Week Test: Yamaha X-MAX 250cc.

di Omar Fumagalli

Week Test: Yamaha X-MAX 250cc.


Una settimana con il nuovo X-MAX 250, per scoprirne tutte le caratteristiche, i pregi e i difetti.

Del rinnovato scooter 250cc. di casa Yamaha vi avevamo parlato all’epoca della presentazione stampa di quest’inverno. Ora, con una stagione più consona all’utilizzo quotidiano delle due ruote, abbiamo avuto la possibilità di testarlo in modo approfondito, usandolo in maniera continuativa, come veicolo per tutti i giorni. Quello che vi andiamo a proporre è un resoconto dell’utilizzo settimanale tipico che si può fare con un veicolo del genere: dal lunedì alla domenica, in ogni condizione possibile, o quasi...

 

INTRODUZIONE
L’X-MAX che abbiamo provato appartiene alla categoria scooter di cilindrata media: 250, la prima a diffondersi in Italia con discreti volumi dopo la più piccola 50, quando a fine anni Ottanta li si chiamava banalmente “scooteroni” (per differenziarli dai più piccoli 2T dei quattordicenni).

Questo tipo di veicolo, dal peso inferiore ai 200kg e dai costi ancor oggi relativamente contenuti, almeno rispetto alle cilindrate maggiori, vanta molteplici condizioni di utilizzo: da quello urbano a quello turistico, rimanendo al di sopra dei classici e limitati 125 (che rimangono perlopiù mezzi da città, non potendo accedere all’autostrada ed avendo potenza contenuta in 15CV), ma rivelandosi per il proprietario meno impegnativo dei cosiddetti maxi-scooter da 400cc. ed oltre.

Le ambizioni sportive del nuovo X-MAX 2010 risultano evidenti già da un primo sguardo alla linea, più marcatamente dinamica ma allo stesso tempo ricercata, che richiama le linee del celebre fratello maggiore T-MAX. Ma c’è anche la sostanza, sotto forma di una superiore rigidità del telaio, che si traduce in sicurezza alle velocità extraurbane. Netto il miglioramento delle finiture rispetto al precedente modello, riscontrabile in molti particolari: le cuciture della sella, la protezione anti-graffio sul blocchetto accensione, la strumentazione (curata e sempre ben leggibile), nonché gli spazi per il conducente. La propulsione, affidata al made in Italy (stabilimenti Minarelli, del gruppo Yamaha) è data da un classico 4T monocilindrico dalla potenza di poco superiore ai 20CV, contraddistinto da una buona coppia e un discreto allungo, in grado di garantire all’X-MAX prestazioni di tutto rispetto.

I cerchi sono da 15” all’anteriore e da 14” al posteriore; il bilanciamento dei pesi vede una variazione rispetto al modello precedente con un piccolo aumento del carico sulla parte anteriore, per migliorare la maneggevolezza.

DA LUNEDI’ A VENERDI’: Casa-Lavoro
Il classico impiego di uno scooter, nelle città grandi e non, è quello di permettere a chi lo utilizza di spostarsi in modo agile nei tragitti quotidiani. Nelle moderne metropoli soffocate dal traffico hanno trovato grande diffusione i cosiddetti “ruote alte”, leggeri e maneggevoli per accogliere anche l’utenza femminile, ma se si vuole un veicolo che abbia anche un’impronta sportiva, con prestazioni e comfort tali da sopportare anche maggiori percorrenze, allora uno scooter 250 come l’X-MAX rappresenta un ottimo e valido compromesso tra gli estremi.

Quando si deve partire la mattina, X-MAX si presenta sempre gradevolmente, non c’è che dire. E’ piacevole osservare il suo profilo ricercato e sportivo, con le linee ben in evidenza (nel nostro caso il contrasto del bianco con il nero enfatizzava ulteriormente la cosa) ed il grintoso cupolino monoblocco: la differenza con il modello precedente è marcata già a colpo d’occhio. Si apre il vano sottosella, nel nostro caso girando comodamente la chiave nel blocchetto, senza dover quindi chiamare in causa altre serrature, e si riscontra come lo spazio non manchi: sono 47 i litri di capacità, sufficienti per stivare facilmente borse, valigette o quanto di necessario. E una volta giunti a destinazione, quando si libera il vano, c’è lo spazio per riporre due caschi integrali. Il rinnovato vano anteriore, ad altezza ginocchia, è altrettanto utile e pratico: è dotato di serratura e di scompartimenti accessibili senza scendere dallo scooter, in cui riporre piccoli oggetti come il cellulare o i documenti.  Manca solo l’illuminazione per la notte, poi sarebbe davvero perfetto.

