GSX-R750K8: Squadra che vince...

In Prove moto

di Edoardo Licciardello, 23 settembre 2008
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GSX-R750K8: Squadra che vince...



...non si cambia, dice il proverbio. E considerando quanto era valida la K6/K7, complimenti a chi, in Suzuki, ha avuto la saggezza di limitare le evoluzioni...

...NON SI CAMBIA

Nel mondo motociclistico odierno, un quarto di secolo equivale ad un paio di ere geologiche. Eppure, per quanto possa essere difficile crederci, la GSX-R750 ai venticinque anni di onorata carriera c’è davvero vicina. Nata nel 1985, all’esordio ha rivoluzionato il panorama del motociclismo sportivo mondiale: poche altre moto hanno avuto lo stesso tipo d’impatto sul mercato. Se avete vissuto da appassionati i primi anni ’90, provate a ricordare quando la CBR900RR fece invecchiare tutte le altre maxi di cent’anni in un colpo solo, e anche così non avrete piena coscienza della portata dell’arrivo della GSX-R. Con un peso contenuto in soli 179kg grazie ad un inedito telaio in alluminio, faceva sembrare tutte le altre sportive di pari cilindrata – allora la sette-e-mezzo era una delle cubature standard – obese e sgraziate. Una moto estrema, che ha collezionato subito innumerevoli successi in gara, nonostante una ciclistica nervosa e non sempre facile da gestire.

Con gli anni, la Gixxer si è un po’ calmata, è ingrassata, poi è tornata a dimagrire e ad innervosirsi, per poi, alla fine, diventare il paradigma dell’equilibrio in materia di sportive motociclistiche. Certo, si fa presto a dedurre che, se una 600 è leggera ma vuota ai bassi regimi e una 1000 piena ma fin troppo impegnativa, una 750 può essere il compromesso ideale, ma finché non la si prova è davvero difficile rendersi conto di quanto tale compromesso risulti efficace.Già, perché non basta trovare una via di mezzo fra vizi e virtù delle due categorie Supersport e Superbike. Bisogna anche fare un lavoro di affinamento, di cesello, per mettere la 750 in grado di sfruttare al meglio le sue doti.

Se avete letto la prova della “vecchia” 750 (che trovate qui), sapete già che Suzuki aveva già raggiunto con il modello precedente un livello elevatissimo, tanto sotto il profilo prestazionale che sotto quello dell’accessibilità di queste prestazioni. Squadra che vince non si cambia, recita il vecchio adagio, quindi è più che naturale che ad Hamamatsu abbiano pensato di lavorare solo un po’ con la lima, invece di impelagarsi in rivoluzioni che, del resto, non erano per nulla necessarie per quella che è forse la sportiva più efficiente dell’intero panorama mondiale.Abbiamo approfittato di un ultimo scampolo d’estate per mettere alla prova la GSX-R K8 sull’impegnativo tracciato di Misano. Confermando tutte le premesse, e, peraltro, tutte le promesse di Suzuki…



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