Harley-Davidson Electra Glide Ultra Classic Limited Edition: L'evoluzione del Mito

di Gianluca Zanelotto

Harley-Davidson Electra Glide Ultra Classic Limited Edition: L''evoluzione del Mito


L'Electra Glide si rinnova nella Limited Edition, ovvero come migliorare una moto già al top.

First Look

La domanda sorge spontanea: Ma un mito può migliorarsi? Si può migliorare una moto che, nel suo segmento, rappresenta un prodotto al top? Certo che si può, esistono sempre margini di miglioramente, magari non visibili ad occhio nudo, piccoli affinamenti qui e la che incrementano la qualità percepita ma non solo.
Oltre alle foto allegate altre ancora nella photo gallery dedicata che trovate qui

Quando ce la troviamo davanti ci sembra di rivedere una bellissima ex fidanzata, la prova della versione standard risale allo scorso giugno, sempre in forma, che sembra nascondere però qualcosa di nuovo.

E la novità si presenta subito con una bella scritta "103" sul cromatissimo coperchio del filtro aria. E già capisci che il cuore è nuovo, non è il solito V2 da 1584 cm3 ma il nuovissimo 1690 cm3, che porta in dote un buon 5% di coppia in più ai bassi regimi.

Poi ci facciamo un giro intorno e vediamo tanti altri particolari, dalla verniciatura bicolore Vivid Black / Black Ice Pearl, uno splendido nero e blu metallizzato, cangiante al sole, estremamente elegante, che sicuramente si addice ad una moto di tale mole. Salta subito all'occhio anche la strumentazione con nuovi profili, retroilluminazione bianca a led e grafiche di maggior dimensione, a tutto vantaggio della leggibilità. E come non notare anche la presenza delle nuove manopole riscaldate, regolabili su 6 posizioni, veramente potenti e veloci nel riscaldamento.

Quindi, già solo a guardarla, la nostra Harley-Davidson Electra Glide Ultra Classic Limited si distingue dalla sua sorella standard per un imsieme mirato di tante piccole migliorie che messe insieme la pongono un gradino al di sopra, come godibilità e confort.

A questo punto, come a volte succede, l'Ex ti riacchiappa. E non vedi l'ora di uscirci di nuovo insieme, di poterti rilassare su strade deserte, in mezzo alla natura.
Quindi diamo gas e partiamo, il vecchio amore non si scorda mai.
In sella

Mi è sembrata cosa buona e giusta dedicare una pagina a questo aspetto, perchè anche il solo sedersi sull'opulenta Limited è già di per se un'esperienza degna di nota. Come infatti non apprezzare la splendida sella in pelle imbottita, in grado accogliere comodamente anche i sederi meno avezzi ai chilometraggi da Oriente Express. E poi le belle pedanone, spaziose, dove allungare le gambe in piena libertà. Pedane ben posizionate rispetto alla sella, nessun problema alle ginocchia neppure dopo ore e ore di guida. Un appunto che posso fare è relativo alla distanza da terra, con la guida spigliata ed allegra che ci consente la Ultra Classic Limited è facile grattarle sull'asfalto, specialmente nelle curve a sinistra (nelle foto qualche esempio...).

Come il pilota anche il passeggero gode di un'accoglienza regale, con una vera e propria poltrona e con una parte del baule posteriore a fare da schienale anche lui in morbida pelle. Sempre a disposizione del passeggero delle larghe pedane che filtrano eventuali vibrazioni residue. Insomma, siamo al top per chi vuole fare lunghi viaggi in pieno relax.

Da seduto poi ti guardi intorno e l'occhio va alla bella console (chiamarla cruscotto è riduttivo) dotata di 6 strumenti analogici con cornice cromata e grafiche ben leggibili. La retroilluminazione è bianca e rende il tutto ben leggibile in tutte le condizioni di luce.
Al centro degli strumenti troviamo l'ottimo impianto HiFi Harman-Kardon con 4 altoparlanti, due posizionati nello scudo anteriore e due ai lati della
poltrona del passeggero. I comandi elettrici al manubrio sulle prime possono disorientare per la presenza di innumerevoli interruttori, ma basta poco per farci l'abitudine e destreggiarsi fra cruise control e comodità varie come i comandi del sintocd e dell'interfono.

