Rieju Tango 125 Pro e 250: fuori dagli schemi

di Giorgio Papetti

Rieju Tango 125 Pro e 250: fuori dagli schemi


Forte personalità e dettagli esclusivi per una 125 versatile e anticonformista. E ora c’è anche la 250.

Rieju è uno storico marchio spagnolo che grazie alla passione dei proprietari è riuscito a superare indenne anche i periodi di crisi più nera. Dal 1934 a oggi l’azienda è passata di padre in figlio e ad oggi Rieju ha prodotto oltre 500.000 veicoli, rimanendo l'unica azienda con il "cuore" Spagnolo al 100%. Rieju costruisce nel proprio stabilimento tutti i telai, assembla le ruote eseguendo la raggiatura a mano e utilizza componentistica di marca.  Nel 2007 nasce Rejiu Italia, una struttura alle porte di Bologna dove è presente anche un magazzino che gestisce in modo veloce le consegne dei veicoli e dei ricambi mantenendo uno stock sempre assortito al 100%.

All'amministratore delegato, Mirko Torri, e al suo staff il compito di far conoscere anche nel nostro paese questo marchio che a fatto la sua fortuna sulle moto di piccola cilindrata. Minicross, enduro, motard, sportive, ma anche moto "furbe" come la Tango 125 e la nuovissima 250, che si innestano nel filone già presidiato da Beta con le Alp (e recentemente con le Urban) e nel quale ha cercato senza successo di inserirsi Yamaha con la Tricker.

Tango 125 Pro

Nome a parte, che a nostro avviso è un po' penalizzante per un prodotto destinato soprattutto ai più giovani, la Tango 125 è una moto che in questi periodi di crisi potrebbe suscitare l'interesse non solo di chi desidera un mezzo abbordabile e dai bassissimi costi di gestione e manutenzione, ma anche di chi non digerisce gli scooter e preferisce guidare una moto agilissima. Perfetta per il pubblico femminile e per chi si avvicina per la prima volta alle due ruote, la Tango 125 sa far divertire a suo modo anche chi in moto ci va da un pezzo e magari è alla ricerca di un secondo mezzo da usare solo nei centri urbani. Essendo motorizzata con un 125 4t di vecchia generazione, ancora raffreddato ad aria, la potenza è quella che è. In città però è più che sufficiente e la Tango 125 sopperisce ai cavalli con una maneggevolezza esagerata. Nel caotico traffico di Milano abbiamo più volte surclassato moto ben più potenti grazie alla possibilità di infilarsi ovunque, anche in varchi che all'inizio sembrano impossibili. Esteticamente la Tango 125 (ma anche la 250) ricorda molto la Yamaha Tricker e più in generale i mezzi destinati al moto alpinismo. Ingombri ridottissimi, sovrastrutture minimaliste a prova di urti e ruote a raggi con pneumatici semi scolpiti le donano un fascino particolare, che può far storcere il naso così come stuzzicare per il suo essere anticonformista e oltre le mode.




