Harley-Davidson XR1200: curvare liberi

In Prove moto

di Stefano De Gregorio, 09 ottobre 2008
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Harley-Davidson XR1200: curvare liberi



Abbiamo provato la più sportiva ed "europea" delle Harley-Davidson, che darà il vita anche ad un trofeo in pista.


L’HARLEY “EUROPEA”

Avete presenti le gare di Flat Track? Il Flat Track è una delle più popolari e spettacolari discipline motociclistiche praticate negli USA. Si corre su circuiti ovali di terra battuta, per cui il “traverso” è sempre garantito, e nei rettilinei si sfiorano i 200 km/h. I piloti sono spesso attaccati l’un l’altro in grandi trenini e si scambiano posizioni quasi ad ogni curva. Il tutto per 25 tiratissimi giri. Piccolo particolare non trascurabile: sono totalmente sprovvisti di freno anteriore! Uno sport così poteva nascere solo negli States.
Se le conoscevate già, conoscete allora anche l’Harley-Davidson XR750, la moto a cui questa XR1200 s’ispira. Conoscenza pregressa o no, fa sempre piacere parlarne: la XR750 nasce nel 1970 (pensare che solo un anno prima era uscito il film “Easy Rider”, che insieme al romanzo “On the Road” di Jack Kerouac diventerà il manifesto della Beat Generation; due opere, due pilastri che racchiudono l’essenza della libertà e del viaggio senza meta, emozioni e sensazioni a cui noi motociclisti anche inconsciamente ambiamo ogni volta che ci mettiamo in sella) sulla base della Sportster 1.000 per far fronte alle nuove regole di gare AMA classe C, con la sola modifica della riduzione della corsa del motore con teste e cilindri in acciaio, e s’impone subito all’esordio conquistando il Gran National Champion. Modificata pesantemente nel 1972, con l’adozione di teste e cilindri in alluminio, doppio carburatore, telaio a doppia culla e sospensioni espressamente dedicate, diventa la regina incontrastata della sua categoria fino ai giorni nostri. Honda e Yamaha, insieme, riescono a strapparle il titolo appena 6 volte.

Quasi quarant'anni di successi quindi, ed ora Harley-Davidson prova a far sbarcare il mito in Europa con la nuova XR1200. Non a caso, la prova a cui abbiamo preso parte era una prova riservata inserita però nella grande kermesse “The legend on tour” (www.thelegendontour.com), che prevede demo-ride nelle maggiori piazze italiane ed addirittura l’istituzione, e la creazione di un kit dedicato, di un  Trofeo monomarca, che prenderà il via l’11 e 12 ottobre a Magione, presso l’Autodromo dell’Umbria.
I tecnici Harley ed in particolare l’ ”European Product Planning”, con la collaborazione di assi del Flat Track come Scott Parker (9 volte vincitore del Titolo AMA Grand National Champion), hanno cercato quanto più possibile di adeguare l’XR1200 e la sua guida, ai gusti dei motociclisti ed alle strade del nostro vecchio continente. Il modello è infatti, con grande invidia degli stessi appassionati degli States (basta leggere qualche commento alle tante video-prove disponibili su YouTube), riservato alla sola Europa.
Quindi niente animale da misto-stretto, ma tanta coppia, bilanciamento e stabilità per affrontare curve di medio e lungo raggio. Ma vedremo che anche la maneggevolezza di certo non le manca. Ed ovviamente, si sa siamo abituati bene specialmente nel nostro Belpaese, una grande carica estetica ed evocativa.

Ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

COM’E’ FATTA

Quello che salta subito all’occhio guadando l’Harley-Davidson XR1200 è che è un’Harley decisamente diversa dalle altre. Specialmente nel colore arancio, in Harley sono riusciti nello scopo di creare quel legame con la mitica XR750 dalla quale trae ispirazione.
Tralasciando il forte impatto che il colore racing sa scaturire specie negli appassionati, a colpire immediatamente è la stretta e allungata sagoma tipica delle Sportster, ma ora impreziosita da un vero e proprio codino old-style rialzato e dalla generosa impronta a terra ottenuta grazie alla possanza degli pneumatici sportivi, dei Dunlop Qualifier D209 nelle misure 120/70 all’anteriore e 180/55 al posteriore, montati su degli esclusivi cerchi in lega neri, a tre razze sdoppiate di diametro 18” all’avantreno e 17” al retrotreno, anch’essi d’ispirazione Flat Track.



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