Pensierino della sera a concludere: io su sta moto me ne starei seduto anche solo in garage ad ascoltare la radio e leggermi un libro, tanto ci si sta bene sopra...
Motore e ciclistica

Il motore della nostra H-D Ultra Classic Electra Glide Limited è il nuovissimo Twin Cam 103 da ben 1690 cm3, quindi un bicilindrico a V classico nell'aspetto ma moderno come concezione, un corsa lunga (111,1 mm) dotato di alimentazione a iniezione elettronica, parzializzatori su aspirazione e scarico, in grado di erogare una coppia da rimorchiatore, ben 136 Nm, a soli 3.500 rpm. Inoltre il gas è privo di cavo di comando ed opera attraverso un sistema ride by wire. Abbiamo quindi una gestione del motore totalmente integrata che dona un'erogazione da riferimento per dolcezza in grado di trasformarsi in forte spinta quando necessario.

Naturalmente parliamo di un'unità Euro 3 e dotata di catalizzatori allo scarico con sonda lambda. La presenza di parzializzatori ad aspirazione e scarico, oltre a dare una mano per rispettare le sempre più restrittive norme antirumore, ottimizzano i flussi d'aria ed aumentano la regolarità di funzionamento. Inoltre, quando si aprono del tutto, concorrono a generare quella sonorità piena e  potente tipica dei V-Twin della casa di Milwaukee.

Il telaio è quello, rivisto e rinnovato, già adottato per la versione 2009, un telaio che riesce a tenere a banda peso e coppia di questa Limited senza problemi. L'interesse, a prima vista chilometrico, è di 1635 mm, con 26° di inclinazione del cannotto di sterzo. Geometrie da tourer non certo da moto agile.

Nonostante questo il bassissimo baricentro è in grado di donare un'inaspettata agilità alla Limited, che, nonostante i suoi 415 kg su strada (senza contare pilota e passeggero), danza allegra fra una curva e l'altra.

Il capitolo sospensioni rimane immutato rispetto alla standard: una buona forcella, ben smorzata e sostenuta; una coppia di ammortizzatori a gas al posteriore, sempre leggermente bruschi su tombini e asperità secche. Nulla di nuovo anche sul fronte freni, coppia di dischi lavorati da pinze a 4 pistoncini all'anteriore e disco singolo con pinza a 2 pistoncini al posteriore. Presente anche l'utilissimo ABS di ultima generazione, poco invasivo e privo di reazioni o pulsazioni ai comandi quando entra in azione.

Sia i freni che le sospensioni sono certamente adeguate alla mole e le seconde entrano in crisi solo quando si cercano azzardati pif paf in curve strette. L'Electra Glide Ultra Classic limited permette una guida allegra ma va condotta con grazia, non sopporta la maniere forti, quindi se volete fare i ganzi in Valtrebbia meglio una XR1200, giusto per restare in casa Harley-Davidson.
Su strada

Con la standard ci eravamo fatti il Pordoi, con la Limited puntiamo invece verso la Liguria, la Riviera di Ponente sarà il teatro della nostra prova su strada.

Andata tutta autostradale fino ad Arenzano, dove possibile (leggi dove non è ancora arrivato il Tutor) proviamo a verificare le doti di stabilità in curva ed in velocità, ed in ambedue i casi abbiamo la conferma che il nuovo telaio è veramente ben riuscito: i curvono autostradali vengono digeriti senza problemi anche a velocità prossime a quella massima. Le giunzioni dei viadotti non inducono, come avveniva in passato, quei leggeri ondeggiamenti che divertono l'esperto ma hanno effetti lassativi sul
novizio.

Da Arenzano proseguiamo sulla statale Aurelia in direzione Ventimiglia. Una lunga sequenza di curve ci accompagna fino al bellissimo borgo di Noli, famoso per il castello ed il centro storico di origine mediovale.
Anche sulle curve dell'Aurelia la Limited mantiene quela coerenza dinamica mostrata in autostrada, è comunque una moto che va guidata con cervello, non è facile far cambiare di botto direzione a 4 quintali.