Chi poi desidera qualcosa in più può optare per la versione Pro, oggetto di questa prova, equipaggiata con numerosi componenti esclusivi che migliorano nettamente l’estetica.  Bellissimi i mozzi, la protezione del disco posteriore e le pedane, anche se quelle del pilota a nostro avviso dovrebbero essere più larghe e con un maggiore grip per essere efficaci anche in fuoristrada e sotto la pioggia, quanto il piede tende a scivolare (bene quelle della 250). Belli anche gli altri componenti anodizzati, a cominciare dalla piastra superiore della forcella per finire col pedale del freno, il tappo di carico dell’olio e il coperchio della pompa freno. Una chicca i tamponi sulla forcella e sul forcellone, che preservano la moto in caso di scivolata. Le plastiche nere opache si sposano perfettamente con i cerchi neri a raggi e l’argento del motore, mentre sono decisamente migliorabili lo scarico, il portapacchi e il faro posteriore, tutti troppo grezzi. Sicuramente un faro a led e un parafango più aggressivo avrebbero ulteriormente abbellito la linea. Anche il cavalletto laterale è migliorabile, non tanto da un punto di vista estetico quando da quello funzionale. È dotato di molla di richiamo per la chiusura automatica, ma è troppo lungo e la moto resta troppo in verticale. Qualche millimetro in meno risolverebbe il problema. Se la parte posteriore potrebbe migliorare parecchio con piccoli accorgimenti, il frontale è decisamente riuscito grazie al faro tondo sormontato dal cupolino che nasconde la strumentazione digitale, dotata di doppio contagiri elettronico e trip computer attivabile col pulsante posto sul lato sinistro del manubrio. Durante il test abbiamo riscontrato nell’impianto elettrico l’unico punto critico di questa moto, almeno sull’esemplare in prova. Nei circa 2.000 KM percorsi si è bruciata la lampadina del faro posteriore, ha smesso di funzionare il contatto per accendere lo stop alla pressione del freno anteriore e si è più volte ammutolito il contachilometri sul display digitale. Va però detto che l’abbiamo maltrattata per bene anche in fuoristrada, chiedendole forse più di quello che effettivamente una mezzo di questo tipo dovrebbe dare. In compenso l’averla spremuta oltre misura ci ha anche permesso di apprezzare la robustezza del motore, della frizione e delle sovrastrutture in plastica, che hanno resistito perfettamente anche a un caduta in fuoristrada su terreno sassoso. Estetica a parte sulla Tango 12 Pro c’è anche sostanza, a cominciare dall’impianto frenante con un posteriore perfettamente modulabile e un anteriore con pinza radiale e profilo a margherita, potente il giusto e gestibile in ogni situazione. La forcella Paioli ci è parsa un filo troppo dura sulle piccole asperità, ma assicura un buon sostegno in fuoristrada o quando si scendono ostacoli di una certa importanza. Bene il mono, confortevole sul pavé e in grado di garantire una buona trazione anche su fondi viscidi. Il confort è penalizzato dalla sella troppo dura, perfetta in fuoristrada ma scomodissima in città. Una spugna leggermente più morbida migliorerebbe drasticamente il confort senza penalizzare la vocazione offroad.



Motore e telaio

Il monocilindrico Yamaha a quattro tempi raffreddato ad aria da 123,7 centimetri cubici è sicuramente il componente meno entusiasmante della tango 125 Pro, però ha il grande pregio di consumare pochissimo (si fanno circa 35 Km con un litro) e di essere molto robusto.  I cavalli sono pochini e per raggiungere la velocità massima occorre un bello slancio. Se però si tiene il motore su di giri ci si riesce a divertire sfruttando l’agilità e il peso contenuto della moto. Diciamo che su strada è un motore da città e da trasferimento sulle provinciali, dove i 70/90 Km all’ora sono il limite massimo consentito. ll cambio a 5 marce è abbastanza preciso, a patto di non cercare la cambiata razzo pena impuntamenti. Usato regolarmente è molto morbido e anche la folle si trova sempre al primo tentativo.  La frizione con comando a cavo resiste bene persino dopo averla bistrattata, al pari dell’avviamento elettrico che anche dopo aver lasciato la moto al gelo ha sempre funzionato perfettamente.  Non dimentichiamo poi che la Tango 125 è dotata di avviamento a pedale, che assicura la messa in moto anche se la batteria dovesse essere completamente scarica. 
Il motore è ancorato a un telaio di tipo perimetrale in tubi a sezione rettangolare. La forcella telescopica ha steli da 36 mm. di diametro e il mono ammortizzatore è fissato al forcellone tramite su un sistema progressivo denominato Progressive Racing System. Il freno a disco anteriore è di 260 mm di diametro, mentre il posteriore ha un diametro di 200 mm. I cerchi a raggi sono da 19 pollici all’anteriore e 17 al posteriore. I pneumatici di serie sono un ottimo compromesso tra strada e offroad. Perfetti per un uso cittadino, offrono anche un buon grip sugli ostacoli e una discreta aderenza anche in caso di fondo viscido.