Il monocilindrico parte sempre al primo colpo: la gestione elettronica ormai comune a tutti i moderni 4T Euro-3 rende il motore indifferente alle variazioni climatiche, garantendo un’erogazione lineare fin da “freddo” e riducendo al minimo le vibrazioni percettibili alla guida, migliorando il comfort. Nel traffico, la partenza da fermo e la ripresa dell’X-MAX sono ottimali. Per quanto riguarda gli ingombri, è solo una questione di “farci la mano”: è un 250cc, ma le sue dimensioni consentono di passare praticamente ovunque, evitando le colonne di automobili ferme con la stessa agilità degli scooter di cilindrata minore. Ottima, in ottica sicurezza, la possibilità di attivare i lampeggiatori tutti insieme, grazie ad un interruttore analogo a quello del “triangolo” automobilistico, posto sul manubrio.

La guida, data l’impostazione tendenzialmente sportiva del veicolo, non è del tutto intuitiva per un giovane alla prima esperienza scooteristica: per farlo voltare non si deve guidare come una bicicletta o un 50cc, ma è necessaria più decisione. Serve comunque poco per rendersi conto che anche con 180kg di massa, sospensioni rigide e forcella abbastanza inclinata, si filtra rapidamente nel traffico. E, soprattutto, si gode sempre di appoggio e stabilità qualora capiti di percorrere strade a velocità superiore; aspetto, quest’ultimo, su cui in Yamaha hanno chiaramente lavorato molto, e che si rivela percettibile anche da chi è avvezzo a guidare mezzi di cilindrata superiore.
In caso di arresti improvvisi, la risposta dei freni è sempre molto buona, così come anche quella del motore in caso di ripresa. Sul contagiri osserverete la lancetta stazionare quasi sempre tra i quattromila ed i seimila giri. Solo con la completa apertura si vedranno i settemila, regime al quale potrete anche udire la variazione di rapporto, che gradualmente durante l’allungo sale per portare maggiore velocità, facendosi “sentire” sia fisicamente sia a livello sonoro, con la variazione di regime.

SABATO: commissioni e passeggero
Nell’utilizzo per il tempo libero, l’X-MAX ci mostra il meglio di sé: piacevole da guidare fuori dal traffico e sportivo quando basta per divertirsi lungo ogni tipo di percorrenza. Nel nostro caso ci ha quindi permesso di farsi conoscere meglio accompagnandoci per le strade della Brianza, di giorno e di sera.

Le sensazioni principali alla guida sono quelle della stabilità e dell’assenza di vibrazioni. C’è una certa rigidità della sospensione posteriore, che trasmette comunque sempre un buon feeling lungo le curve di media-alta velocità, al contrario di alcuni 250 delle generazioni passate, vittime spesso di limitata precisione o addirittura di fenomeni ondulatori quando portati al limite. Pratico anche da manovrare nei parcheggi, con a disposizione un cavalletto laterale, X-MAX si rende ben visibile e quindi sicuro nella notte, grazie al generoso doppio faro anteriore ed un cruscotto che assume tinta rossa.

Se nelle attività extra-lavoro doveste portare con voi una borsa, magari per fare sport e non potete riporla nel sottosella, lo spazio anteriore consente eventualmente di adagiarla decentemente fra le gambe, ma la cosa migliore per la sicurezza è quella di appoggiarla sul posteriore: fra gli accessori sono disponibili un portapacchi ed un baule da 46 litri.
Per quanto riguarda eventuali piccoli carichi, come scatole o pacchi contenuti (di cui i tre lati mediamente non superino gli 80 cm. – la classica soglia di utilizzo per un servizio PostaCelere, tanto per intenderci) non dovrete mai esporre nulla: tutto dentro il vano sottosella, che con la sua conformazione ondulata partendo dal punto più profondo, nella parte anteriore, consente varie dislocazioni per gli oggetti – il piano ondulato ricorda un po’ l’andamento del mitico rettilineo del Kemmel di Spa, dove ormai le moto non corrono più...

