Sherco 3.0i-F: la moto per tutti
La versione maggiorata della 250 di casa Sherco mantiene le ottime caratteristiche della sorella minore risultando però ancora più adatta all'amatore.
Sherco ha lavorando molto bene sulla gamma enduro (come del resto sulle trial) e dopo essere rimasti favorevolmente impressonati dalla 250, che abbiamo provato a fondo l'estate scorsa, eravamo parecchio curiosi di poter testare la 300, cilindrata che tanto si avvicina a quel concetto di moto totale che tutti vanno cercando. Diciamo subito che non si è trattato di un vero e proprio test, ma di una prima presa di contatto che ci ha permesso di coglierne le differenze più evidenti rispetto alla versione di minor cubatura dalla quale deriva.
Il terreno di prova, il fetucciato ricavato accanto alla pista da motard del Circuito internazionale di Ottobiano, non è infatti sufficiente per valutare una moto da enduro, specialmente in un'ottica amatoriale e non racing come facciamo noi di solito. Mancavano infatti le insidie tipiche dell'enduro outdoor che sono sempre un utile riferimento per capire la bontà di un progetto nel suo insieme. Va però anche detto che il tracciato era decisamente tosto, con profonde buche e canali che uniti al fondo sabbioso davano pareccho filo da torcere spremendo a fondo i motori.
Ancora più docile
La Sherco 3.0i-F ha in realtà una cilindrata di 290 cc, ottenuta sostituendo il cilindro alla 250. Per il resto la moto è praticamente identica. Ciclisticamente la 300 riprende in tutto e per tutto l'agile 250, caratterizzata da un ottimo telaio in acciaio e da sospensioni tarate più per l'amatore che non per il pilota. Questo non può essere che un vantaggio visto che la più piccola ci aveva stupito per la facilità di guida e le ottime doti di arrampicatrice, anche nel brutto. La 300 si conferma una moto agile e facilissima da guidare, anche se ci è sembrato abbia perso un po' di reattività. Il cambio di registro riteniamo sia da imputare al fatto che sulla 300 si deve imparare a usare il cambio in modo differente. Se con la 250 per andare forte si doveva andare sempre a cercare il limitatore, qui si può sfruttare meglio il sottocoppia, così come tenere una marcia più alta anche nelle curve. Probabilmente il pilota che riesce a entrare e uscire veloce dalle curve e ad affrontare gli ostacoli a velocità sostenuta risulta più veloce con la 250, mentre l'amatore, che magari rallenta molto in ingresso di curva o davanti all'ostacolo e poi deve ripartire, troverà probabilmente nella 300 quel pizzico di aiuto in più. Anche entrando lenti infatti, magari con la marcia sbagliata, basta aprire il gas senza i patemi che si avrebbero con un 450 e lasciare che la moto riprenda velocità. Potendo sfruttare una marcia in più si riesce anche ad avere maggiore trazione. Nel sabbione di Ottobiano, per esempio, usando la seconda spesso si andava a far slittare il posteriore mentre con la terza si poteva andare via in progressione facendo strada in modo molto più semplice e proficuo, stancandosi anche meno. Anche con la cilindrata maggiorata il sistema di iniezione funziona molto bene, senza alcun ritardo nell'apertura del gas o fastidiosi fenomeni di on-off. Anche su questo modello troviamo inoltre il pratico switch al manubrio per selezionare le due possibili mappature: hard e soft.
Ottima per l'amatore
Spesso si sente dire che le cilindrate maggiorate danno tutto in basso e perdono i alto. Nel caso della 3.0i-F non è del tutto vero. Sicuramente Sherco, grazie anche all'iniezione, è riuscita a spalmare i vantaggi della maggiore cubatura su tutto l'arco di erogazione. In basso la differenza con la 250 non è così evidente, però la si apprezza quando si usa la marcia in più, che sulla cilindrata inferiore farebbe perdere troppi giri al motore. La 300 ci è sembrata più lenta a partire, per poi salire con una progressione molto lineare ed avere qualcosina in più in termini di allungo. Complessivamente quello che cambia maggiormente è l'arco di utilizzo delle marce, più ampio. Ci riserviamo di provare la 300 su percorsi più idonei alla pratica dell'enduro, ma possiamo dire che è stato fatto un bel lavoro, trovando una giusta collocazione in gamma. il 450 e persino il 510, con la loro propensione ad essere utilizzate sottocoppia, restano a nostro avviso le scelte ideali per le endurate con gli amici senza l'ansia del cronometro, però la 300 ha indubbiamente il vantaggio di essere più maneggevole e per gli amanti del brutto potrebbe rappresentare una validissima alternativa alla 250.
Scheda tecnica
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Motore |
4 tempi DOHC, 4 valvole |
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Cilindrata |
290.05 cc |
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Elesaggio e corsa |
84 x 52,25 mm. |
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Alimentazione |
A iniezione Magnetti Marelli |
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Avviamento |
Elettrico |
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Transmissione |
6 marce |
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Frizione |
Idraulica, multidisco in bagno d’olio |
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Telaio |
Al Cromo-Molibdeno con telaietto reggisella e forcellone in alluminio |
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Serbatoio |
7.5 litri |
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Freni |
Idraulici AJP 270 mm. anterior e 240 mm. posteriore |
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Forcella |
Ceriani da 46 mm con escursione di 295 mm. |
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Ammortizzatore posteriore |
Sachs montato su link progressivo con corsa di 320 mm. |
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Cerchi |
Excel con pneumatici Michelin Enduro Competition |
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Peso a secco dichiarato |
102 kg. |
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Altezza sella |
900 mm. |
