Week Test: Yamaha X-MAX 250cc.

In Prove moto

di Omar Fumagalli, 29 luglio 2010
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Week Test: Yamaha X-MAX 250cc.



Una settimana con il nuovo X-MAX 250, per scoprirne tutte le caratteristiche, i pregi e i difetti.

Del rinnovato scooter 250cc. di casa Yamaha vi avevamo parlato all’epoca della presentazione stampa di quest’inverno. Ora, con una stagione più consona all’utilizzo quotidiano delle due ruote, abbiamo avuto la possibilità di testarlo in modo approfondito, usandolo in maniera continuativa, come veicolo per tutti i giorni. Quello che vi andiamo a proporre è un resoconto dell’utilizzo settimanale tipico che si può fare con un veicolo del genere: dal lunedì alla domenica, in ogni condizione possibile, o quasi...

 

INTRODUZIONE
L’X-MAX che abbiamo provato appartiene alla categoria scooter di cilindrata media: 250, la prima a diffondersi in Italia con discreti volumi dopo la più piccola 50, quando a fine anni Ottanta li si chiamava banalmente “scooteroni” (per differenziarli dai più piccoli 2T dei quattordicenni). Questo tipo di veicolo, dal peso inferiore ai 200kg e dai costi ancor oggi relativamente contenuti, almeno rispetto alle cilindrate maggiori, vanta molteplici condizioni di utilizzo: da quello urbano a quello turistico, rimanendo al di sopra dei classici e limitati 125 (che rimangono perlopiù mezzi da città, non potendo accedere all’autostrada ed avendo potenza contenuta in 15CV), ma rivelandosi per il proprietario meno impegnativo dei cosiddetti maxi-scooter da 400cc. ed oltre.

Le ambizioni sportive del nuovo X-MAX 2010 risultano evidenti già da un primo sguardo alla linea, più marcatamente dinamica ma allo stesso tempo ricercata, che richiama le linee del celebre fratello maggiore T-MAX. Ma c’è anche la sostanza, sotto forma di una superiore rigidità del telaio, che si traduce in sicurezza alle velocità extraurbane. Netto il miglioramento delle finiture rispetto al precedente modello, riscontrabile in molti particolari: le cuciture della sella, la protezione anti-graffio sul blocchetto accensione, la strumentazione (curata e sempre ben leggibile), nonché gli spazi per il conducente. La propulsione, affidata al made in Italy (stabilimenti Minarelli, del gruppo Yamaha) è data da un classico 4T monocilindrico dalla potenza di poco superiore ai 20CV, contraddistinto da una buona coppia e un discreto allungo, in grado di garantire all’X-MAX prestazioni di tutto rispetto.

I cerchi sono da 15” all’anteriore e da 14” al posteriore; il bilanciamento dei pesi vede una variazione rispetto al modello precedente con un piccolo aumento del carico sulla parte anteriore, per migliorare la maneggevolezza.



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