750 centimetri cubici vi sembravano pochi? Eccone 1200...
Sembra ieri che
Aprilia ha presentato, a sorpresa,
la Dorsoduro 750. Dopo Shiver, che aveva inaugurato il “new deal” della casa di Noale, passato da semplice assemblatore (fa un po’ effetto definire così una casa che aveva in catalogo la RSV Mille, ma sono parole loro…) a casa costruttrice a tutti gli effetti, la “midi-motard”
Aprilia è spuntata fuori a confermare quanto si credesse nel motore 750.
Motore che si è rivelato davvero azzeccato, tanto da confermarsi gustosissimo in tutte le occasioni in cui abbiamo avuto modo di riprovarlo, ma che faticava a tenere il passo, in realtà più sulla carta che all’atto pratico, delle concorrenti da oltre un litro di cilindrata. A poco più di due anni di distanza, dopo una presentazione statica del motore, eccoci qui, in Andalusia, a toccare con mano la Dorsoduro 1200, arrivata proprio quando
Aprilia completa il suo percorso di trasformazione sopra citato. Oggi, nessuna moto
Aprilia viene più prodotta con motori non progettati, sviluppati e prodotti all’interno del gruppo Piaggio.
La 1200, facile a dirsi ma meno a farsi, vuole affiancarsi alla 750 come sorella maggiore, che mantiene i contenuti “fun”, spensierati, divertenti, della tre quarti di litro declinandoli però in maniera più matura. Non fraintendeteci: come ha voluto sottolineare Francesco Polimeni, responsabile prodotto moto Aprilia, la Dorsoduro non è una moto nata per portarvi da A a B nella maniera più efficiente possibile, ma per farlo risultando più divertente e gustosa di tutte le altre moto, al grido di “Meglio un giorno da leoni che cento da pecora”.
Basta guardare la scheda tecnica per dedurre che difficilmente non sarà così. 130 cavalli, quasi 12Nm, peso praticamente invariato (solo 4kg la differenza dalla 750). Il tutto tenuto a bada da un’elettronica inedita, per il settore: tre mappature, ABS, ma soprattutto controllo di trazione derivato da quello della RSV4, il tutto integrato con un acceleratore ride-by-wire ormai giunto alla piena maturità. Andiamo a capire meglio…