Yamaha FJR1300AS: tecnologia amica

di Giorgio Papetti

Yamaha FJR1300AS: tecnologia amica


Nata per il turismo sulle lunghe distanze, La FJR1300AS elimina lo stress della frizione lasciando intatto il piacere di guidare potendo scegliere le marce con il pedale o con il comando al manubrio.

Ingiustamente sottovalutata in Italia rispetto alle sue reali potenzialità, la FJR1300 rappresenta la moto da turismo per eccellenza secondo Yamaha e su questo modello il colosso giapponese ha concentrato tanti sforzi per offrire un prodotto ai massimi livelli in termini di handling, qualità costruttiva e tecnologia applicata.

Il risultato è una eccellente moto da turismo, stabile come poche altre ma altrettanto gustosa nel misto e caratterizzata da un grande bilanciamento e una sistema frenante da riferimento.  

Oltre le mode                                                           

Rivista esteticamente l’anno scorso, pur senza stravolgimenti, la FJR1300 è una moto caratterizzata da una linea classica e senza tempo. Nessun azzardo, ma tanta sostanza per macinare chilometri in pieno relax e ben protetti dall’ampio parabrezza regolabile elettricamente, caratterizzato da un’ampia escursione e da un funzionamento impeccabile anche alle alte velocità. L’indole turistica traspare anche dalla sella, ampia e regolabile in altezza, dalle pedane che assicurano un buon confort anche sulle lunghe distanze, dalla possibilità di regolare il manubrio per adattare la posizione alla taglia e allo stile di guida e dai tanti particolari che rendono questa Yamaha una piacevole compagna di viaggio. La qualità costruttiva è altissima e anche i più piccoli particolari sono molto curati. Basti pensare che i fari sono regolabili separatamente tramite pratici pomelli a portata di mano, che il vano portaoggetti (con presa da 12V integrata) è protetto da una serratura elettrica che si sblocca solo quando diamo contatto con le chiavi (così possiamo lasciare senza timore anche oggetti di valore), che gli attacchi per le borse sono perfettamente celati da coperchi in plastica per non rovinare l’estetica della moto e che gli specchietti possono essere ripiegati sia in avanti che indietro per ottimizzare gli ingombri. Ovviamente anche il cruscotto è da vera ammiraglia e oltre a integrare un completo computer di bordo (però non prevede la possibilità di attivarlo tramite un interruttore al manubrio) assicura una perfetta leggibilità degli strumenti in ogni condizione di luce. I tecnici hanno studiato attentamente l’ergonomia a bordo e i flussi d’aria sia in entrata sia in uscita, non solo per quanto riguarda quelli che investono direttamente il pilota ma anche per quelli che potremmo definire secondari, come l’aria che fuoriesce dalla carenatura. Anche con i 35 gradi con cui si è svolta la prova il calore emanato dal potente quadricilindrico è assolutamente sopportabile, al pari di quello generato dai silenziatori che non infastidiscono per nulla l’eventuale passeggero, che tra l’altro gode anche di una protezione per le scarpe. Sulla versione AS oggetto di questa prova sono di serie anche le manopole riscaldate, regolabili con un termostato posto sulla cover superiore sinistra della carenatura.  La linea nell’insieme è imponente e non possiamo certo definirla avveniristica. Ma chi fa turismo in moto non è troppo incline alle mode del momento e preferisce un prodotto destinato a durare nel tempo senza che diventi obsoleto dopo poche stagioni. In Questo la FJR1300 è un grande classico, con linee piacevoli e protettive che anche fra 10 anni non toglieranno nulla al gusto di macinare migliaia di chilometri. 

Turistica in tutto

Rispetto ad alcune proposte della concorrenza la potenza del 4 cilindri in linea da 1298 cc. che equipaggia la FJR1300AS è leggermente inferiore, ma stiamo pur sempre parlando di un propulsore in grado di sprigionare 143 CV a 8000 giri, con una coppia di 134 Nm a 7000 giri. Ciò che stupisce non è tanto la potenza in sé, più che sufficiente per qualsiasi tipo di turismo, ma la regolarità di funzionamento, l’elasticità e l’allungo. Non è un fulmine a partire, ma poi prende i giri con decisione e sembra avere un allungo infinito, che porta in pochi istanti a infrangere qualsiasi limite di velocità. Complice anche un assetto molto piantato, ci si trova senza accorgersene a percorrere i veloci curvoni autostradali a velocità elevate in totale sicurezza. L’avantreno è da riferimento e a fronte di una certa fatica di inserimento nel lento assicura una comportamento irreprensibile nel misto veloce.  Il telaio in allumino, con conformazione a diamante, abbinato a un forcellone anch’esso in alluminio e a raffinate sospensioni, contribuisce in misura determinante all’eccellente comportamento dinamico della FJR1300AS. La forcella da 48 mm di diametro è ampiamente regolabile e tiene la moto incollata alla strada, regalando una direzionalità fantastica.  Anche il mono svolge egregiamente il suo dovere e prevede una pratica leva che consente di scegliere in un istante la taratura per la guida con o senza passeggero. 295 chili con pieno di benzina non sono certo pochi ma sulla FJR1300AS sembrano scomparire appena ci si mette in marcia. Si rifanno sentire solo nelle curve molto strette, dove occorre lavorare molto sul semimanubrio interno per inserire con decisione la moto.