Quasi una trial

Grazie alla sella bassa da terra (790 mm.), al peso contenuto (106 Kg.) e alla facilità di controllo, la Tango 125 Pro è perfetta per i principianti o per chi è basso di statura. Le dimensioni ridottissime e il serbatoio molto stretto (che contiene 5,5 litri) permettono anche a chi non arriva a 165 cm. di altezza di toccare con entrambi i piedi per terra.  Una volta in sella sembra di guidare una moto da trial e ci si trova subito a giocare non tanto col gas quando con la ciclistica. L'agilità è tale che il traffico sembra letteralmente inesistente, visto che ci si infila in spazi dove nemmeno gli scooter più piccoli riescono a passare.  La posizione di pedane e manubrio esaltano anche la guida in piedi, dove occorre solo tenere il baricentro abbastanza arretrato per non caricare troppo l’avantreno.



Anche in versione 250

A fine test è arrivata in redazione una preserie della Tango 250, modello di maggior cubatura dedicato ad un pubblico più maturo e in possesso di patente non limitata. Le analogie con la 125 sono moltissime dal punto di vista estetico, ciclistico e di motore. Quest’ultimo è realizzato in Cina (su completa supervisione dei tecnici Rieju), mantiene il raffreddamento ad aria e ha una potenza che arriva attorno ai 18 Cv. I 6 Cv in più circa rispetto al modello di minore cilindrata si trasformano subito in un divertimento e una versatilità ancora maggiori.  Resta l’agilità da anguilla, ma qui il motore è più corposo e oltre a garantire uno spunto sensibilmente superiore permette anche di mantenere velocità di trasferimento attorno ai 110 Km/h.  Sul modello in prova abbiamo solo evidenziato una qualche incertezza di carburazione e non abbiamo potuto valutare la bontà della forcella, visto che sul modello in prova era provvisoriamente montata quella della 125. Sappiamo per certo che la 250 verrà commercializzata con una forcella specifica.  Anche con la maggiore cilindrata il consumo è irrisorio e con una guida parsimoniosa si fanno i 30 Km con un litro. Avendoci preso gusto con la 125 abbiamo deciso di sottoporre anche la 250 alla medesima “cura”, portandola su un campetto da cross.  Come potete vedere anche dalla foto la Tango 250 se l’è cavata alla grande e senza voler in alcun modo competere con i mezzi specialistici è comunque in grado di affrontare salti e ostacoli senza colpo ferire. Per un mezzo del genere un habitat simile è una forzatura, ma l’aver resistito conferma come sia la 125 che la 250 sono mezzi che ci possono accompagnare su strada e sui sentieri di montagna per molto, molto tempo. L’unico aspetto preoccupante della 250 riguarda ancora una volta l’impianto elettrico, visto che abbiamo avuto anche su questa moto problemi con il display digitale.
La tango 250 è disponibile in tre versioni: offroad, con gomma tassellata enduro; polivalente con cerchio in lega d'alluminio e gomma scolpita; stradale e Motard con cerchio in lega e gomma stradale.

La Rieju Tango 125 Pro costa 3.470 Euro, mentre la versione base costa 3.320 Euro. Il prezzo della 250 è stato invece fissato in 3.840 Euro e al momento non è prevista una versione pro (che ci auguriamo però venga introdotta a breve).



Scheda Tango 125

Motore:

Monocilindrico 4T - 123,7 cc.

Alesaggio x Corsa:

54 x 54 mm.

Rapporto compressione:

10:1

Sistema di accensione:

elettrico e a pedale

Nº marce

5

Lunghezza totale

1995 mm.

Larghezza totale:

800 mm.

Distanza minima da terra:

250 mm.

Altezza sella

780 mm.

Peso  a secco:

101 Kg.

Scheda Tango 250

Motore:

Monocilindrico 4T - 225 cc.

Alesaggio x Corsa:

65,5 x 66,2 mm.

Rapporto compressione:

9.0:1

Sistema di accensione:

elettrico e a pedale

Nº marce

5

Lunghezza totale

1990 mm.

Altezza sella

840 mm.

Peso  a secco

peso a secco 101 Kg.

 

 

comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

Test Jerez: fiducia per il Team Italia (aggiornato)

Test Jerez: fiducia per il Team Italia (aggiornato)
in Motomondiale

KTM raddoppia: due team nell'IDM

KTM raddoppia: due team nell'IDM
in Campionati e trofei nazionali

Macota: Autorinnova e Primer

Macota: Autorinnova e Primer
in Accessori moto