generale. In autostrada è ovviamente meglio la Fazer 8, che offre un maggiore riparo dall’aria e due pratiche maniglie per il passeggero. Per averla servono 500 Euro in più (8.690 Euro anziché 8.190 Euro).

Scheda tecnica

Motore

4 cilindri inclinati in avanti, 4 tempi

Raffreddamento

a liquido

Cilindrata

779 cc

Alesaggio x corsa

68 × 53,6 mm

Rapporto di compressione

12,0: 1

Potenza massima

78,1 kW (106,2 CV) a 10.000 giri/min

Coppia massima

82,0 Nm (8,4 kg-m) a 8.000 giri/min

Lubrificazione

Carter umido

Alimentazione

Iniezione elettronica

Frizione

Dischi multipli in bagno d’olio

Accensione

TCI (digitale)

Avviamento

Elettrico

Cambio

6 marce in presa costante

Trasmissione

Catena

Distribuzione

DOHC

Capacità serbatoio carburante

17 litri

Telaio

A diamante in alluminio pressofuso

Sospensione ant.

Forcella steli rovesciati 43 mm

Sospensione post.

Monocross, a leveraggi progressivi

Freno ant.

Doppio disco, 310 mm (pinze monoblocco)

Freno post.

Disco singolo, 267 mm

Pneumatico ant.

120/70 ZR17 M/C (58W)

Pneumatico post.

180/55 ZR17M/C (73W)

Lunghezza

2.140 mm

Altezza

1.065 mm

Altezza sella

815 mm

Interasse

1.460 mm

Distanza minima dal suolo

140 mm

Peso in ordine di marcia

211 kg / ABS: 216 kg

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