Con il weekend in corso, può capitare di avere insieme un passeggero che ci accompagni ed ecco che l’X-MAX si rivela molto positivo anche sotto questo punto di vista. Chi è seduto dietro, indipendentemente dalla statura, può godere di una posizione accogliente e comoda.
Le due pedane posteriori a scomparsa assomigliano più a quelle di una moto, che non ai classici appoggi da scooter, cosa che potrebbe non piacere alle donne che usano calzature dai tacchi alti e sottili. D’altronde siamo su un mezzo a due ruote con ambizioni sportive: le scarpine belle e scenografiche le potete anche tenere nel sottosella. Ed escluso questo dettaglio, chi è salito dietro a noi ha sempre commentato molto positivamente il comfort dell’X-MAX. I passeggeri si sono detti soddisfatti, specie rispetto ad altri scooter della concorrenza di pari categoria; la sensazione è probabilmente dovuta alla linearità della sella, che non crea sbalzi fra il livello dei pilota e quello di chi è seduto dietro, oltre alla taratura delle sospensioni che mantiene sempre un bilanciamento degli assi a tutte le velocità.

DOMENICA: Il fuori porta
Per la classica gita fuori porta domenicale, abbiamo, o meglio, ci siamo fatti portare dall’X-MAX sul lago, in questo caso quello di Como, scoprendo un ottimo compagno di viaggio. Lungo i tratti di percorrenza ad alta velocità (entro i limiti del codice, ovviamente), lo scooter rimane sempre molto stabile e sicuro, qualità fondamentale, e anche il comfort non si discosta da quanto riscontrato nell’uso urbano: la seduta che offre margini di movimento a gambe e piedi, anche per i più alti, consente di non “fossilizzarsi” in una postura vincolata. Lo stesso accade per la sella, contraddistinta da un’ampia seduta. Anche il passeggero si trova bene, senza patire sofferenze o posture scomode.

Le sospensioni, come detto tarate tendenzialmente sul rigido, sopratutto al posteriore, in questo caso fanno si che non ci siano troppi sbalzi anche con carico elevato. La protezione aerodinamica oltre i 100 Km/h viene un po’ a mancare, su braccia e parte alta del corpo, almeno per chi è di statura elevata, ma è normale dato il tipo di veicolo che stiamo usando. Peraltro, nella gamma accessori Yamaha è presente uno schermo definito “touring”, a maggiore copertura (più cinque centimetri in altezza).

Dal punto di vista motoristico, il “tiro” del monocilindrico Yamaha si esaurisce poco oltre i settemila giri, facendo si che, grazie al rapporto variabile della trasmissione, sia possibile viaggiare bene sulle velocità prossime ai limiti autostradali senza mai udire il motore urlare troppo. Grazie alla taratura del variatore, non avrete comunque problemi ad effettuare eventuali riprese e sorpassi, a meno di non pretendere prestazioni da R1 anche con l’X-MAX carico all’inverosimile... La frenata si è dimostrata valida anche alle alte velocità: piacevole l’assenza di vibrazioni anche salendo con le velocità di crociera e le percorrenze.

Sempre ben visibile e chiara la strumentazione di bordo, grazie ai grandi caratteri del display e la tripla indicazione del contachilometri digitale (totale e due parziali). Quando si rende necessario, compare anche l’avviso di verifica dell’olio, per non scordarsi di fare il tagliando, mentre la riserva di carburante viene segnalata con un lampeggio impossibile da non notare.

 

CONSIDERAZIONI
Ringraziando l’ufficio stampa Yamaha per la disponibilità, al termine di questo intenso utilizzo, dove abbiamo percorso circa 600 Km. il nostro X-MAX si è mostrato estremamente affidabile e costante nelle prestazioni. Non abbiamo riscontrato problemi di alcun tipo o rumorosità e vibrazioni fastidiose.