Tornando al motore, la chicca è rappresentata dal cambio meccanico servo assistito denominato YCC-S (Yamaha Chip Controlled Shift) che caratterizza la versione AS. Sparisce la leva della frizione ma resta il gusto della cambiata, tramite i due pulsanti presenti sulla manopola sinistra o in maniera tradizionale, con la leva del cambio che differisce da quella tradizionale solo per il fatto di avere tutte le marce verso l’alto. È importantissimo sottolineare che non siamo affatto di fronte a un cambio automatico, come quello montato sui maxiscooter per intenderci, ma a un cambio tradizionale (cambio e frizione sono identici a quelli della FJR1300 standard) dove un sistema meccanico ed elettronico provvede a sopperire al compito solitamente svolto dalla leva della frizione. Nel momento in cui decidiamo di cambiare il  servomeccanismo stacca la frizione, innesta il rapporto e riattacca la frizione in circa un decimo di secondo, equivalente al tempo impiegato da un pilota esperto.

Ovviamente il sistema provvede anche a gestire le partenze e ad attivare la frizione quando ci si sta fermando, al fine di potersi fermare e ripartire in modo del tutto naturale senza doversi preoccupare di gestire la frizione o di mettere in folle. La folle diventa di fatto utile solo per spostare la moto da fermo in quanto la FJR1300AS può essere avviata con qualsiasi marcia inserita e ovviamente resta immobile, in attesa che il pilota azioni la manopola del gas. Se maldestramente decidete di partire in quinta vi ritroverete con la moto che fatica a muoversi esattamente come se steste usando la frizione. Se, al contrario, partirete correttamente in prima l’azione potrà essere dolcissima o più aggressiva in funzione di come userete la manopola del gas. In entrambi i casi c’è però da mettere in conto una leggera esitazione iniziale, che sparisce quasi del tutto con la pratica non appena si impara a partire con il gas già leggermente puntato, anziché spalancare di colpo o attendere che la moto si muova prima di aprire con decisione. Questo comportamento dipende dal modo in cui è concepito il funzionamento del sistema, tarato ovviamente per un utilizzo turistico e non certo per un uso sportivo del mezzo. Se lo si usa per come è stato progettato è veramente notevole e fa dimenticare con piacere l’uso della frizione. Se invece pretendete dalla FJR1300AS anche una guida sportiva allora consigliamo di acquistare la versione tradizionale perché nelle accelerazioni a gas spalancato, come nelle scalate furibonde (tra l’altro non è possibile scalare più marce alla volta) la frizione tradizionale regala un migliore controllo. Ma diciamoci la verità, chi si comprerebbe una moto come la FJR1300AS per fare i numeri da circo?

La FJR1300AS deve offrire un gran confort di marcia e in effetti non delude né il pilota né il passeggero. Le sospensioni filtrano perfettamente le asperità senza per questo risultare troppo flaccide e il grande parabrezza assicura un eccellente riparo dall’aria. L’unico neo è a nostro avviso rappresentato dalla sella, che essendo un filo troppo larga  porta a tenere le gambe troppo divaricate. Malgrado la mole non certo da sportiva la FJR1300AS si destreggia abbastanza bene anche nel traffico e nel misto stretto. Ovviamente si trova meglio in autostrada e sulle strade guidate con curve ampie e veloci. In questo contesto è veramente divertente da guidare e sa regalare delle belle emozioni a qualsiasi andatura. Come accennato in apertura l’impianto frenante è semplicemente fantastico e in qualsiasi condizione basta un leggero sforzo sulla leva per avere decelerazioni rapidissime e senza il benché minimo scompenso a livello di ciclistica. Il sistema di frenata combinata, che quando si frena con il posteriore chiama in causa anche parzialmente l’impianto anteriore per stabilizzare la moto, è tarato alla perfezione al pari dell’ABS, sempre di serie, che di fatto non si sente mai, se non in reali situazioni di emergenza.

Conclusioni

La FJR1300AS è una gran bella moto da turismo, sicuramente all’altezza della migliore concorrenza giapponese ed europea. Magari è meno potente o meno appariscente, ma sicuramente offre un equilibrio di prestazioni, stabilità e agilità invidiabile. 17.790 chiavi in mano, (1.900 euro in più della versione standard) sono una cifra di tutto rispetto, ma sicuramente allineata alla migliore concorrenza che non offre al momento una soluzione paragonabile. Se usare la leva della frizione vi piace vi consigliamo di continuare ad usarla, ma se invece almeno in qualche occasione avreste voluto eliminarla senza però rinunciare al totale controllo della cambiata allora probabilmente la FJR1300AS è la moto che fa al caso vostro.

Scheda tecnica

 

Motore

4 cilindri DOHC, raffredato a liquido di 1298 cc

Potenza massima

105.5 Kw (143.4Cv) a 8.000 giri

Coppia massima

134.4 Nm (13.7 kgm) a 7.000 giri

Marce

5

Telaio

In alluminio con struttura a diamante

Sospensione ant.

Forcella telescopia da 48 mm. regolabile con 135 mm di escursione

Sospensione posteriore

Mono ammortizzatore regolabile con 125 mm di escursione

Impianto frenate

A doppio disco anteriore e singolo disco posteriore con frenata combinata e ABS

Lunghezza

2,230 mm

Larghezza

750 mm

Altezza sella

805 mm

Peso

295 kg

Serbatoio

25 l

 

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