La Supersport Kawasaki dell'anno scorso non convinceva sotto tutti gli aspetti. Vediamo se ad Akashi hanno lavorato bene per gli esami di riparazione...
E’ oramai assodato che il ciclo di vita di una sportiva giapponese (e non solo) si estenda per quattro anni, con una revisione più o meno superficiale ogni due. Capirete quindi la sorpresa (e, diciamocelo, la delusione dei possessori delle ZX-6R 2007 e 2008) quando Kawasaki, sul finire della scorsa stagione, ha annunciato l’arrivo di una supersport completamente rinnovata.
Certo, il modello che questa ZX-6R 2009 va a sostituire non ha ottenuto valutazioni troppo lusinghiere. Vittima del ritorno alla cilindrata “regolare” dopo anni di cubatura da 636cc, ha sofferto, in generale, l’essere una moto pensata troppo come base per quella che avrebbe corso nei vari campionati supersport che non per l’utenza finale. La moto era pesante? No, una volta eliminate le componenti inutili per correre. L’erogazione troppo sbilanciata verso la zona alta del contagiri? Beh, in pista mica ci si aspetta di uscire dalle curve a 8000 giri.
Insomma, era una moto che, con i soliti ritocchi apportati da chi usa il mezzo in circuito o, ancora meglio, nelle competizioni, diventava estremamente efficace, ma che in versione di serie, pur non essendo certo scadente (esistono ancora 600 sportive meno che ottime?) pagava dazio nei confronti delle concorrenti. Che, all’atto pratico, risultavano più leggere e guidabili.
Kawasaki non è rimasta a guardare. Ha preso il coraggio a due mani e ha completamente rivisto la sua ZX-6R. A prescindere dalle ovvie differenze estetiche, possiamo assicurarvi che anche “sotto il cofano” la moto è completamente cambiata. Adesso, salendo in sella bendati ad entrambe le moto, giurereste quantomeno che vengano da due case produttrici diverse. Quindi, quale sarebbe il bello del progresso? – mi immagino chiedano, un po’ nervosamente, i proprietari di ZX-6R 2008. Il bello è che, pur portando ad inevitabili perdite di valore dell’usato, un’evoluzione tanto marcata e “fitta” ci regala moto costantemente più veloci, facili da guidare e versatili. Con la ZX-6R potete andarci in vacanza (ecco, magari non stando via due settimane, soprattutto se avete il passeggero…) e allo stesso tempo girare in pista, mettendovi dietro diversi mezzi “pronto gara” di qualche anno fa.