
Lo Xò segna il rientro in grande stile di un marchio che ha fatto la storia del motociclismo italiano. Linee affascinanti e contenuti tecnici al passo coi tempi.
La storia di Garelli, come quella di molti marchi storici italiani, è ricca di incredibili successi (pensate solo al mitico Vip 4) e sportivi (6 titoli mondiali consecutivi vinti nel Campionato Mondiale Classe 125 dal 1982 al 1987 con Nieto, Cadalora e Gresini), ma anche di profonde crisi legate a errate valutazioni commerciali. Scomparsa per molti anni dal panorama motociclistico, Garelli era riapparsa qualche anno fa con prodotti a bassissimo prezzo venduti nei centri commericali. Mezzi scadenti, senza un serio controllo qualità e non supportati da una rete di vendita adeguata. Il risultato è stato ovviamente disastroso, sia a livello di vendite sia e soprattutto a livello di immagine. Oggi la situazione è totalmente diversa, con una proprietà composta da manager seriamente intenzionati a rilanciare il marchio attraverso una nuova generazione di prodotti che coniugano correttamente l’esigenza di contenere i prezzi, che si traduce in una inevitabile partnership con una grande industria asiatica, con i requisiti di qualità e desing che un vero prodotto italiano deve avere. Moltissime aziende si riforniscono in Cina e questo fatto di per sé non significa nulla. L’aspetto importante sono le specifiche di progetto, una scelta oculata dei fornitori locali, il controllo qualità e l’assistenza postvendita, tutte componenti che in passato erano state trascurate e che adesso sono giustamente diventate imprescindibili. Lo Xò, come gli altri mezzi di recente produzione, è ideato, progettato e sviluppato in Italia sia a livello di motori sia a livello ciclistico. A partire dalle specifiche di progetto il motore, la tramissione e parte dei componenti viene fatta produrre in Cina, paese da cui arrivano i mezzi preassemblati (con già motore e stramissione) dopo un primo controllo in loco da parte di un responsabile Garelli. La fase finale di assemblaggio, di fatto la più delicata visto che il prodotto finisce poi nelle mani dell’utente, avviene invece in Italia sotto la diretta supevisione dei tecnici Garelli, che si occupano anche del collaudo finale. Il partner cinese scelto per la produzione è Il Gruppo Guangzhou Tianma, un colosso fondato nel 1995 che vanta una produzione annuale di ben 800,000 mezzi finiti e oltre 1 milione di motori. La società ha ottentuo sia la certificazione di qualità cinese "CCC" (China Compulsory Certification) sia quella internazionale ISO 9001. Nella sede di 300.000 metri quadrati, divisa in reparti dedicati a telai, motori, componenti, impianti elettrici, sospensioni, verniciatura, serbatoi, ecc. lavorano 1.500 addetti tra i quali spiccano ben 300 ingegneri. Sotto la guida di Weijia Liu, la società ha puntato moltissimo sull’innovazione tecnologica e sui processi di controllo qualità per poter ricevere commesse dai mercati esteri. Da qui la partnership con Garelli per la produzione dei nuovi modelli.
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