
La 1100 vi spaventa? Nessun problema: ecco a voi la 796...
Quando la prima, meravigliosa, maquette della Hypermotard – nata come “studio stilistico”, definizione che normalmente identifica prototipi che non hanno quasi nessuna somiglianza con le moto che vanno poi in produzione con lo stesso nome – è stata svelata al pubblico al Salone di Milano del 2005, le domande che giravano per la testa degli addetti ai lavori erano sicuramente due. La prima si chiedeva se mai Ducati sarebbe riuscita ad industrializzare una moto tanto estrema. La seconda era come avesse mai fatto il tanto contestato Pierre Terblanche, autore di linee particolarissime e generalmente poco apprezzate dal pubblico motociclista, a disegnare una moto acclamata a furor di popolo come capolavoro estetico.
La prima domanda ha trovato risposta, la seconda forse no, ma quello che conta è che la Hypermotard è poi arrivata nel 2007, a tempo di recors, mirabilmente simile allo studio stilistico che aveva conquistato praticamente tutti. E anche sul piano della guida, la maxinaked con ambizioni motardistiche Ducati ha lasciato un’ottima impressione.
Il successo della Hypermotard è stato di tipo trasversale: con l’eccezione dei turisti a largo raggio, i clienti tipo hanno spaziato dallo smanettone da passo di montagna fino a chi cercava un mezzo carismatico e prestante per l’uso cittadino – insomma, diciamocelo, l’esibizionista che ama parcheggiare al bar una moto cattivissima, e magari godersi le doti di agilità e scatto nel traffico.
I fattori che hanno frenato il successo della Hyper dal diventare un fenomeno ancora più rilevante sono sicuramente in buona parte ascrivibili alla voce “prezzo”, visto che già in versione standard la 1100 costa 11.700€. Metteteci anche che la motorizzazione incute un po’ di timore in chi non ha troppa esperienza, e la decisione di sviluppare una versione decisamente più economica (7990€ usufruendo degli incentivi statali, 8990 a listino) ed accessibile appare istantaneamente, per usare un’espressione anglofona, come “no-brainer”, ovvero che anche una persona senza cervello troverebbe scontata. Andiamo a vedere com’è fatta, e, come sempre, soprattutto come va…
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