Ducati 848: lo squalo bianco

In Prove moto

di Edoardo Licciardello, 06 ottobre 2008
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Ducati 848: lo squalo bianco



Il nuovo "peso medio" Ducati scende in pista. Come al solito, facendo le cose un po' diversamente...

SQUALO BIANCO L’arrivo di una sorellina minore della 1098 era quasi scontato fin dalla prima presentazione della maxi Ducati. Troppo difficile che a Borgo Panigale lasciassero scoperta una nicchia importante – per numeri e prestigio – come quella delle medie ipersportive, e soprattutto, che non producesse una moto da schierare nel mondiale Supersport.

Non crediamo quindi di essere stati gli unici a restare stupiti quando la “minidiecinovantotto” è uscita, sì, ma con cilindrata “oversize”. Cilindrata che non le permette di competere praticamente da nessuna parte (fa eccezione la Formula X-treme statunitense) ma che, in effetti, le garantisce prestazioni irraggiungibili da qualunque media sportiva.

Avete presente la Suzuki GSX-R750, e le lodi che raccoglie da tutta la stampa specializzata, noi per primi? Ecco, il concetto è lo stesso, anche se declinato in maniera diversa, più… Ducati, ovviamente. La 848 non è solo un contentino buttato lì per chi non ha la disponibilità economica per comprare la sorella maggiore. E’ una moto con una sua dignità, che si può comprare anche per scelta ben precisa, perché si preferisce una moto un pelo più agile e meno impegnativa rispetto alla 1098, pur mantenendone le stesse – splendide, anche se il bianco è un colore che si ama o si odia – caratteristiche somatiche e doti dinamiche. Insomma, non è una 1098 impoverita, ma una moto con una precisa identità, sia pure con le ovvie somiglianze derivanti dalla messa a fattor comune di buona parte delle scelte progettuali.

Andiamo a capire quali siano le doti di questa 848…

OVERSIZE PER SCELTA

Parliamo ovviamente del motore, perché la 848, come avrete sicuramente già letto altrove, è di una leggerezza quasi imbarazzante. Come per 748 e 749 prima di lei, anche la 848 replica in tutto e per tutto le linee della sorella maggiore che corre in Superbike. Il motore che spinge la “minisuperbike” Ducati è definibile come una versione in scala del TSE – Testastretta Evoluzione – montato dalla 1098, ma con importanti differenze che ce lo possono far considerare quasi un motore a sé stante.



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