Ci è piaciuto molto, tanto da osservare esteticamente che da guidare: l’erogazione del motore, accoppiata a una trasmissione che varia il rapporto donando una sonorità vicina a quella di una cambiata, una volta “tirati” per la prima accelerazione i settemila giri, è sempre divertente alla bisogna e lineare nel traffico. Dal punto di vista delle sospensioni, abbiamo lasciato il doppio ammortizzatore posteriore regolabile sempre sulla più morbida delle quattro posizioni disponibili,  per cercare maggior comfort, sia nella guida da soli sia con passeggero; all’avantreno la rinnovata forcella a lunga escursione ci ha soddisfatto per sincerità in ogni tipo di guida. L’immagine dell’X-MAX è inoltre quasi sempre apprezzata dagli osservatori, scooteristi o meno che essi siano, non solo per il blasone del marchio, ma anche per la validità intrinseca del prodotto. Unica pecca riscontrata, forse (il nostro mezzo era un pre-serie) la chiusura a incastro del vano per il tappo serbatoio, che va maneggiata con cautela e controllata, vista la collocazione fra le gambe e l’apertura a pressione. Per il motore, da maniaci del regime basso (come si usa su alcune auto, che hanno però quattro o più cilindri), avremmo voluto regolare il minimo a un valore inferiore: non scende infatti mai troppo sotto ai 1500 giri, anche a caldo, forse per far lavorare bene la frizione e portarsi rapidamente ai 4000 giri (regime a cui si mantiene durante i primi metri di movimento, partendo da fermo) alle minime rotazioni della manopola.

 

PRO:
- Immagine sportiva e curata
- Buone finiture
- Posizione guida e passeggero confortevoli
- Volume dei vani
- Affidabilità
- Silenziosità
- Immobilizer di serie

CONTRO:
- Chiusura sportello tappo carburante migliorabile
- Mancata illuminazione dei vani
- Eccessiva rigidità sospensioni posteriori (solo per uso cittadino)

 

SCHEDA TECNICA - Yamaha YP250R (X-MAX 250 m.y. 2010)

Motore
Monocilindrico a quattro tempi
Raffreddamento a liquido
Cilindrata 249,78 cc.
Alesaggio x corsa  69,0 x 66,8 mm
Rapporto di compressione 10,0 : 1
Potenza massima 15 kW a 7.500 giri/minuto
Coppia massima 21 Nm a 6.000 giri/minuto
Lubrificazione Carter umido
Alimentazione Iniezione elettronica
Accensione TCI
Avviamento Elettrico
Trasmissione A cinghia con variatore automatico
Capacità serbatoio carburante 11,8 litri
Quantità olio 1,3 litri
 
Ciclistica
Sospensione ant. Forcella teleidraulica
Escursione ant. 110 mm
Sospensione post. doppio ammortizzatore
Escursione post. 95 mm
Freno ant. Disco, 267 mm
Freno post. Disco, 240 mm
Pneumatico ant. 120/70-15
Pneumatico post. 140/70-14
 
Dimensioni

Lunghezza 2.201 mm
Larghezza 776 mm
Altezza 1.337 mm
Altezza sella 792 mm
Interasse 1.545 mm
Distanza minima dal suolo 134,5 mm
Peso in ordine di marcia 180 kg. (inclusi oli e pieno carburante)

Prezzo di listino (IVA inclusa): 4.790,00 euro
Colorazioni disponibili (solo 250cc.): Competition White, Midnight Black, Aluminium Slate, Storm Silver.

Accessori disponibili:
- Schermo sportivo
- Schienale passeggero post.
- Schermo touring
- Portapacchi in alluminio
- Baule posteriore 46 lt.
- Borsa interna per baule posteriore 46 lt.
- Borsa tunnel
- Kit alloggiamento navigatore satellitare
- Presa di carica 12 Volt
- Deflettori paramani
- Termoscudo coprigambe
- Manutentore di carica batteria

 

Servizio fotografico: Dascophoto di Scotti D.

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