La Limited richiede una guida morbida, fatta di inserimenti guidati e traiettorie rotonde. Se si passeggia il tutto avviene con naturalezza, se si vuole andare di fretta si può fare ma va guidata. Ed in quest'ultimo caso ci si può togliere anche qualche soddisfazione, grazie alla frenata che si può sfruttare fin dentro la curva e alla coppia del motore in grado di spingere con forza alla minima apertura del gas.

Il ritorno avviene totalmente per statali, da Noli via Colle di Cadibona e poi Langhe, Alba, Asti e statali fino a Milano. Un percorso molto mosso che, specialmente nel primo tratto, fino ad Alba, costituisce per molti pilotoni la "pista della domenica" ma che in questa stagione risulta essere un percorso estremamente piacevole e poco trafficato. In questo frangente la Harley-Davidson Electra Glide Ultra Classic Limited si lascia condurre con naturalezza, danzando fra una curva e l'altra senza dondolii
da petroliera. L'unico limite su questo asfalto liscio e "gripposo" rimane la luce a terra delle pedane che toccano nelle pieghe più accentuate, ma poco male, sono pieghevoli e dopo un pò ci si abitua allo strisciare. Questa ciclistica permetterebbe un maggior azzardo ma meglio così.

Al rientro a Milano quello che lascia più stupiti sia me che la mia passeggera è la totale assenza di stanchezza, di fatica, da Savona a Milano per statali e saremmo pronti a ripartire, magari cambiando cd e passando ad un flamenco, in fondo Siviglia sarebbe una bella meta per questa moto.
Conclusioni

Harley-Davidson è riuscita a migliorare un mito che sembrava già perfetto; poche, mirate, modifiche hanno prodotto un mezzo ancor più godibile e confortevole, che appaga l'occhio e l'anima. Con la Limited qualsiasi percorso è a portata di manetta, si può viaggiare comodi e accompagnati dalla propria musica di sottofondo, cosa che finchè non si prova non si può capire.

E altrettanto naturale che si tratti di un mezzo che può non piacere a tutti, ingombrante e pesante, dalla potenza massima non esaltante. Che però vale la pena di provare almeno una volta nella vita, giusto per capire che quanto sopra sono aridi dati tecnici e bisogna scavare sotto la superfice per capirne l'intima essenza.

I 29.000 euro richiesti non sono pochi, ci si comprano altre due o tre moto con quei soldi, però non si compra una Limited ragionandoci, è una moto che si compra d'istinto, perchè ci è entrata nell'anima e non se ne vuole andare.

DIMENSIONI
Lunghezza 
2525 mm
Altezza Sella
745 mm
 
Luce a terra
130 mm
Inclinazione canotto sterzo  
26 °
Avancorsa
170 mm
Interasse
1635 mm
Capacita' serbatoio carburante
22.7 L
Capacita' carter olio
3.8 L
Peso a vuotoPeso a secco
400 kg
In ordine di marcia
413 kg
 



APPARATO PROPULSORE
Motore   Twin Cam 103, raffreddato ad aria
Cilindrata
1690 cc
Alesaggio  
98.4 mm
Corsa  111.1
Coppia (Normativa EU EC95/1)  EEC/95/1
Coppia 3  .
136 Nm
Coppia 3
3500 rpm
Sistema di alimentazione  Iniezione elettronica sequenziale (ESPFI)
Rapporto di compressione  9.6:1
Trasmissione primaria  Catena, rapporto di trasmissione 34/46
 

CERCHI/PNEUMATICI
Cerchi
Ant a 28 razze, in lega d'alluminio, con contrasto cromato
Post   A 28 razze, in lega d'alluminio, con contrasto cromato
 
Pneumatico
Ant  NW 130/80B17 65H
Post  NW 180/65B16 81H
 

IMPIANTO ELETTRICO
Strumentazione  Tachimetro elettronico con contachilometri montato sulla carenatura; orologio;

voltometro; doppio parzializzatore azzerabile; indicatore temperatura aria
Spie 5   Abbaglianti, folle, pressione olio, autodiagnosi del motore, indicatori di direzione, antifurto,

6^ marcia, riserva carburante, cruise control, ABS

COLORI
Scarlet Red / Vivid Black
Vivid Black / Black Ice Pearl
Flame Blue Pearl / Vivid Black 
 



 

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