
Ducati, zitta zitta, ha pesantemente rivisitato la sua Hypermotard. Siamo volati a Mores per toccare con mano le modifiche.
Abbiamo ripercorso da poco – in occasione dell’uscita della 796 – la vicenda della Hypermotard, opera ultima della carriera del contestatissimo Pierre Terblanche in Ducati. In quella occasione, la domanda mai scritta era se, per caso, creare una versione tanto vicina, prestazionalmente parlando, alla sorella maggiore, non causasse problemi di “cannibalismo” di mercato fra le due.
Ducati, ovviamente, aveva un piano, e anche ben congegnato. In fondo la soluzione era facile: basta alzare il livello prestazionale della 1100 attraverso una lunga serie di migliorie motoristiche e ciclistiche sotto il vestito. Già, perché sarebbe stato da folli andare a toccare la linea della Hypermotard dopo solo tre anni dalla sua nascita. Dov’è il problema, come si usa dire?
Ed eccoci qui, a Mores, in attesa di toccare con mano i miglioramenti apportati alla Hypermotard, che per l’occasione acquista il nome di Evo, tanto per essere sicuri che, nonostante la splendida linea non sia stata (giustamente) variata, sia possibile identificare senza pericolo di confusione la nuova maxi-motard di Borgo Panigale. La curiosità è tanta, per cui passiamo subito a vedere come va, senza tralasciare il solito invito a dare un’occhiata alla nostra Photo Gallery…
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